Tag Archives: scienza

16Nov/20

Raccontare scienza e cultura nel mondo delle nicchie di consumo.

La pandemia ha fatto emergere molti problemi e questioni legati non solo alla sfera del mondo sanitario ma anche in tutto il nostro modo di vivere. Ne esiste uno molto importante legato alla narrazione e allo storytelling della scienza e della cultura. Sicuramente non è il problema principale, ma è una questione che investe il modello di comunicazione del nostro mondo cosa che non è affatto secondaria. Sono ormai circa 25 anni che la società di massa ha accelerato la sua parabola discendente trasformandosi in una società dei frammenti e delle nicchie. Gli stessi studi sul consumi lo provano. Le grandi cerimonie dei media appartengono ad un passato recente e la pandemia sta modificando non solo la fruizione degli eventi (concerti, eventi sportivi, teatro, ecc) ma impone di ripensarli completamente. Continue reading

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03Giu/20

#3giugno Cultura e Scienza sono chiacchiere per riempirsi la bocca? Anche peggio

Ieri c’è stato un grave lutto per la cultura italiana. E’ venuto a mancare Paolo Fabbri, semiologo ed intellettuale conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo che ha saputo esplorare i linguaggi della cultura e dell’arte. Allievo di Umberto e Roland Barthes, Fabbri è stato anche un operatore culturale che ha diretto festival di cinema. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di seguire dei suoi seminari e oltre ad un intellettuale posso testimoniare che se ne è andato un vero signore. Volevo scrivere qualcosa che lo ricordasse in maniera più dettagliata, che lo raccontasse. Poi mi sono fermato. E mi sono chiesto per chi lo sto scrivendo? Continue reading

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05Apr/20
caccia alle streghe

#5Aprile: Il desiderio di Guerra ci ucciderà più della pandemia

IPOCRISIA, GUERRA E RELIGIONE

BIANI

Io non ho paura della religione, ho paura di chi usa la religione, come Matteo Salvini della Lega Nord che prima prega in diretta tv da Barbara D’Urso, cercando vergognosamente di fare l’audience di papa Francesco, e poi dice che la scienza da sola non basta e serve riaprire le chiese per “affidarsi al cuore immacolato di Maria”. Sembrare voler essere “più realista del re e più papista del papa”, espressione storica attribuita ad Adophe Thiers, durante il Congresso di Vienna del 1814, che voleva il ritorno ad una monarchia assoluta più forte di quella precedente la rivoluzione francese del 1789. Ho sempre paura di Salvini e di tutti quelli come lui che prima elogiano i medici e gli infermieri sempre in tv, poi, sciacalli senza un minimo di pudore, sono i primi firmatari di un emendamento al CURA ITALIA del governo Conte, che avrebbe fatto ricadere su di loro tutte le azioni e gli avvenimenti successi durante la gestione del coronavirus!
Per fortuna questo scempio è stato fermato in tempo. Eppure la voglia di un nemico è sempre più grande. Continue reading

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22Mar/20

“La mia droga si chiama Fake News”

Welcome to ParanoidLand

Il titolo del foglietto di oggi in questa nuova domenica di lockdown da CoVid 19 è la parafrasi di Truffaut del 1969 con Jean-Paul Belmondo. Purtroppo però le fake news diventano un problema sempre più serio e sempre più diffuso.
Ieri siamo passati prima per la Palombelli che ipotizzava che la forte diffusione del coronavirus e la seguente mortalità fosse dovuto al carattere operoso e ligio al lavoro dei lombardi, praticamente sottintendendo che i “terroni” e “cafoni” del meridione sono salvi! Razzismo da pandemia. Poi ieri sera il prof. Cottarelli ed altri illustri economisti hanno dovuto smentire un’altra bufala davvero pericolosa: quella che se l’Italia avesse ottenuto dilazioni e prestiti dal MES (Meccanismo Economico di Stabilità) allora Francia e Germania potevano fare un prelievo forzoso direttamente dai conti bancari degli italiani. FALSO FALSO FALSO! Eppure è circolata. Continue reading

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05Mar/13

Ricostruire Subito la Città della Scienza!

Ricostruire Subito la Città della Scienza!

Vorrei parlare di altro, di molto altro, però non si può. C'è sempre un momento in cui ti devi far carico di un progetto, di un'istanza, di un sogno quasi.
Ieri è andata a fuoco la Città della Scienza di Napoli. Poco dopo l'orario di chiusura è scoppiato un incendio in 4 capannoni, che poi si è allargato a tutta l'area museale, salvando per fortuna il teatro, quello del cinema in 4D. Nessuna persona coinvolta. Il lavoro delle squadre di soccorso non è stato facile, coinvolte in mattinata nel crollo di una palazzina storica. Le squadre della polizia scientifica e gli investigatori sono al lavoro, si sono avanzate ipotesi di dolo, ma non ci sono conferme. Se così fosse, se dietro ci fosse un'intenzione criminale tutto riporterebbe alla strategia mafiosa del 1993, quella dell bombe di Milano, Firenze e Roma. Non è questa la sede giusta per parlarne.
Era davvero un bel posto, ogni anno 350.000 persone pagavano un biglietto per visitarla. Potevano andare al museo interattivo, al planetario, poi c'era centro congressi, un centro di alta formazione e un'area per mostre d'arte. C'è il mare. Non lontano da lì c'è un bellissimo ponte che passa in mezzo al mare, una passeggiata di 900 metri che danno la possibilità di ammirare il golfo di Napoli.

Ricostruire Subito la Città della Scienza!Ricostruire Subito la Città della Scienza!

Stamattina RadioTre Scienza parlerà della Città della Scienza, dell'incendio e di quello che è rimasto. Lo farà ascoltando anche i ricordi dei suoi visitatori, anche quelli che scriveranno sulla pagina Facebok. L'appuntamento è per le 11.30 sulle frequenze di Radiotre, che potete ascoltare anche in streaming dal portale Rai.tv.

Abbiamo lanciato un appello attraverso una pagina Facebook, Ricostruire subito la Città della Scienza a Napoli, perché siamo convinti che sia una questione di primaria importanza. Lo so che in questo preciso momento i problemi sono tanti, ma quello che abbiamo perso è un simbolo importante. Un segno forte di rinascita di una città bellissima come Napoli, di un'area come Bagnoli, quella dell'Italsider e dell'acciaio, che è stata riportata ad una nuova forza. Gli uomini hanno bisogni di simboli, hanno bisogno di qualcosa che li faccia sentire che ancora possono fare qualcosa per il loro presente e per il loro futuro. Si, vi sto chiedendo sfacciatamente un like, ma soprattutto, per chi lo vorrà, un segnale per dire "io ci sono!". Vi chiedo di ascoltare, di esserci su questa iniziativa, non perché sia più meritoria di altre, ma propria perché viene dal nostro presente, perché a Napoli erano riusciti nel cambiamento, parola che oggi sembra essere di ordinanza.
Grazie.

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