BIDEN, la sfida dell’Inclusione

Ieri Biden si è insediato come nuovo presidente degli Stati Uniti. Ha giurato in una cerimonia coinvolgente soprattutto pensando all’uscita di scena di Trump dopo i fatti di Capitol Hill. Trump che ha detto come se fosse una minaccia: in qualche modo torneremo!

Insieme a Biden ha giurato la vicepresidente Kamala Harris, molto amata in Europa dalla sinistra. Dopo Lady Gaga che ha cantato l’inno c’è stato un momento davvero toccante con Amanda Gormana, giovanissima poetessa afroamericana di Los Angeles, vincitrice del National Youth Poet Laureate che ha letto dei versi scritti dopo i fatti di Capitol Hill.

Dopo la cerimonia Biden si è recata alla Casa Bianca e ha già firmato 17 ordinanze che di fatto tentano di cancellare le azioni più evidenti della politica di Donald Trump. Gli Usa infatti stanno per rientrare negli accordi di Parigi sul clima, accordi dal quale Trump era voluto uscire per la libertà di prosperare ed inquinare. Ieri gli USA hanno comunicato che loro hanno avuto più vittime per il COVID che per la seconda guerra mondiale. Come sottosegretario alla sanità è stata scelta Rachel Levine, transgender, responsabile della salute in Pennsylvania nominata dal governatore Tom Wolf, uno degli stati che più di tutti ha dato una risposta forte alla pandemia.
Qualcuno adesso dirà che ora cominciano i problemi, che la luna di miele è finita, ecc.
In realtà non è mai cominciata.
C’è ancora chi crede che gli USA siano il paese più ricco del mondo. Peccato che il paese con il PIL più alto è la Cina. Nonostante Elon Musk, Bill Gates e Mark Zuckerberg, il paese più tecnologicamente avanzato è la Corea del Sud, mentre quello con più startup è Israele.
Questi sono i risultati del “Make America Great Again” di Trump. Questi sono i risultati della logica dei muri. Una logica che sta pagando anche Boris Johnson dopo la Brexit, visto che il Regno Unito non è più tanto Unito: l’Irlanda del Nord ha fatto un accordo con l’UE e la Scozia sta per avere un referendum per una fortissima economia.
Ieri nella cerimonia di Washington risuonava la parola INSIEME. Sa di romantico. Allora ve ne propongo un’altra: INCLUSIONE.

Il guru del marketing Philip Kotler – e anche gli altri protagonisti del rebellion marketing – ci insegnano che i due termini più importanti in questo momento e per il prossimo futuro sono: FIDUCIA e COMMUNITY.

Un proverbio africano dice: La lingua e i denti a volte litigano con la bocca, ma ciò non impedisce che continuino a rimanere insieme.
Uno cinese invece sottolinea:
Quando vivono a lungo insieme, gli animali finiscono per amarsi, gli uomini per odiarsi.

Stiamo vivendo una famosa di tragica nostalgia dove sentiamo sempre citare la frase di Umberto Eco sulle legioni di imbecilli ed i social. Dove c’è un travaso si nostalgia con i vari si stava meglio quando si stava peggio e i non ci si capisce più niente. La cosa incredibile è che a dirla sono dei quarantenni! Noi viviamo in un mondo fortemente complesso e se vogliamo sperare di sopravvivere la prima cosa che dobbiamo fare è avere RISPETTO.
Non saranno i muri a salvarci. Anzi i muri ci portano ad ucciderci, perché è necessario collaborare per sopravvivere. Se il mondo non si fosse unito in un obiettivo non avremmo vari vaccini per il Covid, una pandemia che ancora sta uccidendo.
Il mondo è diviso in community, in gruppi. Se questi gruppi non imparano a collaborare con rispetto e fiducia fra di loro, non c’è futuro. Non sarà la retorica dell’uno sopra gli altri, dell’eroe, del primus inter pares a farci sopravvivere, se vogliamo sopravvivere. Solo la collaborazione dei denti e della lingua nella bocca come dicono gli africani può farci vedere un orizzonte.

 

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