Wandavision: la Marvel sorprende ancora!

Pretendo di vivere pienamente la contraddizione del mio tempo, che di un sarcasmo può fare la condizione della verità.

Questa citazione è contenuta nella premessa di un testo fondamentale come Miti d’Oggi di Roland Barthes. Per molti l’idea stessa di usare il termine “mitologia”, che in passato ha contenuto gli dei dell’Olimpo, così come la Trimurti sanscrita di Brahma, Visnu e Shiva, financo gli dei norreni accanto al serpente piumato Quetzalcoatl, è indice di blasfemia. Del resto anche dirgli che i santi cristiano sono mitologia lo è. Gli eroi Marvel, come tanti altri fumetti sono la mitologia del nostro tempo ed è normale che ci occupiamo in maniera seria e documentata. Anche perché riescono a stupirci attraverso il sarcasmo delle loro manifestazioni. Wandavision è un prodotto che spiazza. Vediamo perché.

 

Il mondo Marvel

Nell’ultimo appuntamento di Percorsi Seriali ci siamo occupati di quanto i miti dell’antichità siano fonte di ispirazione per la narrazione moderna contemporanea. Però il mito non è qualcosa che viene solamente dalle profondità della storia, tutt’altro. Ogni mondo ed ogni età cerca sempre di costruire i suoi miti. La società dello spettacolo, non nel senso inteso nel celebre saggio del filosofo Guy Debord, ma dell’epoca dove la narrazione dello spettacolo ha scavalcato il ruolo di “intrattenimento” per divenire “produzione di realtà”, lo ha sempre cercato di fare. Pensiamo al cinema e al fumetto che sono produttori di mitologia. Disney+ in questo momento è custode di alcune delle mitologie moderne e contemporanee per eccellenza: la saga Star Wars e MCU – Marvel Cinematic Universe. Dopo Mandalorian anche gli Avengers sono tornati in attività. WandaVision è una serie tv creata proprio per Disney+ da Jac Schaeffer e basata sui personaggi di Wanda Maximoff (interpretata da Elizabeth Olsen) e Visione (Paul Bettany), come descritti nei fumetti della Marvel Comics. Seguendo la continuità con il Marvel Cinematic Universe, la serie prende le mosse dopo le vicende narrate nel film “Avengers: Endgame”, in un mondo post-Thanos di cui Visione è, purtroppo, solo una delle tante perdite sofferte. Nel momento in cui scrivo queste righe Wandavision è la serie tv più famosa sul pianeta Terra e quella che ha i rating più alti. Risultati che non devono stupire visto quanto la serie cinematografica degli Avengers creati da Stan Lee sia stata amata, anche da chi prima magari non aveva mai saputo o letto nulla dei suoi fumetti! Il potere della narrazione è immenso. Specialmente di quella buona che sa coinvolgere.
Abbiamo detto che purtroppo Visione è stata una delle perdite sofferte nella battaglia finale contro Thanos, ricordiamoci però che qui siamo nell’universo dei supereroi e una via per tentare di invertire il corso degli eventi si trova sempre. O almeno ci si prova. Visione così resuscita. O meglio così lo vorrebbe Wanda, innamorata di lui e distrutta dal dolore della sua perdita. E lo vuole in una maniera così forte, potente e spasmodica che  attraverso il potere  della sua mente, anzi il superpotere della sua mente, crea una realtà parallela dalle atmosfere delle sitcom anni ’50 made in Usa in cui Visione è ancora accanto a lei e i due possono trascorrere felici le proprie giornate tra le rassicuranti mura di casa senza pensare a nemici interstellari da sconfiggere o ad universi da salvare. Al massimo alla spesa al supermercato o all’arrosto nel forno. Ogni cosa però ha sempre le sue conseguenze e alterare a proprio piacimento la percezione delle cose non è cosa che aiuti la salute mentale. Così Wanda si trova costretta ad affrontare gli effetti delle sue azioni, meglio dei suoi pensieri, più in fretta di quanto possa rendersene conto. Il resto del cast include Kat Dennings, strepitosa protagonista di Two Broke Girls, e Randall Park nei panni di Darcy Lewis e dell’agente Jimmy Woo, già visti nei precedenti capitoli del Marvel Cinematic Universe. Kathryn Hahn interpreta una vicina ficcanaso, Agnes, mentre Teyonah Parris è la versione adulta di Monica Rambeau, già vista da bambina in Captain Marvel.

Soprende e Piace

Difficile che Wandavision possa non piacere. All’inizio può non interessare, ma ha degli elementi fortissimi a suo vantaggio. Il primo è quello di far parte di uno degli universi narrativi più amati e frequentati del nostro contemporaneo. Il secondo è questo suo percorso narrativo che esteticamente ripercorre le tappe storiche della serialità americana che ha come fonti di ispirazione The Dick Van Dyke Show, Lucy ed io, Io e i miei tre figli, Vita da strega, fino a 30 Rock, Friends e Parks and Recreation. All’inizio si è incuriositi nel vedere due supereroi Marvel alle prese con bianco e nero, però sono effetti ben bilanciati e che portano nel cammino verso il futuro. Wanda ha fatto rivivere Visione attraverso la storia della televisione USA. Questo intersecarsi di universi narrativi, da quello Marvel a quello della storia della televisione, rende Wandavision uno dei prodotti più innovativi degli ultimi anni per l’uso dell’estetica come forma narrativa, una variazione del medium come messaggio del buon vecchio McLuhan.
WandaVision è di fatto anche la prima produzione Marvel della Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe. A inaugurare questa fase del ciclo narrativo doveva essere il film Black Widow con protagonista Scarlett Johansson, previsto inizialmente nella primavera del 2020 e poi rinviato più volte fino al 7 maggio del 2021 a causa della pandemia di Covid-19. E’ stata una grossa scommessa, per ora vinta, visto che la per la sua produzione, con le riprese concentrate nei Pinewood Atlanta Studios di Atlanta, in Georgia, sono stati spesi circa 25 milioni di dollari ad episodio. Un prodotto che riesce anche ad uscire da quello che si poteva immaginare da uno spin-off di supereroi, come potrebbe dire chi non segue l’universo Marvel, e che, travalicando, gli stereotipi, porta sicuramente nuova luce sugli sviluppi futuri. Dal primo Iron Man, grazie anche alla forza impressa a quel personaggio da Robert Downey Jr, la narrazione dei supereroi si è fortemente modificata. Stiamo riscrivendo forse i canoni e gli stereotipi dei generi verso forme nuove partendo da basi salde. Il futuro è tutto da vedere.

Supereroi di Famiglia

Una serie che ha avuto un buon successo e ha questa atmosfera da famiglia particolare è senza dubbio The Umbrella Academy. Netflix decise di fare questo adattamento da una graphic novel scritta dal cantante dei My Chemical Romance che ha avuto grande successo. La serie è ambientata in mondo modificato rispetto al nostro, nel quale 43 donne rimangono incinte e partoriscono 43 figli con speciali poteri. Di questi, 7 vengono adottati da un milionario dalle sembianze umane, ma dal carattere e dalla conoscenza che si possono definire aliena. Dagli anni ‘80 arriva un supereroe molto imbranato e divertente. Un tranquillo insegnate di liceo riceve un costume rosso fiammante dagli alieni. Peccato che perda le istruzioni. Ralph Supermaxieroe è stato un successo anche nel nostro paese all’epoca dei “telefilm”, soprattutto per il terribile stile di volo del protagonista.

 

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