STRANGER THINGS 4: Benvenuti nel finale. Per fortuna e purtroppo.

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Ci siamo! Questo messaggio non è cifrato ed essendo il primo luglio i tantissimi fan e spettatori della quarta di stagione di Stranger Things, in onda su Netflix sanno di cosa sto parlando: stasera la piattaforma della grande N rossa renderà disponibile il primo episodio della seconda parte di questa stagione. Praticamente siamo di fronte al “finalone”. Sicuramente visto il successo, Stranger Things è stata la serie che in assoluto ha avuto il più alto numero di spettatori all’esordio per Netflix – numero poi non calato – sicuramente porterà nuovi abbonati. Perché? Perché il “rumore” è tanto, perché gli e-shopping stanno già esaurendo le magliette Hellfire Club!

 

Per fortuna, perché l’attesa è altissima specie per questa stagione, che ha battuto tutto i record, purtroppo perché quando si arriva alla fine c’è sempre un minimo di rimpianto ed anche la paura del “come” ci si arriva. Secondo i rumours che circolano questa, comunque, non sarà l’ultima stagione. I Duffer Brother sono al lavoro su una quinta che si annuncia “molto rivoluzionaria”.

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Il mix di horror, situation comedy, romance e sci-fi creato dai Fratelli Duffer si conferma come uno dei capolavori della narrativa postmoderna di questo inizio millennio. Freud indicava nel “perturbante” l’essenza dell’Orrore: un volto, un luogo, un sentimento familiare che si rivela ai nostri occhi violentemente trasfigurato. Unheimlich era il termine usato da lui usato, traducibile in italiano con raccapricciante, estraneo, inconsueto, termini che indicano l’essenza di un dispositivo moltiplicatore delle sensazioni generate fino all’ennesima potenza in tutte le trame che si dipanano da Vecna, trigger necessario per far partire le storie, ma non essenziale per le sue evoluzioni psicologiche.
L’immaginario anni ’80 noto è noto e ben radicati nell’immaginario collettivo. Eppure, quel decennio leggendario, attraverso un autentico processo di rifondazione del mito, è pronto a rivelare il lato oscuro del sogno americano. C’è un’ombra che aleggia per tutta questa stagione. Una sorta di padre nobile, cioè Stephen King. Carrie, Stand By me con i ragazzi amici per sempre, IT con un gruppo di amici bambini, che si ritrovano adulti ad affrontare le proprie paure, Il ciclo della Torre Nera per quanto concerne il Sottosopra, L’ombra dello Scorpione – il libro che lo stesso King definì il proprio Vietnam. Questa connessione è stata vista da molti analisti e commentari. C’è però un’altra ombra a mio avviso, quello di un regista come David Cronenberg. Sicuramente sono evidente i riferimenti a La Zona Morta, ma il cinema di Cronenberg è cinema della mutazione. Penso a James Wood in quel capolavoro che è Videodrome si punta una pistola di carne e sangue di fronte ad una tv e dice “Gloria e vita alla nuova carne!”
Questo senso di trasformazione presente in questa stagione si ripercuote ovunque. Gli oggetti, le immagini e i suoni sembrano sempre già familiari ma crescono costantemente e si trasformano dal familiare all’inconsueto, all’unheimlich. E così quello che poteva essere un mix semplice, suadente e nostalgico continua a torcersi puntata dopo puntata, rivelando verità, misteri, emozioni sempre più intense. I volti dei protagonisti si mostrano sono cresciuti si vedono sulla soglia dell’adolescenza, per queste le sequenze horror si fanno più feroci, la sofferenza si ripresenta sempre più intensa; alcune strade cominciano a sembrare davvero senza uscita. Almeno, finché non comprenderemo che esiste una sola possibile chiave: il Male ha sempre un volto umano.
stranger thingsAvevamo lasciato Undici alle prese con l’improvvisa scomparsa di Hopper e solo gli spettatori avevano la forte sensazione che lo Sceriffo della città di Hawkins fosse sopravvissuto e prigioniero di un crudele gulag in Siberia. commando di militari dall’Unione Sovietica. Certo Joyce, Will, Jonathan e Undi avrebbero dovuto rifarsi una vita, ma nel Sottosopra, è più potente che mai. Ora la squadra della terza stagione si divide in due fazioni, cosa perfettamente normale se si pensa alla crescita dei bambini che diventano ragazzi e rispettano la propria biologia e psicologia. Il conflitto che si configura chiaramente con Stranger Things 4 non è semplicemente quella tra il Sottosopra e il Mondo reale. Quella che vediamo è la ferita di Hawkins, cittadina che diventa metafora e simbolo dell’America stessa. Di fronte all’ennesima, inspiegabile tragedia la popolazione si divide secondo una modalità precisa. Come tipicamente accadeva e disgraziatamente accade nella cosiddetta America rurale, l’America profonda, la violenza e il Male vengono spiegate facilmente attraverso il diavolo, la possessione demoniaca. Una riedizione del famoso quadro American Gothic di Grant Wood. La “brava gente” viene chiamata a combattere, scendere materialmente in campo, battersi secondo le regole del Western, dei giustizieri e della vendetta privata. Si procede con la più contemporanea delle modalità in tutto il mondo: la costruzione del nemico. Appartiene a tutti noi, dal contesto locale alla rappresentazione della guerra fra Russa ed Ucraina. La mancanza ed il rifiuto di comprendere chiunque esca dal tracciato della presunta “normalità”. Così l’Hellfire Club diventa il capro espiatorio mentre Vecna diventa sempre più forte nutrendosi del male e dell’odio degli uomini, con il suo piano reale, ma fortemente metaforico: invadere il mondo. Niente più Upside Down, ma tutta un’unica dimensione. Con la prima parte della quarta stagione la serie dei Fratelli Duffer si rivela sempre più profonda e vera. Popolata di vere ferite, autentiche condizioni umane, in un mondo attraversato dall’ignoranza, la discriminazione e l’ingiustizia. Un mondo dove solo gli adolescenti e i bambini sembrano possedere coraggio e coscienza, quella “apertura mentale” che serve a comprendere i fenomeni più inspiegabili, ma anche banalmente i propri “simili”. Un mondo sempre più lontano da quello degli adulti, incapaci di comprenderli, proteggerli, ma soprattutto vedere oltre la superficie dell’ovvio. Ora siamo pronti per la fine. E dopo?

 

 

Perché Stanger Things 4 è la stagione migliore
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Sfruttiamo questo spazio per dire qualcosa sempre su questa stagione e soprattutto perché questa è la stagione migliore finora realizzata. Mai i personaggi sono stati così ben caratterizzati come in questa stagione. La colonna sonora è meravigliosa e vedere Kate Bush, cantante che da bambino amavo e da adulto amo ancora, al primo posto in classifica mi riempie di gioia. Per non parlare dei Rem e dell’Elettropop in generale. Il Male ha un volto, ha un’origine ed una spiegazione molto più importante che il Male in senso assoluto e come Demone. La necessità di avere un volto per il Male è importante, pensiamo al Re della Notte in Got e a Freddy Kruger di Nightmare. Il timing di uscita è incredibilmente perfetto visto che si ricomincia a parlare di “guerra fredda”, di escalation, anche se con l’assenza di un movimento internazionale per la pace.