No George, non è colpa tua per Batman

George Clooney molla la moglie e se ne va al Comicon di New York per presentare Tomorrowland, nuovo film disney. C’è anche Hugh Laurie, ex House MD, che gli era seduto accanto. La sinossi ufficiale del film recita:
Legati da un destino condiviso, un’adolescente brillante e ottimista colma di curiosità scientifica e un ex inventore prodigio consumato dalla disillusione, si imbracano in una missione piena di pericoli per svelare i segreti di un luogo enigmatico da qualche parte nel tempo e nello spazio, che esiste nella loro memoria collettiva col nome di Tomorrowland.
Vi faccio vedere il trailer e poi torniamo a parlare delle scuse che ha fatto Clooney riguardo Batman&Robin.

Sembra interessante, definito una sorta di Harry Potter ambientato nel futuro o in un altroquando non ben definito. La cosa migliore è stata quando George, attore che mi è molto simpatico ha chiesto scusa per la sua interpretazione del Cavaliere Oscuro in Batman&Robin. Ora era il 1997, alla regia c’era Joel Schumacher, non proprio l’ultimo arrivato, che a causa di questo film e del capitolo precedente Batman Forever, sarà costretto a rivedere le stime di tutte le sue produzioni future. Il film era brutto, perché se in un film d’azione ad altro budget la cosa migliore sono i dialoghi allora va male! Anche perché è una battuta. Lo sceneggiatore di tutti e due i capitoli era Akiva Goldsman, che ha fatto dei buoni lavori, ma è anche lo scriteriato scrittore di I Am Legend, bruttissimo film con Will Smith e forse il peggiore adattamento cinematografico mai visto, mentre il libro omonimo di Richard Matheson rasenta il capolavoro. Matheson è stato un grande scrittore di genere, molti suoi racconti hanno animato gli episodi di Ai confini della Realtà, e da questo libro sono state tratti altri due adattamenti. Il primo è del 1964 e s’intitola L’ultimo uomo sulla Terra, di Ubaldo Ragona con uno splendido Vincent Price. Questo film è stato girato a Roma, propriamente al quartiere EUR, in alcune scene è visibile il palazzo dell’Eni, ma anche fra Balduina e Flaminio, stadio compreso. Nel 1971 fu girato un remake, 1975 – Occhi bianchi sul pianeta Terra, con Charlton Heston, diretto da Boris Sagal, considerato un cult per appassionati. La storia è semplice, ma bella, sul nostro pianeta oramai ci sono solo vampiri e solo un uomo.
Torniamo a George che si scusa lamentandosi che al suo Batman si vedevano pure i capezzoli. Non è quello il problema. Forse se a fare Robin non ci fosse stato quel mezzo salame di Chris O’Donnel, e per Batgirl avessero preso una bionda con più di una espressione, come è invece Alicia Silverstone, le cose sarebbero andate meglio. Però anche il reparto villain era un po’ scarso: Mr. Freeze era Scwarzenegger, che alla fine è un onesto caratterista, per Poison Ivy c’èra una Uma Thurman totalmente fuori parte.
Ma allora quando un film è brutto di chi è la colpa? Dipende.
A volte si riesce a scovare la responsabilità, anche la produzione se ne dovrebbe accorgere, però i film sono un lavoro collettivo, anche se in questo paese si ha il perenne vizio di dire che è tutto merito del regista – il vizio dell’uomo solo al comando. Un film, un audiovisivo in generale, è un processo, un opera collettiva, dove reparto creativo e reparto tecnico si bilanciano. Le serie stanno migliorando questa concezione, non in Italia, perché alla fine, come ultimo titolo, non vediamo mai directed by, ma created by, con la lista dei produttori esecutivi, che hanno cambiato funzione e non quella economica.
Quindi George scuse accettate, ma stai senza pensieri.

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