Pianeta Podcast: Apnea ed Il Dito di Dio

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Quest’articolo è stato scritto è pubblicato durante i giorni di Sanremo. L’ho giudicata un’occasione per parlare di un fenomeno di estremo interesse come giudico podcast ed audiolibri. L’occasione era data anche dall’uscita di due bellissimi prodotti come Apnea ed Il Dito di Dio, entrambi in occasione del decennale del tragico naufragio della Costa Concordia.
Purtroppo in quei giorni arrivava la tragica notizia della scomparsa di Monica Vitti. Ne ho parlato anche in un altro post, legato anche ad un’altra icona . Non ho voluto scrivere un coccodrillo, termine giornalistico per gli articoli-ricordi in occasione della scomparsa di un personaggio. Ammiravo ed amo ancora troppo la Vitti per fare un elenco e basta della sua carriera. Comunque proseguendo c’è l’articolo originale dove si parla di come i podcast siano un fenomeno di serialità importante e sempre più ascoltato. Buona Lettura.

Dieci anni dal Naufragio

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Oggi non parliamo di immagini. Lo avevo già deciso visto che questa tappa di Percorsi Seriali, ma dopo la notizia infelice e triste, della scomparsa di Monica Vitti è davvero difficile parlare di immagini. Monica Vitti, che nella sua enorme e splendida carriera ha avuto anche esperienze televisive, sia di miniserie che di varietà, compreso uno diretto da Enzo Trapani, è un’icona. Lo resterà. Dobbiamo metabolizzare la sua scomparsa, che sento molto più dolorosa al livello personale di quella di Mastroianni. La capacità di passare con disinvoltura da un registro all’altro, da Monicelli ad Antonioni, l’ha resa forse l’attrice più importante del nostro cinema. Non solo. Monica Vitti era bella. Di una bellezza che rimane impressa nella retina quando chiudi gli occhi. Chiudiamo gli occhi oggi e apriamo le orecchie.
“L’orecchio tende ad essere pigro, brama le cose familiari, ed è scioccato dall’inaspettato: l’occhio, d’altro canto, tende ad essere impaziente, anela la novità ed è annoiato dalla ripetizione.” Questa citazione del poeta Wystan Auden ci introduce in un medium diverso da quello della tv e ma non lontano dalla serialità. Parliamo di podcast e lo facciamo in occasione di un triste anniversario. Dieci anni fa il naufragio della nave da crociera Costa Concordia fu un evento che tragico che portò l’attenzione del mondo intero su una vicenda che ricordava molto quella del Titanic: una nave da crociera, la più grande nave da crociera della marineria italiana, lunga 300 metri, alta più di un palazzo, con a bordo la popolazione di un paese, era naufragata proprio di fronte all’Isola del Giglio. Un evento che molti hanno negli occhi vedendo questo gigante bianco fotografato di lato mentre sta sempre più scivolando verso il fondo. Una vicenda che ha moltissimi risvolti, compreso quello giudiziario e che ora ha prodotto due podcast: Il dito di Dio e Apnea.

Dalla Mano di Dio a Il dito di Dio

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(Strana l’assonanza con il titolo del film di Sorrentino candidato all’Oscar come miglior film straniero)
Il dito di Dio è una produzione Spotify Studios in collaborazione con Chora Media, scritto da Pablo Trincia con Debora Campanella, che si compone di 8 puntate da circa 45 minuti l’una in cui si dà voce ad alcuni dei protagonisti dell’incidente – passeggeri, soccorritori, membri dell’equipaggio – a cui si aggiungono gli audio originali di quella drammatica notte. Forte capacità narrativa priva di retorica, vittimismo o sensazionalismo, che rende il podcast allo stesso tempo reale, asciutto ma ugualmente carico di intensità e che fa attraversare varie emozioni e stati d’animo. Il racconto di Pablo Trincia suscita nell’ascoltatore che viene coinvolto a tal punto da ritrovarsi quasi a bordo di quell’immensa città galleggiante trasformatasi in una corsa di sola andata per 32 persone e in un viaggio all’inferno per tutte le 4.229 persone a bordo. Tanti racconti anche commoventi come quello di un padre malato di cuore che mette in salvo tutta la sua famiglia prima di lasciare che le forze gli vengano meno, quello di una madre che racconta una bugia alla figlia per paura che rinunci alla sua salvezza per soccorrerla, quella di un cameriere che si toglie le scarpe per darle a una donna rimasta scalza, quella di un amministratore locale che, senza pensarci due volte, percorre la rotta contraria a bordo di una scialuppa per salire sulla nave che affonda correndo il rischio di morire a sua volta pur di dare una mano. Non vengono tralasciati gli aspetti legati alle motivazioni dell’incidente – l’ormai noto “inchino” del comandante Schettino – e sulla gestione dell’emergenza. Così come nella narrazione trovano spazio la generosità degli isolani e il senso del dovere di chi contribuì a salvare tante vite anche mettendo a rischio la propria.

