L’Altra Grace: Netflix vince ancora con la Atwood

La notte del 17 settembre di quest’anno è stata importante per il mondo delle serie tv, infatti è stata quella in cui sono stati consegnati gli Emmy Awards, i premi più importanti per il mondo della televisione, specialmente per la serialità. C’è un motivo per cui ricordo questo evento: il premio fu meritatamente vinto da The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella) a mio avviso davvero notevole, prodotto da Amazon, interpretata dalla bravissima Elizabeth Moss, che è stata una delle protagoniste di un’altra serie molto bella e pluripremiata come Mad Men – se le avete perse recuperatele. Però il motivo di questo preambolo è che il romanzo da cui è tratta la miniserie è stato scritto della canadese Margareth Atwood. Fra una decina di giorni questa signora della letteratura compirà 78 anni e finalmente comincia ad avere il meritato riconoscimento in tutto il mondo. Netflix ha da poco rilasciato una nuova serie tv, precisamente una miniserie, tratta da un suo romanzo di ambientazione storica: Alias Grace (L’altra Grace).

Read More

Stranger Things 2: il business della nostalgia funziona

Inizio scialbo, ma poi si riprende bene

La nostalgia è un business. Questo è un pensiero di cui dobbiamo tenere conto soprattutto se parliamo di televisione, basta guardare la televisione d’estate, fra repliche e riprogrammazioni, per capire come le novità siano sempre più scarse – magari anche per il costo dei formati e dei contenuti nuovi. Però a volte la nostalgia è fornitrice di nuovi percorsi, soprattutto se ci si sa giocare e lavorare – è la lezione del postmoderno. Netflix, il gigante della tv online, c’era riuscito già con la prima stagione di Stranger Things, che aveva visto anche il ritorno di una delle star più amate degli anni ’90, Winona Ryder, famosa per Edward Mani di forbice, Dracula di Bram Stoker. e L’Età dell’innocenza. Adesso è uscita la seconda stagione di Stanger Things con un battage pubblicitario che ha invaso non solo i piccoli schermi, ma anche la rete. L’attesa c’era. 

Read More

Mindhunter: un altro bel racconto inaspettato di Netflix

Mindhunter

Dentro la testa dei serial killer e dei Mindhunter

Il tema dei serial killer è ancora oggi importantissimo nella mediografia contemporanea, anche se alle spalle abbiamo dei capisaldi che hanno fatto saltare botteghini e radunate grandi folle di fronte ai piccoli schermi. Netflix pone l’accento sulla psicologia e l’FBI nella sua nuova miniserie Mindhunter, centrando anche stavolta il focus della storia in maniera trasversale e approfondendo il tema dell’uso delle scienze comportamentali durante le indagini. Fra i protagonisti anche il ritorno di Anna Torv, la bionda protagonista di Fringe.

Read More

Coliandro è vivo. E meno male!

Coliandro

Mentre la domenica si avvia al pranzo e Spotify mi manda una playlist fatta di Battiato, Loretta Goggi, De Gregori, Pearl Jam e molto altro, compreso Love will tear us apart, mi viene in mente che io non parlo mai molto delle serie tv italiane, quella cosa che viene chiamata “fiction”. Sarà che un termine che fa molto Voglia di volare con Gianni Morandi. Però questa settimana è ricominciata una delle mie preferite: L’Ispettore Coliandro

Read More

Suburra: una serie fondata sull’odio

Suburra

Ho finalmente terminato la visione di tutte le dieci puntate delle serie tv Suburra. Il post precedente si riferiva alle prime cinque puntate, adesso posso dare un giudizio più completo ed esaustivo. E’ una serie importante, la prima produzione Netflix che coinvolge direttamente il nostro paese, ma non è solo Roma, come molti hanno scritto e pensato. Ho letto che era una serie punk, nel senso di sconvolgente e rivoluzionaria. Niente di più falso. Tutto è basato sull’odio e sulla conservazione del potere.

Read More