Perché #Salvini ha vinto

Premessa

Questo post non intende analizzare l’operato del politico Matteo Salvini, piuttosto si concentra sulla comunicazione, sul linguaggio e sul marketing che sono fattori incisivi ed importanti, forse anche di più sull’attività di Matteo Salvini. Proprio per questo viene lasciato il simbolo dell’hashtag. Continua a leggere

Grillo il DJ e gli zombie #oltrehitler

100414_grillo_unipolarena

Sta finendo una delle più brutte campagne elettorali della storia, per stile, messaggi, idee e comunicazioni. Piazze piene, come se davvero contassero qualcosa ancora le piazze, se non in merito all’ordine pubblico, parole che si accavallano, superando ogni gergo, politico, sportivo, di guerra e mirano all’insulto. Niente di nuovo, se non quell’agitare morti e fantasmi del passato. In questo ieri Grillo a Piazza Castello a Torino si è dimostrato avanti, oltre, #oltrehitler, come ha detto lui. Continua a leggere

Il culo della sinistra

 

Dopo la foto di Genny ‘a Carogna, la maglietta con la scritta Speziale Libero e i tatuaggi siamo passati al culo. La donna nella foto è Paola Bacchiddu, responsabile comunicazione della Lista Tsipras in Italia. Una foto delle vacanze diventata oggetto di campagna elettorale, utilizzata perché la formazione elettorale possa avere una maggiore visibilità, che effettivamente non ha avuto, nonostante gli sforzi fatti. L’obiettivo è centrato e faccio i complimenti a Paola per il suo lavoro. Certo ci sono delle cose da dire, non per moralismo, né per dire se ha fatto bene o male, voleva raggiungere un risultato e pare ci stia riuscendo. Poi bisognerà vedere se la Lista riuscirà a superare la soglia di sbarramento per entrare al Parlamento Europeo.  Continua a leggere

Franca Rame: Dimissioni

Franca Rame: Dimissioni

Franca Rame è morta. Attrice incredibile, ma molto di più. Oggi la ricordano per quello, o solamente perché era la moglie di Dario Fo. E' stata anche di più.

Ho trovato il discorso che tenne il 27 Marzo del 2007 quando era parlamentare contro il rifinanziamento delle missioni militari dove disse:

aspetto il giorno in cui tutte le donne del parlamento italiano, in quanto donne e madri si ribellino alla guerra che i governanti hanno nel loro dna .

Successivamente, 2008, si dimetterà dalla sua carica di senatrice.

Gentile Presidente Marini,
con questa lettera Le presento le mie dimissioni irrevocabili dal Senato della Repubblica, che Lei autorevolmente
rappresenta e presiede.
Una scelta sofferta, ma convinta, che mi ha provocato molta ansia e anche malessere fisico, rispetto la quale mi pare
doveroso da parte mia riepilogare qui le ragioni.
In verità basterebbero poche parole, prendendole a prestito da Leonardo Sciascia: «Non ho, lo riconosco, il dono dell'opportunità e della prudenza, ma si è come si è».
Il grande scrittore siciliano è, in effetti, persona che sento molto vicina, (eravamo cari amici) sia per il suo impegno
culturale e sociale di tutta la vita, sia perché a sua volta, nel 1983, a fine legislatura decise di lasciare la Camera dei
Deputati per tornare al suo lavoro di scrittore.

Le mie motivazioni, forse, non sono dissimili dalle sue. Del resto, io mi sono sentita "prestata" temporaneamente alla politica istituzionale, mentre l'intera mia vita ho inteso spenderla nella battaglia culturale e in quella sociale, nella politica fatta dai movimenti, da cittadina e da donna impegnata. E questo era ed è il mandato di cui mi sono sentita investita dagli elettori: portare un contributo, una voce, un'esperienza, che provenendo dalla società venisse ascoltata e magari a tratti recepita dalle istituzioni parlamentari.
Dopo 19 mesi debbo constatare, con rispetto, ma anche con qualche amarezza, che quelle istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato (…)

Lettera di dimissioni della senatrice Franca Rame