Ray Donovan: Non mollare mai

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Alcune serie diventano un appuntamento fisso, qualcosa di imprescindibile, non ne puoi fare a meno. Poi finiscono e una ragione te la fai. A me è successo con Sons of Anarchy, ma per fortuna ci sono appuntamenti che non tradiscono e ci sono ancora. La quarta stagione di Ray Donovan è stata la più personale, quella in cui il nostro protagonista, Liev Schreiber, che secondo il New York Times era il migliore attore shakespeariano della sua generazione, ha 48 anni, oggi è la generazione che conta a Hollywood. Premi per la sua attività teatrale e molto nomination per cinema e tv. Proprio Ray Donovan è la serie tv che gli ha dato la celebrità, relativa, vista la bravura meriterebbe di più. Come tutta la serie. Continue reading

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Emmy 2016

%image_alt%È stata la serata del trionfo di The People v. OJ Simpson: American Crime Story e quella delle conferme da Veep a Games of thrones. Sono state poche le novità che hanno caratterizzato la 68 edizione degli Emmys Awards con la cerimonia di premiazione che si è conclusa da poche ore al Microsoft Theatre di Los Angeles. Sono stati in tutto 27 i riconoscimenti per il mondo della Tv consegnati dai componenti della Academy of Television Arts&Sciences e nella manifestazione presentata da Jimmy Kimmel non sono mancati i momenti comici alternati all’attualità politica con le elezioni americane del prossimo novembre. Accompagnato anche dalla questione dei diritti civili grazie ai premi raccolti dalla produzione di Amazon Transparent. Continue reading

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Wayward Pines : lasciamo perdere

%image_alt%Su Sky sta andando in onda la seconda stagione di Wayward Pines, che lo scorsa anno era accreditato come titolo forte. La delusione è stata più forte – perdonate la ripetizione – nonostante il cast fosse di alto livello e dietro ci fosse uno come Shyamalan (Il Sesto Senso), che doveva rimediare ad alcuni insuccessi. Non pochi. La Fox aveva deciso di chiudere la serie, ma nessuno sa bene il motivo per cui si è deciso di mandare in produzione una nuova stagione. Shyamalan è ora uno dei produttori esecutivi, ma non più il solo artefice. Risultato? Ancora una bocciatura e stavolta speriamo senza appello. Continue reading

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The Get Down: quando Grandmaster Flash inventò la breakdance

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Netflix ha proposto ad agosto una miniserie importante: The Get Down. Sicuramente avrete visto il trailer oppure sentito alcuni passaggi della colonna sonora, che è notevole. Anzi Straordinaria, come lo era quella di Moulin Rouge, che dal tango di Roxanne, fino a tutta la cura che ha messo Beck nella scelta dei brani e nei remix. Quando Baz Lurhmann realizza qualcosa di buono c’è sempre una colonna sonora molto bella, anche stavolta è così. Dietro c’è un signore che dell’Hip Hop sa qualcosa e corrisponde al nome di NAS, un mago dello storytelling in chiave rap. Ma cos’è davvero Get Down? Si, una miniserie, ma forse è l’evoluzione di un’altra serie dove la musica conta, cioè Empire. Continue reading

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Narcos: la ballata triste di Pablo

%image_alt%Netflix ha voluto scrivere la parola fine a Narcos? Non ne sono sicuro, ma sicuramente ha chiuso la sua esegesi della caccia al narcotrafficante più famoso del mondo, nonché il criminale più ricco della storia – almeno per quanto ne sappiamo. Pablo Escobar aveva un patrimonio stimato intorno ai 30 miliardi di dollari ed è morto nel 1993, una cifra colossale. La seconda stagione si apre con l’assedio alla sua prigione personale, La Cathedral, dove alla fine riesce a sfuggire a una caccia all’uomo che coinvolse 4000 agenti delle forze colombiane più la DEA (Drug Enforcement Administration), l’agenzia antidroga degli USA. Wagner Moura stavolta è ancora più bravo che nella prima stagione, come lo è Chris Brancato, capo degli sceneggiatori. Se stavolta a Wagner Maura non viene dato non dico l’Emmy, ma almeno la nomination per la migliore interpretazione, sappiamo che è tutto un trucco.
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