Tag Archives: fiducia

07Gen/21

Trump e la verità degli altoparlanti

Anche le cose vere gridate dagli altoparlanti cominciano a suonare come menzogne.” Questa frase è di Leonardo Sciascia, il grande scrittore siciliano. Domani sarà il centenario dalla sua nascita. Mi ha fatto pensare alle urla dei Proud Boys americani, quella banda di sostenitori di Trump, che ieri ha assaltato Capitol Hill mentre avveniva la proclamazione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti dopo le elezioni.
Il mondo è sotto choc. Come non esserlo! Il comportamento di quell’orda di ieri ad alcuni ha ricordato certi militanti della Lega Nord di Pontida. Però i riferimenti storici sono ben diversi.
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02Dic/20

Raccontare il Natale Liquido

Ho ritrovato un articolo scritto ben otto anni fa. Una volta otto anni non erano un periodo enormemente lungo. Oggi si.
Il 2012 è stato l’anno della riconferma di Obama, del naufragio della Costa Concordia, di due terremoti in Italia – in Emilia ed in Calabria – delle pesanti alluvioni in Maremma, dell’escalation della guerra civile in Siria, del secondo posto dell’Italia del calcio agli Europei, della morte di Rita Levi Montalcini, dell’annuncio della gravidanza di Kate Middleton – per rimanere in tema The Crown – e di molto altro ancora. Doveva essere anche l’anno della fine del mondo secondo alcune profezie Maya, invece no e siamo qui ad affrontare la pandemia.
E’ l’anno che segna sempre di più il trionfo della narrazione liquida attraverso i personal device, una rivoluzione che ancora non si è fermata. Anzi. Continue reading
24Nov/20

Il Covid ci cambierà? Questione di FIDUCIA

“L’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati.”

Questa frase è di Carl Gustav Jung, padre della psicologia del profondo, una delle personalità che più di tutte ha influenzato il pensiero. E’ una frase che illustra quanto il nostro incontro con la pandemia del Covid ci sta modificando e ci modificherà. Non è una questione di bene o male, come era stato detto all’inizio della prima ondata, dopo la diffusione del motto “andrà tutto bene” del premier Conte, ma qualcosa di molto più profondo. Continue reading

30Apr/13

PD=PrimeDonne. Civati e gli altri

PD=PrimeDonne. Civati e gli altri

Ci sono delle cose che non mi sono chiare e quando succede ci metto la testa e, se posso, chiedo spiegazioni. Seguo Pippo Civati da tempo, attraverso il suo blog, da quando era consigliere della regione Lombardia ed ora parlamentare per il PD. Oggi è uno dei dissidenti più famosi, forse uno degli ultimi rimasti all'interno del partito, sul Governo Letta. Io non capisco la posizione di uscire fuori dall'aula al momento del voto. Ognuno dei membri del PD può dissentire come vuole, ma come abbiamo delle distinzioni. La maggior parte ha deciso di dare la fiducia per non spaccare il partito, come ha fatto Walter Tocci, la Puppato, la Bindi, Gozi e Zampa. LIbera scelta,senza nessuna obiezione. Lei, e a sopresa Mattiello, stando ai giornali, siete usciti dall'Aula di Montecitorio. Perchè? Perchè non esprimere una posizione di vero dissenso all'interno del dibattito, votando contro o scegliendo l'astensione? Per favore non mi dica che l'ha fatto per il partito, per non spaccarlo, cosa crede che nessuno l'avrebbe saputo? Che nessuno se ne sarebbe accorto?

In questo momento lei è sotto i riflettori, da un bel po' di tempo direi, il suo è un dei blog politici più letti e sono giorni che lei esprime dubbi, legittimi, sulla nascita di questo governo, in contrasto con quanto proposto in campagna elettore e subito dopo l'insediamento del nuovo Parlamento. Io concordo con molti dei suoi dubbi, ma questa posizione mi fa pensare a due motivazioni:

  • O nel Pd c'è qualcuno che ha già iniziato il congresso del partito all'interno di Montecitorio,e non è un buon servizio al paese,
  • oppure non c'è ancora la coscienza di una posizione apertamente chiara verso la situazione attuale.

Io sono uno di quelli convinti che un governa fosse necessario, ho un giudizio sospeso su questo esecutivo, lo aspetto alla prova dei fatti, ma l'inseguimento ai cinquestelle è stato umiliante, si pagano gli errori sulla scelta del candidato presidente e la guerriglia interna a un partito che se non sta stare insieme è inutile che continui a rimanere fintamente uniti.
La sua è una strategia in modo da poter andare a congresso contando così di avere l'appoggio dei ragazzi di #occupyPD
Se davvero volete che esista ancora questo soggetto politico credo che dovreste non  abbassare i toni, ma cercare di venire allo scoperto in maniera manifesta, senza però essere primedonne, lavorare per una mozione che porti rinnovamento e ricambio. Capisco perchè lei si senta isolato, però non cavalchi questa condizione come fosse un cavaliere senza macchia e senza paura, perchè non serve a niente, se non a fini personalistici.
Credo anche che molti siano stanchi di vedere le primedonne del PD, ma non solo loro, beccarsi sui social network, come fossero in cerca di RT e FF. La strada è lunga e difficile, sia per il paese che per quel che resta della sinistra di questo paese.

Concludo con una frase di Martina Giangrande dalla sua conferenza stampa:
"Ho perso un'altra volta il lavoro per seguire mio padre. Tutti i miei progetti sono di nuovo saltati. Pazienza. Si ricomincia. Si rifà un altro piano, un'altra speranza, altri obiettivi".