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28Mar/21

MAKARI: La Rai punta ancora sul Sud per vincere negli ascolti

Sicuramente il lockdown ed il semaforo delle zone ha accelerato un processo in atto, quello che vede gli italiani sempre più amanti delle serialità televisiva. Inoltre piacciono moltissimo gli adattamenti, cioè serie che provengono da libri di produzione recente. Aggiungiamo che quelle più viste hanno un altro tratto in comune: il SUD. Non si tratta di una semplice ambientazione, ma di un vero e proprio protagonista. Forse la letteratura e l’audiovisivo potrebbero essere due pilastri che importanti per la valorizzazione del nostro paese, soprattutto per iniziare un’operazione che da noi è necessaria ma avviene poco: FARE SISTEMA. E adesso parliamo di Makari.
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03Set/20

Gli enfant prodige dello sceneggiato italiano

 

“I bambini sono l’oro del mondo” scrisse in un verso il poeta tedesco Novalis. Certo sono anche l’oro della televisione a volte. Non parliamo di quello è che il genere delle “televisione per ragazzi”, che anche nel nostro paese è stato molto ricco, ma di qualcosa di diverso, dei bambini prodigio. I bambini fanno audience sembra essere la versione dei produttori tv del motivo di Povia che divenne famoso nel 2005. Una frase che ha del vero, visto l’importanza che hanno sempre avuto già nel cinema. Uno dei film più belle e famosi di Charlie Chaplin è Il Monello e non si dimentica il viso del piccolo Enzo Staiola che accompagna il padre alla ricerca della bici rubata nel capolavoro immortale di Vittorio De Sica, Ladri di Biciclette. Senza scomodare la lista di altri capolavori del cinema prima della guerra basterebbe parlare di Mamma ho perso l’aereo con il biondino Maculay Culkin, che ha fatto incassare centinaia di milioni di dollari in biglietti strappati e in merchandising di vario tipo. Bambini che venivano definiti “enfant prodige”, come il De Rossi del libro Cuore di De Amicis e che non sempre hanno mantenuto ciò che ci si aspettava. In alcuni casi si però. Veniamo ai nostri di lidi, a quelli in cui approda Vacanze Seriali, rubrica che sta per tornare nelle sue veste “normale” di percorso, anche se novità non mancheranno, e che ringrazia tutti i suoi lettori. Continue reading
28Ago/20

C’era una volta…la fantascienza italiana

C’è vita sugli altri pianeti? Si, ma anche lì stanno parecchio attenti agli assembramenti! Esaurita questa tristissima freddura sugli extraterrestri e la prevenzione da Covid – sicuramente i marziani portano la mascherina – veniamo al motivo per cui è stata espressa. Sembra assurdo ma anche in Italia c’è stata la fantascienza, uno dei generi forse più amati e praticati dall’industria audiovisiva mondiali a giudicare dal numero di produzioni e di spettatori. Da E.T. a Matrix, passando per tutti le più variegate e possibili ipotesi di complotto di X-Files, la fantascienza piace. Anche in Italia. E la Rai c’ha provato! Oggi sembra che questo genere sia stato abbandonato, ma forse in qualche cassetto o computer di Viale Mazzini, ma anche delle altre sedi di produzioni tv, c’è una sceneggiatura dove un sacerdote detective parte su una bicicletta spaziale allo scopo di evangelizzare i mondi oltre il sistema solare risolvendo misteri insoluti. Continue reading
08Ago/20

I Promessi Sposi e la Rai: questo matrimonio s’è fatto!

C’è un rapporto molto complesso fra il romanzo di Alessandro Manzoni e gli italiani. I Promessi Sposi sono un romanzo importante per la scuola e non solo, visto infatti che è il più letto in lingua italiana. Importante soprattutto per la lingua italiana visto che il Manzoni – a chiamarlo così mi sento un professore – andò a “scacquar i panni in Arno” per completare l’opera. Naturalmente non poteva mancare l’adattamento televisivo. Meglio, gli adattamenti. Se ne contano ben tre, includendo anche quello parodistico realizzato nel 1990 dal trio della scomparsa, ma sempre straordinaria, Anna Marchesini, insieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi.

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29Lug/20

Quando la RAI non aveva paura di “fare paura”

C’è stato un tempo che la serialità italiana non era solo degnissimi preti, commissari e quant’altro. Un tempo in cui la narrazione percorreva tutti i generi della letteratura senza preoccuparsi di amletici dubbi morale. Due sono i cult che vogliamo ricordare in questo mercoledì, due “sceneggiati” che hanno fermato l’Italia negli anni sessanta ed anche nelle successive riproposizioni: “Il Segno del Comando” e “Belfagor, il fantasma del Louvre”. Continue reading