24Set/21
paul haggis

Paul Haggis: in Italia ho scritto i miei film più belli

paul haggis

Clint Eastwood è una di quelle icone del cinema che lo attraversa per tutti gli ultimi decenni. Dietro la sua “faccia da cinema” ci sono stati e ci sono dei narratori straordinari, sia quando era attore che da regista. Sergio Leone prima e Paul Haggis ora. Haggis, due volte premio Oscar, è un uomo di cinema, un uomo che ha legato il suo nome agli oscar per Crash diretto da Cronenberg, a Million Dollar Baby e Flags of our fathers, diretti da Eastwood, per poi passare anche lui dietro la macchina da presa con pellicole come La valle di Elah. Se non bastasse  Haggis ha legato il suo nome anche a due dei più amati film del James Bond contemporaneo: Casino Royale e Quantum of Solace. Per chi come me ama il cinema è ha scelto di occuparsi di narrazione, comunicazione e quant’altro vogliate chiamarlo, sapere di incontrarlo significa sentire le gambe che tremano. Continue reading
23Set/21
dittatura

La dittatura della vista e della “ho ragione con ragione”

E’ arrivato l’equinozio d’autunno. Per me è sempre una notizia bellissima. Forse perché amo la canzone Odio l’Estate di Bruno Martino, forse perché l’autunno è una stagione di confine, di cambiamento, di mutazione, cose che fanno parte di me. Una stagione dove le dittature crollano. Ho “dovuto” prendere alcune settimane di riposo proprio all’inizio di settembre, la dittatura sanitaria si è imposta su di me – tranquilli niente Covid ma solo buon senso e riposo.
Riprenderà anche Percorsi Seriali, come sempre e anche altri progetti che non svelo. Stamattina mi è capitato di leggere un brano molto bello di Chandra Livia Candiani, poetessa e traduttrice di testi buddisti che iniziato un percorso importante. E’ un testo tratto “Il silenzio è Cosa Viva” e si chiama I SUONI DEL MONDO. Continue reading

28Ago/21

Parole? Mattoni Leggeri

Tutto è segno, tutto è comunicazione, tutto è messaggio. Tutto è una narrazione. Di cosa? Di se stessi e del mondo che circonda. Meglio ancora del mondo che ci circonda con noi dentro. Anche nel silenzio noi parliamo. Nel vuoto noi ci esprimiamo. Il silenzio è il vuoto delle parole. Il silenzio parla. Esprime. Le parole sono mattoni leggeri con cui costruiamo il mondo. Non solo quello fisico. Noi abbiamo la necessità dell’espressione, in tutti i modi.
Spesso non ci diamo peso. Eppure anche se leggeri i mattoni fanno male quando vengono tirati. Continue reading
19Ago/21
omicidio a easttown

Omicidio a Easttown: Kate Winslet, altra donna che supera il crime

Faccio ammenda perché mi ero colpevolmente dimenticato di caricare l’articolo su uno dei titoli che mi è piaciuto nella prima parte dell’anno: Omicidio a Easttown. Fra l’altro la sua interprete è un’attrice bravissima e bellissima come Kate Winslet. Fa strano pensare che lei è Leonardo Di Caprio, entrambi interpreti di Titanic di James Cameron, non siano mai “affondati”, anzi! Una serie di genere che come sempre va oltre il genere, perché a questo serve ormai il sistema: una traccia da violare e superare. La serialità televisiva mostra sempre più le grandi potenzialità di innovazione dell’audiovisivo, grazie ad un platea fatta di pubblici, proprio secondo la Long Tail di Chris Anderson, che vede nei social un mezzo di diffusione e confronto. Evito di parlare di economia ed antropologia, altrimenti dovrei dirvi che ci sono “professionisti” della comunicazione che ancora non hanno capito il potere dei social e delle community. E parecchie altre cose. Buona Lettura. Continue reading
11Ago/21

Alessandra e Laila: due facce dello stessa medaglia (non solo DIRAC)

E’ adesso che è finito Tokyo che facciamo? Ah certo! Le paralimpiadi! Come no. Poi si tornerà ai reality. A me va di parlare di due donne dello stesso pianeta: Alessandra Bonanno e Laila El Harim.
Alessandra Bonanno è la prima donna italiana ad aver vinto la medaglia DIRAC.
Per quelli che non lo sanno è molto di più che vincere un’olimpiade.
Lo dico in maniera provocatoria perché delle donne e degli stranieri-italiani ci si ricorda soltanto nel momento delle vittorie.
Per il resto tornano ad essere invisibili. Eppure dietro ogni Alessandra Bonanno ci sono tantissime ricercatrici che ogni giorno lavorano nel nostro paese e anche nel resto del mondo.
Ci sono anche tante donne che lavorano nelle fabbriche, come Laila El Harim , quarantenne originaria del Marocco che lavorava in una ditta di Modena, morta schiacciata in un macchinario.
L’azienda ha dichiarato che “non aveva la formazione adatta”. Immagini quanti lustrini e paillettes doveva avere quel macchinario per attirare Laila fino a portarla a perdere la vita.

Continue reading