La Barriera: anche il virus ha la sua distopia

 

Nel 1973 Hollywood produsse un film distopico con interprete Charlton Heston, che raccontava di un mondo devastato da inquinamento e sovrappopolazione, dove la povertà era una condizione sempre più opprimente e la democrazia era sostituita da un regime politico fascistoide sostenuto da poche grande corporation. Nel film recitava per l’ultima volta anche la leggenda di Hollywood Edward G. Robinson. Il titolo era “2022: I Sopravvissuti”. Qualche complottista a vederlo oggi potrebbe pensare che è un destino che si sta avvicinando visto che l’anno che sta per finire verrà ricordato come quello della pandemia, del Covid 19, del grande complotto e chissà quanti altri appellativi gli daranno. Però la serialità è in anticipo visto che abbiamo già una miniserie su una distopia con protagonista un virus.

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Capitaine Marleau: un gendarme davvero particolare

Ci sono serie che arrivano con grandi battage pubblicitari e conquistano il pubblico come previsto. Poi esistono delle sorprese che partono in sordina, che quasi vengono messe per riempire i palinsesti delle reti  e delle piattaforme di streaming. Le sorprese sono quelle che fanno anche più piacere per chi fa questo lavoro, sono quelle che incontri facendo zapping col telecomando e che davvero non ti aspetti. Per me è capitato così quando ho visto per la prima volta una puntata del Capitaine Marleau, una di produzione franco-svizzera che ha attirato la mia attenzione, nonostante io non sia un amante delle loro produzione televisive. Continue reading “Capitaine Marleau: un gendarme davvero particolare”

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Motherland: l’esercito delle streghe di Fort Salem

“Tremate, tremate, le streghe son tornate!” è stato uno degli sloga più forti ed usati dal movimento femminista durante gli anni ’70, uno dei momenti più forti nella storia di tutto il movimento, quello che ha portato anche alla legge sul divorzio che proprio pochi giorni fa ha compiuto mezzo secolo di vita. Per correttezza diciamo subito che il femminismo non nasce in quel periodo, ma molto prima, che è ancora vivo e forte – anche se purtroppo ci sono personaggi politici che cercano di ridurlo a fenomeno di costume – e che gli dobbiamo altre conquiste, come la legge sullo stupro, quella sulla parità salariale e altre, anche se la strada per una società di uguali, che oggi comprende anche la parte del movimento LGBTQ+ è ancora lunga. Però è arrivata anche la loro distopia: Motherland – Fort Salem.

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LOSTalgia: a 16 anni dal volo Oceanic 815

Il 22 settembre del 2004 sull’ABC americana, dopo il titolo sfocato in caratteri bianchi, andava in onda il primo piano di un occhio chiuso che poi si apriva di scatto ritrovandosi in una foresta tropicale dagli alberi altissimi. Così iniziava la prima puntata di LOST, una di quelle serie tv che hanno segnato la rivoluzione della serialità televisiva e la crescita sempre più continua nel panorama dell’intrattenimento a livello planetario. Una rivoluzione che era già iniziata, ma che si andava sempre più consolidando, che portava la serialità televisiva, prima troppo spesso giudicata “di contorno” rispetto alle altre attività dell’audiovisivo. Un discorso importante e lungo che merita attenzione in altra sede ma che trova un segnale esplicativo nel passaggio dalla dicitura “telefilm” a “serie tv” o all’italica “fiction”. Continue reading “LOSTalgia: a 16 anni dal volo Oceanic 815”

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Proust era un neuroscienziato

Nel 2007 John Lehrer diede alle stampe un saggio dal titolo intrigante e provocatorio: Proust era un neuroscienziato. L’autore è un giovane saggista statunitense, nato nel 1981, laureato alla Columbia University di New York, e scrive di psicologia e neuroscienze, occupandosi specialmente dei rapporti tra la scienza e le discipline umanistiche, una branca del sapere che ha sempre interessato anche il sottoscritto. L’autore nel libro mette in relazione le neuroscienze con l’arte e la letteratura e, in una sintesi tra cultura umanistica e cultura scientifica, analizza l’opera e le intuizioni di alcuni artisti, argomentando l’idea che la scienza non è l’unica via possibile per la conoscenza. Nel capitolo su Proust, Lehrer fa riferimento a uno studio del 2002 pubblicato da Rachel Herz, una neuropsicologa della Brown University, secondo cui il gusto e l’olfatto sono in collegamento diretto con l’ippocampo, che svolge un ruolo importante nella memorizzazione, e i due sensi hanno un ruolo importante sia nella formazione dei ricordi che nella loro evocazione. Continue reading “La Serialità Espansa”

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