Apnea

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Apnea è il podcast in 6 puntate prodotte da Lux Vide, nate da un’idea di Luca Bernabei, scritte da Matteo Liuzzi e Niccolò Martin con la cura editoriale di Maria Francesca Gagliardi, raccontate da Carlo Lucarelli e distribuite in esclusiva su Rai Play e RaiPlay Sound. Qui si sceglie il racconto visto dalla parte dei soccorritori, degli uomini che hanno dato il massimo nel lavoro.  I materiali inediti, i contributi e le testimonianze esclusive dei protagonisti, per un racconto che vuole dare voce – non solo attraverso l’audio ma anche il videopodcast, diretto dal regista Laszlo Barbo – a chi, quella notte, si è immerso nell’abisso senza avere la certezza che ne sarebbe uscito vivo .«Apnea», nato dalla collaborazione fra Lux Vide, Rai Digital e Rai Radio. Sia Luca Bernabei, amministratore Lux Vide, che Roberto Sergio, direttore Rai Radio, ha subito creduto nel progetto. Leggendo le loro dichiarazioni si capisce che non era solo per la storia ma per la potenza del suo medium. Elena Capparelli, direttore Rai Play e Digital: «Siamo felici che a poco più di tre settimane del lancio di RaiPlay Sound, l’offerta si arricchisca di un prodotto “original” come Apnea. Stiamo lavorando perché sempre più pubblico conosca le potenzialità della nuova piattaforma del Servizio Pubblico per l’ascolto digitale e avere prodotti di grande valore e che intercettano gli interessi di un pubblico ampio, va esattamente in questa direzione». Oggi il podcast sta conoscendo una crescita costante proprio grazie alla diffusione degli smartphone e del digitale, insieme a quella di un altro prodotto: gli audiolibri. Io ci sono arrivato per motivi personali. Dopo l’operazione di tumore al cervello e la lunga convalescenza ospedaliera leggere mi era impossibile. Io sono uno “fuori categoria”, cioè oltre i 50 titoli l’anno. Gli audiolibri sono stati un modo per ritrovare le “storie”. Attenzione, non è come la radio, come qualcuno ha detto. Qui parliamo proprio di un’organizzazione seriale di contenuti narrativi che in Italia sta arrivando a circa 20 milioni di utenti giornalieri. Siamo di fronte ad una nuova Youtube.

 

RADIO E SERIE TV

La radio è stata scenario e setting per alcune serie tv. Frequency racconta di Raimy Sullivan, detective della polizia di New York nel 2016, scopre che è in grado di parlare con il padre Frank Sullivan, un altro poliziotto morto nel 1996, grazie ad una radio ad onde corte. Così, Raimy è in grado di ricostruire il rapporto con suo padre, creduto corrotto nel momento della sua morte. Più famoso è sicuramente Voci nella Notte. Jack Killian, interpretato da Gary Cole, è un ex detective della polizia di San Francisco, che ha ucciso accidentalmente un suo amico e compagno di squadra. Crollato nel baratro della depressione e dell’alcolismo. Un giorno viene contattato dalla bella e ricca Devon King, che gli offre un posto come conduttore radiofonica. Killian diventa una voce familiare per i nottambuli della città, che lo chiamano in cerca di soluzioni ai loro problemi.