The Family: l’orco è davvero accanto a noi?

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The Family. Da lunedì 9 maggio su Fox arriverà la nuova serie tv prodotta dall’abc: The Family. E’ un caso che la cronaca nera che viene da Caivano, con la tragica vicenda di pedofilia, sia la cornice per questa nuova serie. The Family non è solo questo. Ideata da Jenna Bans, scuola Shonda Rhimes, l’autrice si è fatta le ossa fra Desperate Housewives, Grey’s Anatomy e Scandal. Difficile dire in una sola parola com’è questa nuova serie e lo dice uno che partiva prevenuto verso questo prodotto, però si è dovuto ricredere, soprattutto perché la tensione si mantiene bene, ogni volta sembra che si esageri, invece si rientra sempre nel binario c’è. La cosa che più ho apprezzato è il fatto che non ci sono vittime e carnefici assoluti.

Il trailer mostra una vicenda complicata, in parte lo è, ma soprattutto annuncia segreti con un claim interessante: I segreti tornano sempre a casa – una sorta di similitudine con la verità viene sempre a galla. Di segreti ce ne sono, come di persecuzioni, in un gioco delle parti dove i colpevoli cambiano faccia all’occorrenza. Abbiamo visto quasi tutta la serie in anteprima, non tutta, perché mancano ancora il capitolo finale.
Siamo in una famiglia, i Warren, dove Claire si presenta per il consiglio comunale e durante un mercatino, dove sta facendo la sua campagna,viene rapito il figlio minore, che ha circa otto anni. Le indagini portano alla cattura di un criminale sessuale che abitava nella casa di fronte alla famiglia grazie alle intuizioni di un’agente di polizia, Nina Meyer, che riesce a catturare Hank, il rapitore e sembra anche assassino del piccolo Adam. Una famiglia che cresce nel dolore, sempre sull’orlo del baratro, anche i due fratelli rimasti, Willa e Danny, dove il padre John finisce col tradire la moglie, proprio con la poliziotta che ha arrestato catturato l’assassino del figlio. Ma è davvero tutto così? Adam ritorna dieci anni dopo e da qui partono tutte le domande su cui si ruota la vicenda. Ottimo il cast a sostenere il tutto: Joan Allen, tre volte candidata all’Oscar, è Claire, Allison Pill, la biondina di Newsroom è Willa, Rupert Graves, il Lestrade di Sherlock Holmes, è John, Margot Bingham, splendida cantante nera già vista in Boardwalk Empire, è Nina Meyer, mentre Andrew McCarthy è Hank il molestatore pedofilo, il migliore della serie. Non si possono dimenticare neanche Zach Gilford, che è l’altro maschio degli Warren, e Floriana Lima, la blogger giornalista Bridey Cruz, che poi sarà contesa da Willa e Danny. Ultimo è Liam James, ovvero Adam cresciuto.
Non è un capolavoro, perché dal settimo episodio certi passaggi diventano complicati e si percepiscono delle ingenuità nella scrittura, come se alcuni snodi si debbano risolvere per forza, vero, ma c’è sempre un modo diverso per arrivare ad una soluzione, mentre alcuni soluzioni arrivano leggermente forzate. Però la quantità di vicende e di storie personali, Claire, che aveva sfruttato la vicenda per farsi eleggere sindaco di Red Pines, ora col ritorno di Adam si candida a governatore del Maine, lo stato in cui si svolge la vicenda, mentre il padre ha scritto un libro sull’elaborazione del lutto e dovrebbe partire per un giro di presentazioni. Si cammina su una corda tesa fra l’imprevisto e una certa macchinosità, che per fortuna viene evitata. Nonostante questo funziona The family, thriller dell’abc, e anche noi siamo curiosi di sapere come andrà a finire, che non riguarda solo la scoperta del colpevole ma la risoluzione di tutte le questioni aperte in sospeso che sono tante e questa volta, vogliate bene a chi scrive, non è stato fatto spoiler.

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