Io sto con Erri De Luca e…pure con Larry Flint. A Roma

Erri De Luca è stato assolto dall’accusa di istigazione al sabotaggio. E’ successo oggi durante l’udienza presso il tribunale di Torino. La notizia fa piacere, a me e credo a molte altre persone. Non perché io o altri la pensiamo come Erri De Luca, ma perché la vicenda ha il sapore della trappola: prendere le dichiarazioni di un’intervista e poi accusare penalmente un uomo per le sue convinzioni.Capisco che le questioni sulla libertà di opinione, che è il sale della democrazia di cui tanto si parla, siano forse poco importanti, però è su questo che si basa la libertà: la dialettica e il libero scambio delle opinioni.

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Grillo il DJ e gli zombie #oltrehitler

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Sta finendo una delle più brutte campagne elettorali della storia, per stile, messaggi, idee e comunicazioni. Piazze piene, come se davvero contassero qualcosa ancora le piazze, se non in merito all’ordine pubblico, parole che si accavallano, superando ogni gergo, politico, sportivo, di guerra e mirano all’insulto. Niente di nuovo, se non quell’agitare morti e fantasmi del passato. In questo ieri Grillo a Piazza Castello a Torino si è dimostrato avanti, oltre, #oltrehitler, come ha detto lui.

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Se c’è una crisi è colpa della TV. Vero Franceschini?

Sembra sempre questa nella foto l’espressione classica di Dario Franceschini, ex segretario del Partito Democratico, e ora capo del MIBAC, Ministero per i beni e le attività culturali. Ricordo che quando vidi la lista dei ministri del governo Renzi ho sentito, come punto da un’ape assassina, un pensiero in testa: Franceschini è l’uomo sbagliato al posto sbagliato. Da quando ha assunto l’incarico il massimo delle sue dichiarazioni sono state sull’importanza del ruolo, sul recupero del paesaggio e del patrimonio e poco altro. Ha rimediato ieri, mentre era in visita al Salone del Libro di Torino. Era meglio continuare nel silenzio o con le formule di rito.

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Boicottaggi, Gramellini e #Loach. Tutto a #Torino.

Boicottaggi, Gramellini e #Loach. Tutto a #Torino.Boicottaggi, Gramellini e #Loach. Tutto a #Torino.

I Fatti e i Documenti

Orson

Non è una bella vicenda, non lo è mai quando riguarda il lavoro negli ultimi tempi. Non è bella neanche la replica di Massimo Gramellini, acuto corsivista de La Stampa, giornale di Torino. Non ricapitolo la vicenda, i due link sono lì apposta. Gramellini fa un'accusa di strategia a Loach, dicendo che questo boicottaggio è un'arma vecchia, da sinistra radicale e che non porta a niente. Però si dimentica alcune cose. Ken Loach è un regista coerente e lo dice anche nella sua dichiarazione ricordando il suo film Bread and Roses, che non è il solo, mi vengono in mente, Piovono Pietre e Riff Raff.
Secondo punto: a che serve un boicottaggio? E' evidente che un boicottaggio è un azione che tende a rifiutare qualcosa di una controparte ed è schierarsi con una parte che si ritiene danneggiata. Schierarsi per provocare un danno. Perchè allora Ken Loach sarebbe dovuto andare al Festival di Torino, quando in realtà lui è contro certe decisioni che riguardano il Festival di Torino? Per non danneggiare gli spettatori del Festival?
La vicenda ha avuto un eco che è andato fuori dalle pagine dello spettacolo per arrivare in cronaca, ottenendo un bel risultato di visibilità, non solo italiana. Ho appena visto in una decina di secondi che ne parlano Liberation e Hollywood Reporter. Sicuramente altri giornali e media online riprenderanno la notizia. Se io inoltre voglio arrecare un danno allora devi far conoscere una notizia, ma soprattutto devi restituire, seppur in una piccolissima parte il disagio che stanno subendo i lavoratori licenziati, sottolineando anche come sia contrario alla pratica di esternalizzazione dei servizi. Quindi cerco di attirare cattiva fama sul festival!
Non capisco perchè Gramellini insista su questa cosa che il boicottaggio sia una vecchia arma. Lo rispetto troppo per pensare male è andare a vedere che fra i clienti della REAR, dal loro sito ci sono FIAT Group, Centro Congressi Lingotto e Juventus FC. Ma Gramellini non è juventino.

Un consiglio Glocal: cucina calabrese al Salone del Gusto

Se siete a Torino, al Salone del Gusto, domani, domenica 28 Ottobre, al Lingotto, stesso posto del Salone del Libro, beh non perdetevi la presentazione di questo libro: La Rivoluzione non è un Pranzo di Galà.
Parafrasando la frase di Mao, Mita Borgogno, giornalista e blogger, con il nick La Cornacchia, e Nicola Fiorita, presidente di SlowFood Calabria, hanno raccolto una serie di articoli e saggi sulla città calabrese, l'ottima cucina calabrese, provare per credere, pubblicati sui domenicali de Il Quotidiano della Calabria. Il libro illustra una mappa e un'analisi dello stato dell’arte delle produzioni tipiche della regione, olio, vino, formaggi, pesce, si intreccia alla descrizione dei piatti della tradizione popolare, reinterpretate anche da innovative ricette degli chef calabresi; brevi guide su ristoranti e trattorie fanno da contrappunto a racconti e interventi di scrittori, esperti, giornalisti, che, tra esercizio della memoria e divertissement goloso, confessano la più gustosa delle passioni: il buon mangiare e il buon bere.
I
o quelli del Quotidiano li conosco, bravi giornalisti, hanno fatto un eccellente lavoro di recente sul terremoto del Pollino, ma stanno lì sempre a raccontare il loro territorio, orgogliosi e lucidi. In bocca al lupo per il libro.

Un consiglio Glocal: cucina calabrese al Salone del Gusto