#26giugno Su Morelli, Sgarbi, Cremonini e cose più importanti.

Ha fatto rumore il caso di Morelli nell’intervista con la scrittrice Michele Murgia. Un rumore amplificato dalla sceneggiata di Vittorio Sgarbi nell’aula del Parlamento italiano. A fare da contorno e non poco le dichiarazioni della non più giovane popstar Cesare Cremonini. Tratti di un ritratto e di una cornice molto preoccupanti. A mio avviso le cornici a volte sono sempre più importanti dei ritratti perché sono capaci di farci vedere in maniera più definita le cose. C’è stata una presa di posizione abbastanza forte, ma chiediamoci se “abbastanza” è sufficiente. Perché le questioni che vengono sollevate sono tante e riguardano anche l’idea che abbiamo del mondo in cui viviamo. Perché Morelli ha detto cose pesanti.

Oltre aver tentato di intimidire Michela Murgia, Morelli ha detto qualcosa di più fastidioso ma che è passato sotto traccia. Dire che una degli scopi principale di una donna è essere guardata è una dichiarazione importante e pesante. Torniamo alla visione delle donne come oggetti sessuali e non come soggetti! La definizione della propria identità sessuale viene da se stessi e non lo danno gli altri. Anzi spesso gli altri condizionano il rapporto con noi stessi.(Naturalmente sulla Murgia si è scatenata anche il bodyshaming più bieco, ma d’altronde quando non si hanno argomenti si ricorre all’insulto)

Si è tentato di mescolare femminile, femminilità e femminismo come se fossero la stessa cosa, ma sono cose ben distinte! In ogni persona, in ogni manifestazione esistono un maschile ed un femminile, negarlo è negare l’evidenza. Purtroppo viviamo in un mondo in cui esistono i negazionismi dell’Olocausto, del Covid-19, i terrapiattisti ed altri loro simili. Ma che senso ha fare campagne sul femminicidio e la violenza sulla donna se poi torniamo alla considerazioni di oggetti? Per non parlare della situazione nel panorama del lavoro e della famiglia! 

Poi c’è stato il siparietto di Cattelan e Cremonini.

Sembra divertente? E se lo sembra perchè? Perché è una donna? Perché è straniera? Pensateci bene. Ho sempre pensato che Alessandro Cattelan, da non confondere con l’artista, fosse incapace di imitare l’americano David Letterman, non ha un’unghia del talento di Letterman e si vede! Si ricorre comunque alla volgarità, magari appare di meno perché non vengono dette parolacce, ma quelle risate sono pesanti e non pensate che non lo sapesse perché queste interviste sono concordate. Non è complottismo, sono le procedure dei talk show di questo tipo.

Sgarbi. Già il nome dice tutto. Evoca una vita passata a dire di essere un esperto d’arte e poi a vomitare insulti e ad essere al centro del gossip. E’ un meme-man, non più un essere umano. Cerca visibilità a tutti i costi, tanto da voler essere opera. Di cosa non si sa.

Il maschilismo però a me sembra sia solo una punta di un revanchismo fascistoide contro le diversità, di qualsiasi tipo, che vede l’appoggio del sovranismo internazionale, che oggi va tanto di moda, ed il silenzio/assenso di molti politici e personaggi dello spettacolo che tentano di riciclarsi rispetto alle mode del momento e al tempo che passa. Insisto ancora sulla scarsa rappresentatività del sistema radiotelevisivo nelle loro rappresentazioni e trasmissioni e della manipolazione come cassa di risonanza che fanno della rete e dei social. Viviamo un momento di realtà dissonanti fra loro che l’informazione è sempre più in difficoltà nel rappresentare. Forse perché si cerca una realtà unica ed unitaria che non può più esistere! Questo però è un tema diverso e troppo vasto. Mi spaventa questa facilità con cui vengono passati certi messaggi e poi si piange sul festival della carne di cane! Però nel mondo ci sono circa un miliardo di induisti e se qualcuno dice che considerano la mucca un animale sacro molti pensano che siano degli imbecilli! Magari vedono solamente le cose da un altro punto di vista e non offendono nessuno, senza andare in una trasmissione tv e dichiarare di voler la morte dell’intera popolazione della nazione più popolosa della terra! 

Quello che è necessario fare è tornerà alla chiave della doppia R: Rispetto e Responsabilità.

Se vuoi essere rispettato dagli altri la cosa più importante è rispettare te stesso. Solo in quel modo tu obblighi gli altri a rispettarti. Questa frase del grande scrittore russo Fedor Dostoevskij dovrebbe diventare il mantra del nostro tempo. Anche Confucio in un altro tempo ed in un altro spazio disse una cosa analoga. Il rispetto è concatenato al concetto di Responsabilità delle proprie azioni e convinzioni. Ma come fare? Serve attenzione. Se una persona mette attenzione nelle cose che fa, nel modo in cui si comporta, comunica, il rispetto è automatico. Noi diamo attenzione alle cose che riteniamo importanti, creando una scala di priorità che introiettiamo senza neanche rendercene conto. Eppure dobbiamo fare tutti uno sforzo. Dobbiamo dire “ Questo No!” ogni volta che vediamo che una persona non viene rispettata nel suo essere prima che nei suoi comportamenti! L’attenzione deve diventare un modus operandi anche nella nostra vita di tutti i giorni, dal lavoro, alla spesa, alla raccolta differenziata. Si può sbagliare certo, ma si riconosce una leggerezza da una mancanza di “rispetto” generata da un laissez faire complice e colpevole. Quante volte diciamo “Stai Attento” per segnalare un pericolo. È il momento di farlo in maniera più generale e convinta.

 

 

 

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