Le legioni d’imbecilli e l’Infodemia

E ci risiamo! Siamo di nuovo alle Legioni di imbecilli che pare siano creati dai social come fossimo dentro un videogioco RPG. Se Umberto Eco fosse vivo – magari – per tutte le volte che è stato nominato per questa sentenza gli sarebbero scoppiate le orecchie e sarebbe diventato l’uomo più ricco del sistema solare per i diritti d’autore da versargli!  Intanto la comunicazione politica, soprattutto quella degli uomini politici, dei rappresentanti dei rappresentati è arrivata davvero ai  minimi termini. Si naviga in un mare di frasi fatti e slogan senza un minimo di costrutto che sembrano venir fuori dai peggiori imbonitori di mountain bike con cambio a 30 rapporti del millennio scorso! Ultima quella che ha visto protagonista alcune sere fa l’ex ministro Bellanova  scatenando proteste da molti utenti di Twitter.

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Arriva Parler: il social del diritto all’hate speech

Subito dopo la sconfitta di Donald Trump alla presidenziali, questa è stata l’app più scaricate per smartphone Apple e Android. Parler sta scalando le vette dei social in USA, soprattutto negli ambienti legati al Partito Repubblicano, ai sostenitori di Donald “Ho Vinto io” Trump, e all’ultradestra. Il motivo di questo grande successo starebbe nell’essere “senza censura”. O forse nel poter parlare male ed insultare di chiunque non lo pensi come te. Continue reading “Arriva Parler: il social del diritto all’hate speech”

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Percezione vs RealtàUna volta lo storico Eric Hobsbawn prima di morire disse: “I fatti sono più importanti delle teorie.” L’autore de Il Secolo Breve è stato uno degli storici più importanti ed acuti dell’ultimo secolo e non voleva sminuire il ruolo della ragione o della filosofia, quanto piuttosto mettere l’accento su una questione importante: la percezione. Continue reading ““è tutto storytelling signora mia!””

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Rocco Schiavone: scorretto e sconfitto

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Il post sulla serie di Raidue sulle vicende di Rocco Schiavone era pronto. Avevo visto la prima puntata, mi era piaciuta, poi c’era stato un piccolo litigio social fra me e il parlamentare Gasparri, ma vi dirò dopo. Invece ho aspettato prima di scrivere della serie tratta dai polizieschi di Alberto Manzini, pubblicati da Sellerio. Protagonista Marco Giallini, attore romano, autodidatta e soprattutto bravo. Lo ricordo visto che spesso nella tv del nostro paese vediamo solo interpreti che non recitano, ma bofonchiano. La regia è di Michele Soavi, uno che ha trafficato molto nei generi, soprattutto l’horror, ed è stato regista della seconda unità in due film di Terry Gilliam. Le sceneggiature sono dello stesso Manzini, di Eleonora Fiorini e di Maurizio Careddu, già nel gruppo scrittura de La Squadra, per me uno dei migliori polizieschi della Rai.

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E alla fine la tv vinse su Grillo. E sul resto

C’è la rete, c’è Wikipedia …” ecc. ecc. Alla fine Beppe Grillo torna in tv, se ne va da Vespa, a Porta a Porta, salotto televisivo della politica italiano dopo il prepensionamento del Maurizio Costanzo Show tanti anni or sono. Stupiti? Scandalizzati? Indignati? E perchè mai? Ancora non avete capito che la tv ha vinto un’altra volta sulla rete. Se questo è successo, se questo sorpasso sulla televisione non c’è stato è solo colpa/merito degli utenti. Si era detto “la tv è morta!”, poi c’ha pensato Twitter, gli hashtag sulla tv sono tantissimi e fra i più seguiti, ad aiutare quest’Araba Fenice.
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