The Mandolarian 2: è tornato l'”uomo forte” di Star Wars

“Ci vuole l’uomo forte!” è uno di quegli slogan che negli ultimi anni abbiamo sentito più spesso dalle richieste di piazze, piazzette e talk show di non precisata utilità, salvo poi quando viene presa una mezza decisione sentire, dalle stesse fonti, levarsi forte il grido di dittatura. Eppure un uomo forte c’è sempre e ha anche una missione ben precisa che cerca di portare a termine e non sappiamo ancora se riuscirà. Queste, però, sono questioni che vanno ben oltre i destini umani, perché siamo fra le stelle. Stiamo parlando dell’uscita della seconda stagione di The Mandalorian la serie tv tratta da Guerre Stellari e prodotta da Disney che la manda in onda sulla sua piattaforma streaming Disney Plus.

Mando e Baby Yoda: la coppia dell’anno

Lo sceriffo delle stelle, come alcuni lo hanno chiamato, è tornato con il suo carico prezioso, il piccolo Baby Yoda, che ha fatto innamorare tutti gli appassionati di una delle saghe più amate della storia del cinema. Prima di parlare delle impressioni sull’inizio di questa stagioni va fatta un po’ chiarezza. La serie si svolge temporalmente dopo Episodio 6 della sequenza dei film di Guerre Stellari, quello conosciuto come Il Ritorno dello Jedi, quindi il piccolo e dolcissimo essere verde, che moltissime e moltissimi, di qualunque età, stanno sognando di ricevere per Natale, non è assolutamente lo Yoda dei film. Il nome Piccolo Yoda è stato dato dai fans per permettere una riconoscibilità immediata. Torniamo all’inizio della nuova stagione che si svolge su Tatooine, pianeta dove crebbe uno dei protagonisti del ciclo di Star Wars, quella centrale – quella che i più “adulti” di noi identificano con la parte più classica – ovvero Luke Skywalker. I fan di Star Wars non sono per nulla rimasti delusi anche da un altro particolare molto forte ed importante. Nell’ultima scena della prima puntata, infatti, l’attore Temuera Morrison è tornato nell’iconico ruolo di Boba Fett, il cacciatore di taglie che attraversa gli episodi della saga intergalattica. I fan più accaniti ricorderanno Morrison per aver interpretato il cacciatore di taglie Jango Fett in “Star Wars: L’attacco dei cloni”. Jango servì proprio come modello per l’esercito di cloni della Repubblica durante le Guerre dei Cloni, ma in segreto lavorava per il Conte Dooku e perse la vita durante la battaglia contro i Jedi. Oggi Morrison interpreta Boba Fett, figlio di Jango, evidentemente sopravvissuto agli eventi di Star Wars: Il Ritorno dello Jedi e in qualche modo ancora in giro su Tatooine. Boba è tecnicamente un clone di Jango che però, per volontà di quest’ultimo, non ha mai subito lo stesso processo di invecchiamento accelerato degli altri cloni. Divenuto un orfano, è probabile che fu preso dai Mandaloriani, esattamente come accadde a Din Djarin, ed ora aumenta la curiosità su come si incroceranno i destini dei vari personaggi nel prosieguo delle puntate. Certamente Mandalorian è rivolta agli appassionati di una delle saghe più amate non solo del panorama della fantascienza, a cui va riconosciuta la forza di aver saputo catturare più generazioni e soprattutto anche un pubblico molto più ampio di quello che solitamente ha questo genere meraviglioso – il sottoscritto non ha mai nascosto di essere un fan. Quello che sappiamo è che sicuramente l’investimento in questa serie tv apre forti scenari su possibili altre serie.

Complimenti a Jon Favreau

Si era capito sin da quando Jon Favreau, attore noto per essere l’amico aiutante di Robert Downey Jr. nella saga di Iron Man – altra saga molto amata – ma molto più protagonista come produttore e sceneggiatore, twittò che sarebbe arrivata una serie tratta da Star Wars. Sappiamo che nel cast ci sono nomi importanti: lo stesso Mandoloriano, anche se coperto da una maschera – quindi in linea con le norme contro il contagio da Covid  – è Pedro Pascal, protagonista in Il Trono di Spade e Narcos, sicuramente ci sarà il famoso regista tedesco Werner Herzog, la bravissima e bellissima Rosario Dawson ed anche Giancarlo Esposito, il fantastico cattivo di un’altra serie culto che è Breaking Bad, che interpreterà il ruolo di Moff Gideon, l’uomo che appare nella prima stagione con una terribile spada laser nera. Molte indiscrezioni danno questo come un ruolo centrale nello svolgimento degli eventi della serie e siamo portato a credergli vista l’importanza che un attore come Esposito ha sempre guadagnato negli ultimi anni in tutto il panorama produttivo americano. Va da sé che quando un gigante produttivo come Disney decide di muovere un tassello di Star Wars, che davvero forse è la saga che ha radunato più spettatori nel mondo, non lo fa senza un piano a lungo termini. I risultati della prima stagione sono stati sicuramente positivi in termini di qualità e di ascolti, dando manforte al lancio della sua piattaforma di streaming Disney Plus, che vanta anche tutta le stagioni dei Simpson e film e documentari da loro prodotti, e facendo muovere anche quello che un settore cardine per Disney, cioè il merchandising. Pensate quante magliette, tazze e quant’altro si venderanno questo Natale anche grazie alla forza dell’e-commerce. Questo non è un elogio della serie da un punto di vista estetico e qualitativo, anche se ammetto che mi piace e mi diverto, visto che comunque sono un appassionato, anche se non sempre ho amato tutti gli episodi della saga. Piuttosto è l’ennesima dimostrazione di come lo spettacolo è cultura, intrattenimento, lavoro e guadagno per molte persone. Questo lo dico proprio viste le ultime dichiarazioni e provvedimenti che hanno visto la chiusura di cinema e teatri come i primi assolutamente sacrificabili. Non capire che lo spettacolo è lavoro è veramente non miope, ma cieco.

Dal cinema alla tv funziona se lo fai bene

Il passaggio produttivo da serie a film è abbastanza classico. L’Esercito delle 12 Scimmie, il film di Terry Gilliam che confermò un grande Bruce Willis, è una serie interessante anche se a volte troppo labirintica, ma d’altronde la scelta stessa dell’ispirazione non era affatto facile. Comunque sono quattro stagioni che raccontano i viaggi nel tempo di James Cole aiutato dalla dottoressa Cassie Reilly. Pochi sanno che anche la famosa saga de Il Pianeta delle Scimmie ebbe una sua serie tv. Ci fu solo una prima stagione di 14 episodi prodotta nel 1974 ma che arrivò in Italia solo sette anni dopo. Nessuno si lamentò perché non ne seguirono altre. Poi ci sono serie come Fargo che riescono ad integrare il film e la serie senza essere la copia ma traendone ispirazione e riuscendo a far vedere la potenza della serialità. Assolutamente da vedere.

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