Che ne sarà di Game of Thrones? O che ne resta

 

Anche qui torniamo a parlare di Game of Thrones, o per brevità GOT, serie tv oramai solo ispirata al ciclo dei romanzi di George R.R. Martin, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, romanzi che ho avidamente letto e che non sono ancora finiti – capito Giorgino!?!
Già dalla terza stagione avevo visto delle crepe in GOT – belle profonde – sopratutto nella struttura, ne avevo parlato, ma ero stato tacciato di essere incontentabile  che volessi boicottare il progetto – non credo di essere un blogger così potente e meno che mai un tycoon dei media. Sta di fatto che dopo ci sono state due stagioni disastrose (quarta e quinta) soprattutto sempre più lontane dai romanzi. Questa, la sesta stagione, è la prima dove il ciclo dei romanzi vieni del tutto abbandonato, il corso degli eventi è totalmente inventato. E allora?

Prima di tutto vi consiglio di leggere Gli occhi del drago, una sezione del blog Un Altro Orizzonte di Giovanni Scrofani. Leggete tutte le sezioni dei “commentari” a Got, vi divertirete e ne capirete qualcosa in più, grazie anche allo stile ironico, semiserio e dadaista dell’amico Giovanni.

 

 

 

 

 

 

Questi sono i tre stemmi delle famiglie iniziali della saga: gli Stark di Grande Inverno, i Lannister di Catel Granito e i Targaryen di Roccia del Drago. Ora di nuovo queste tre famiglie si affronteranno in una guerra totale e senza esclusione di colpi. Lasciate stare i Bolton, i Tyrrel o quelli di Dorne, alla fine il merito di questa stagione e di aver ristabilito un po’ d’ordine nel caos delle stagioni precedenti e aver anche esaudito i desideri degli spettatori, non dei lettori, mettendo Jon Snow sul Trono di Grande Inverno, avendo fatto fuori l’Alto Passero e fermato la terribile operazione reazionaria che stava succedendo ad Approdo del Re.
Questa stagione ha avuto una narrazione a scatti, con due puntate ispirate e due puntate molto belle. Il resto? Il resto è la solita palude, ma almeno succedono degli eventi in questa stagione. Molto del merito è di Miguel Sapochnik, regista televisivo davvero molto bravo, che aveva già lavorato in House, Fringe e altre serie importanti. C’era anche nella quinta stagione di GOT con dei buoni risultati, ma qui si è esaltato, visto che sono firmati da lui gli episodi migliori, il 9 e 10, cioè Battle of Bastards e Winds of Winter. Come sempre lo script è allusivo anche riguardo un possibile flirt fra i due fratellastri Jon Snow e Sansa, che ha definitivamente negato ogni possibilità a Ditocorto, ma una unione fra loro non credo violerebbe nessuna norma legale o religiosa, ricordiamoci il tipo di pubblico target di GOT, è soprattutto porterebbe gli Stark in maniera forte a Grande Inverno.
La Khaleesi si prepara a sbarcare a Westeros con una flotta mai vista, realizzata dai Grevjoy delle Isole di Ferro, con accanto il suo Primo Cavaliere, il nano Lannister, il vero perno delle vicende di GOT, il grande Tyrion Lannister, che è la mente di questa invasione insieme ai Dothraki e ai draghi. C’è il ritorno di Varis che compone un’alleanza fra gli sconfitti da Cersei, che sono parecchi e che sicuramente si uniranno a chi è pronto a distruggere la regina che ora siede sul Trono di Spade.
Sembra che sono tornati tutti, come se ci fosse stato un reset, ma non è così perché ci sono quelli oltre la barriera, morti e meno morti, per un futuro molto combattuto, un futuro che potrebbe durare anche tre stagioni. Alla fine arrivo alla stessa conclusione di Scrofani, meglio così che quella insulsa melassa di nulla. Almeno uno si diverte!

 

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