Le legioni d’imbecilli e l’Infodemia

E ci risiamo! Siamo di nuovo alle Legioni di imbecilli che pare siano creati dai social come fossimo dentro un videogioco RPG. Se Umberto Eco fosse vivo – magari – per tutte le volte che è stato nominato per questa sentenza gli sarebbero scoppiate le orecchie e sarebbe diventato l’uomo più ricco del sistema solare per i diritti d’autore da versargli!  Intanto la comunicazione politica, soprattutto quella degli uomini politici, dei rappresentanti dei rappresentati è arrivata davvero ai  minimi termini. Si naviga in un mare di frasi fatti e slogan senza un minimo di costrutto che sembrano venir fuori dai peggiori imbonitori di mountain bike con cambio a 30 rapporti del millennio scorso! Ultima quella che ha visto protagonista alcune sere fa l’ex ministro Bellanova  scatenando proteste da molti utenti di Twitter.

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Raccontare scienza e cultura nel mondo delle nicchie di consumo.

La pandemia ha fatto emergere molti problemi e questioni legati non solo alla sfera del mondo sanitario ma anche in tutto il nostro modo di vivere. Ne esiste uno molto importante legato alla narrazione e allo storytelling della scienza e della cultura. Sicuramente non è il problema principale, ma è una questione che investe il modello di comunicazione del nostro mondo cosa che non è affatto secondaria. Sono ormai circa 25 anni che la società di massa ha accelerato la sua parabola discendente trasformandosi in una società dei frammenti e delle nicchie. Gli stessi studi sul consumi lo provano. Le grandi cerimonie dei media appartengono ad un passato recente e la pandemia sta modificando non solo la fruizione degli eventi (concerti, eventi sportivi, teatro, ecc) ma impone di ripensarli completamente. Continue reading “Raccontare scienza e cultura nel mondo delle nicchie di consumo.”

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Arriva Parler: il social del diritto all’hate speech

Subito dopo la sconfitta di Donald Trump alla presidenziali, questa è stata l’app più scaricate per smartphone Apple e Android. Parler sta scalando le vette dei social in USA, soprattutto negli ambienti legati al Partito Repubblicano, ai sostenitori di Donald “Ho Vinto io” Trump, e all’ultradestra. Il motivo di questo grande successo starebbe nell’essere “senza censura”. O forse nel poter parlare male ed insultare di chiunque non lo pensi come te. Continue reading “Arriva Parler: il social del diritto all’hate speech”

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“Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”

Il titolo di questo post è lo stesso titolo di una celebre raccolta del maestro dello short stories Raymond Carver, uno dei più grandi scrittori dei nostri tempi. Mi è venuto in mente quando ieri ho sentito una notizia che veniva da Genova: una donna di 80 anni si è buttata dal balcone. Si è lanciata dalla finestra di casa dopo che la sera prima il marito di 86 anni era morto a cause delle complicazioni dovute al Covid 19. Non mi posso minimamente permettermi di giudicarla. Credo che nessuno possa, anche se purtroppo ci sarà chi vorrà disquisire sul valore della vita. A me interessa un’altra cosa. Continue reading ““Di cosa parliamo quando parliamo d’amore””

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Esiste una dipendenza da Social? C’è molto di più

Ogni tanto questo tema si ripropone in ogni rivista e talk show di qualsiasi livello. Alcuni lo fanno per un sano interesse, altri, che lavorano in altri media, vogliono solo capire come si fa a rendere dipendenti le persone.
Eppure è vero che un post su un social rilascia una scarica di dopamina. Come l’alcol o le altre sostanze che generano dipendenza. Però il nodo non è questo. Questa è sempre solo l’apparenza. Continue reading “Esiste una dipendenza da Social? C’è molto di più”

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