BRIDGERTON: IL SUCCESSO DI SHONDALAND E DEL SUO ROMANZO “NON” STORICO

Durante un’intervista la senatrice Liliana Segre, che visse la tragica esperienza dell’internamento dei campi di sterminio nazifascisti, disse: “Temo di vivere abbastanza per vedere cose che pensavo la Storia avesse definitivamente bocciato, invece erano solo sopite.” Una frase che ho voluto usare accoppiandola con un’altra di Alessandro Manzoni, l’autore de I Promessi Sposi, il period drama per eccellenza della letteratura italiana: “Non sempre ciò che viene dopo è progresso.” Una frase che riesce ad indicare bene la non linearità della storia e la crisi della narrazione della democrazia liberale che da circa venti anni il mondo sta affrontando. Sicuramente qualcuno sta pensando che è esagerato scomodare certi argomenti per parlare di Bridgerton, ultima creazione di Shondaland, la casa di produzione della sceneggiatrice e producer americana Shonda Rhimes, in onda su Netflix e che sta avendo un enorme successo in tutto il mondo. Continue reading “BRIDGERTON: IL SUCCESSO DI SHONDALAND E DEL SUO ROMANZO “NON” STORICO”

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Di conti, fratelli ed ereditiere. Il romanzo in tv

“Che fanno stasera in tv?” “Ma c’è quella cosa sui fratelli che sta avendo un sacco di successo.” “Ah quelli russi. Si, ne parlano bene. Però mi andava di vedere qualcosa di più avventuroso, di un po’ più di azione.” “Se vuoi c’è quello di quel nobile imprigionato che tenta di scappare aiutato dall’abate.” “Bello! A te va?” “Non so. Volevo qualcosa di diverso, magari con una donna protagonista.” “Allora quello dell’orfana inglese” “Perfetto!”
Questo dialogo inventato non sarebbe potuto succedere nella tv del passato. Non perché mancassero i prodotti, ma si tratta di un’epoca dove il servizio pubblico aveva un canale solamente, poi lentamente si arrivò al secondo e via così. Continue reading “Di conti, fratelli ed ereditiere. Il romanzo in tv”

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Rocco Schiavone: il giallo italiano che piace

Un impegno è un impegno. Di che grado o livello dipende dalla persona che lo prende. Con voi lettori lo avevo preso qualche settimana e per me è una questione che oscilla fra il settimo e ottavo livello. Come avrete capito oggi parliamo di Rocco Schiavone, della terza stagione, del vicequestore della polizia dall’anima e dalle radici capitoline che lavora nell’estremo nord di Aosta. Perché lo faccio? Continue reading “Rocco Schiavone: il giallo italiano che piace”

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