Capitaine Marleau: un gendarme davvero particolare

Ci sono serie che arrivano con grandi battage pubblicitari e conquistano il pubblico come previsto. Poi esistono delle sorprese che partono in sordina, che quasi vengono messe per riempire i palinsesti delle reti  e delle piattaforme di streaming. Le sorprese sono quelle che fanno anche più piacere per chi fa questo lavoro, sono quelle che incontri facendo zapping col telecomando e che davvero non ti aspetti. Per me è capitato così quando ho visto per la prima volta una puntata del Capitaine Marleau, una di produzione franco-svizzera che ha attirato la mia attenzione, nonostante io non sia un amante delle loro produzione televisive.

Il fascino della Gendarmerie

Tengo a sottolineare che per quel riguarda libri e cinema ho un attimo rapporto con la produzione d’oltralpe essendo un grande amante del genio di Simenon e della grande Fred Vargas, creatrice del commissario Adamsberg, personaggio davvero di splendida fattura. Sulla tv ho sempre avuto delle riserve, anche se nel poliziesco hanno parecchie frecce al loro arco. Certo il capitano in questione è un personaggio davvero sui generis già da come si presenta fisicamente, con quel suo cappello che ricorda un boscaiolo in inverno e che sembra proprio quello che Salinger fa indossare al personaggio di quel capolavoro della letteratura del novecento che è Il Giovane Holden. Un’investigatrice dai modi scontrosi con un’ironia fortissima, un’intelligenza profonda ed un mondo di comunicare senza ipocrisie nei rapporti ed estremamente meticolosa nel condurre le indagini.

Ottima interprete

Con Capitaine Marleau la serialità francese conferma la propria abilità nel creare personaggi femminili di sicuro impatto, capaci di reggere il peso di un’intera narrazione, pur con inevitabili sbavature.

Su Fox Crime sta andando in onda la seconda stagione di questo poliziesco che in Francia e nei paesi francofoni ha ottenuto un buon successo di pubblico e sui forum di internet dei social già si chiede quando arriverà la terza. Trasmessa dal servizio pubblico France 3 e giunta in patria già̀ alla terza edizione, la serie è una classica detective story al femminile che solo l’eccentricità̀ e l’empatia del personaggio riescono a raddrizzare nei suoi passaggi più scontati. Protagonista è l’investigatrice Marleau (Corinne Masiero), capitano della Gendarmeria nazionale, alle prese con casi di puntata da risolvere. Bizzarra nell’abbigliamento e nei comportamenti, è il vero motivo d’aggancio del racconto. Una particolarità della serie, peraltro riscontrabile in altri gialli e polizieschi francesi, è quella di ospitare volti del cinema come guest-star di singoli episodi. Nel primo episodio, per esempio, troviamo Gérard Depardieu, forse l’attore vivente francese più famoso nel mondo, nel ruolo del titolare di una ditta di trasporti in cui viene uccisa una brillante impiegata contabile. Solo per questo si capisce che l’investimento è concreto riguardo la serie che è ambientata in varie parti delle Francia, ma quasi sempre nella provincia, dove la Gendarmeria ha giurisdizione rispetto ai corpi di polizia cittadini. Per dare un’idea potete pensare ai nostri carabinieri, con tutte le differenze dell’ordinamento italiano e transalpino. Corinne Masiero è una donna con folta capigliatura rossa, sopra il metro e ottanta centimetri di altezza che per fare questo ruolo si mascolinizza fortemente anche se non disdegna affatto l’attrazione verso il sesso maschile. Quando nell’ultima puntata della seconda stagione si troverà di fronte la sorella gemella perduta, sono state abbandonate dalla nascita, si vedrà la differenza con la sua versione femme fetale tacco dodici, rossetto rosso fuoco e mangiatrice di uomini.

La Marleau di Marpeau


Lei invece è un’amante degli spazi aperti, specialmente delle regioni della Normandia e della Bretagna con le loro spiagge lunghe e le scogliere che vanno a picco nell’Atlantico, senza mai disdegnare le ottime birre locali. Accanto a lei alcuni personaggi fissi che la apprezzano per il suo modo di indagare diretto che non lascia mai niente al caso né all’ipotesi più impensabili. Lei viene spesso chiamata per risolvere i casi più intricati e la vediamo arrivare con la sua Range Rover e mettere base in locande di provincia come fosse una sorta di Maigret in versione 4×4, ma con la stesso acume ed attenzione per i dettagli. La sua creatrice è la sceneggiatrice Elsa Marpeau, che alle spalle ha già un curriculum di tutto rispetto. In Italia si conosce per essere stata nel team di scrittori di Candice Renoir, forse il comandate francese più sexy e famoso di Francia, che anche sui nostri schermi ha avuto un buon successo. Dopo non si è fermata e ha realizzato miniserie “Le Secret d’Elise”, il Prof. T e Alexandra, quest’ultimo un crime story incentrato su un coroner della polizia di Bordeaux, interpretato da Julie Depardieu, figlia del già citato e famosissimo Gerard.
Capitaine Marleau è incentrato sulla forza del personaggio principale completamente sui generis e sopra le righe che ha una grandissima forza dialettica nel perseguire tutti i sospettati ed anche quelli che sono i collaboratori che cambiano a seconda delle occasioni. Non è una versione mascolinizzata di una poliziotta, ma potremmo definirla un’investigatrice molto più vicino alla comunità e alle richieste del mondo LGBTQ+ proprio per il suo non voler essere mai incasellate in uno standard definito. Proprio questo suo essere assolutamente singolare riesce a conquistare il pubblico, tanto che è già pronta la quarta stagione.

Il fascino delle investigatrici

Anche se esteticamente molto femminile vista l’avvenenza di Emily Deschanel, se penso ad un personaggio vicino a Capitain Marleau è sicuramente la patologa legale Temperance Brennan detta Bones, che è anche il nome di questa serie di successo. Un’antropologa forense di fama internazionale che lavora con il suo staff per il Jeffersonian Institute viene contattata da un’agente dell’FBI, Seeley Booth, per aiutarlo a risolvere un caso di omicidio in cui il cadavere della vittima è in condizioni molto deteriorate. Da lì iniziano le loro avventure. Però il nostro capitano è la figlia di delI’ispettore capo Vera Stanhope, conosciuta anche in Italia ed interpretata dalla grande Brenda Blethyn, è una detective alla soglia della pensione della fittizia Northumberland & City Police, che indaga sui delitti che avvengono nella sua giurisdizione e coadiuvata da un ottimo team.

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