Clonate Renzi

clones-opener

Non ci si poteva fermare alle Europee? No, c’erano le amministrative e tutti i conseguenti ballottaggi da fare. Stamattina, quando l’Unità mi è apparsa con il titolo “Il Pd tiene, ferita a Livorno” mi sono chiesto cosa fosse successo. Per fortuna che sui social sono tutti livornesi anche se residenti o in Canada o in Turkmenistan, o nati in altri comuni d’Italia, ma questo non conta, perché oggi ICH BIN LIVORNER!
Livorno oggi ha un sindaco del M5S, uno che ha fatto una campagna elettorale, da quello che ho letto, senza insultare nessuno, lontano dallo stile Grillo e dal suo stile e questa è una cosa che a me fa piacere. Io non sono livornese, ma dagli amici toscani sui social ho visto che molti avrebbero votato quel candidato, anche persone che normalmente votano PD. Il candidato, l’ingenere Filippo Nogarin, ha detto che oramai il Pd non rappresentava neanche più gli ideali che il partito predica. In bocca al lupo al neosindaco, ma qui c’è un principio tipico dell’analisi politica italiana: ignorare il contesto locale.
Dopo 70 non c’è più un sindaco di sinistra a Livorno, a parte questo titolo strillato qualcuno sa come ha operato la giunta uscente del capoluogo toscano, livornesi esclusi? Molto pochi. Lo stesso vale per Civitavecchia, Rende e Perugia, roccaforti storiche della cosiddetta sinistra. Succede, anzi in parte io sono contento perché quando si invoca l’alternanza non può essere solo una cosa che è patrimonio di uno schieramento. Poi vai a vedere che il PD ha più comuni delle elezioni precedenti, soprattutto al Nord. Ah, c’è stato un cambiamento dite voi? E allora, posto che il solo sorge ancora ad est ci può stare che un comune, una regione e una nazione, cambino maggioranza politica.
Certo non c’era Renzi, hanno detto alcuni. Allora cloniamolo! Non perdiamo tempo a fare riunioni o azione per vedere di organizzare una proposta politica più seria, che parte dal territorio, visto che le amministrative riguardano il territorio.
Anche io ho scelto un sindaco, per ora non mi soddisfa molto, anzi, però è pur vero che la decadenza di Roma ha avuto una brusca accelerazione da quando un altro sindaco ha scelto di candidarsi presidente del consiglio e ha preso una sonora batosta! Ma io come romano e residente vedo come questa città ha mille difficoltà, prima di tutto nella sua organizzazione. Per me solo chi abita un territorio o lo conosce bene possa avere una migliore comprensione della politica, ma in Italia non basta perché dobbiamo riportare tutto al livello nazionale, al livello del gossip nazionale.
Speriamo di sopravvivere.

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