Pasolini 100: “Abbiamo perso prima di tutto un poeta”

E’ imbarazzante. Per me è imbarazzante scrivere su Pier Paolo Pasolini in occasioni del centenario dalla sua nascita. Imbarazzante perché per me è un eroe. Della mia giovinezza e della mia vita. Se qualcuno storcerà il naso non mi interessa, ma con la parola eroe si indica colui che compie gesta incredibili o possiede qualità eccezionali. E come la chiami un uomo che si è imposto in questo mondo come romanziere, regista e saggista? Come lo chiami chi è riconosciuto come grande in ogni angolo del globo? Come lo chiami un poeta?
Perché “Abbiamo perso prima di tutto un poeta” come disse Moravia nella sua orazione funebre.

 

Io mi trovo in imbarazzo a parlare di un uomo che ha visto il mondo per quello che era, oltre il mondo e ha amato la vita in una maniera così appassionata come lui. Cosa posso dire da non sembrare banale o da sembrare che voglio attirare solo qualche click in più? Eppure non posso non parlarne. Questione di memoria? Celebrazione? Forse. Preferisco chiamarla questione di amore. E di gratitudine. Perché se oggi sono quello che sono – nel male e nel bene – lo devo anche per avere amato con passione la sua opera, per aver cercato sempre di comprendere la diversità del mondo.
Pasolini non ha giudicato eppure è stato giudicato. Frettolosamente, con arroganza, cercando di liquidarlo nella maniera più veloce possibile.
Non mi riferisco solamente al suo omicidio – per questo è stato – che all’inizio fu definito “una roba fra froci”.
Anzi se siete interessati al delitto vi consiglio di leggere i bellissimi libri di Simona Zecchi, che è diventata un’amica a forza di scriverci sui social.
Poi basta vedere il video sotto per capire la forza della passione e dell’intelligenza di Pier Paolo Pasolini e di come, non solo in Italia, gli intellettuali veri, abbiamo fatto, facciano e faranno sempre paura.

 

E’ stato un uomo di cinema che non ha mai avuto paura di sperimentare, con una crescita artistica che va da Accattone a Salò, passando per quello che è considerato il più bel film sulla vita di Gesù! Per non parlare di come è riuscito a rendere ancora più belle ed intense Anna Magnani e Maria Callas.

 

 

 

 

 

In tutto questo e non dopo tutto questo, c’è il poeta, c’è l’uomo, che spesso è stato raccontato come triste e solo, con l’unico scopo di allontanare le persone da lui. Non ci sono riusciti e non ci riusciranno. Basta leggere le sue parole e le sue immagini. 100 anni di Pasolini non devono essere un’occasione per ricordarlo, ma per viverlo. Ho provato a mettere qui delle piccole risorse che ho trovato in rete.

Voglio mettere per ultima cosa una poesia che amo molto.
Si tratta di Marilyn

Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro i fratelli più grandi,
e ride e piange con loro per imitarli,

tu sorellina più piccola,
quella bellezza l’avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non ha mai saputo di averla,
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.

Il mondo te l’ha insegnata,
così la tua bellezza divenne sua.

Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro
era rimasta sola la bellezza, e tu
te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.
L’obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,
il darsi agli altri troppi allegri sguardi
che chiedono la loro pietà! Così
ti sei portata via la tua bellezza.
Sparì come un pulviscolo d’oro.

Dello stupido mondo antico e del feroce mondo futuro
era rimasta una bellezza che non si vergognava
di alludere ai piccoli seni di sorellina,
al piccolo ventre così facilmente nudo.

E per questo era bellezza,
la stessa che hanno le dolci ragazze del tuo mondo…
le figlie dei commercianti
vincitrici ai concorsi a Miami o a Londra.
Sparì come una colombella d’oro.

Il mondo te l’ha insegnata,
e così la tua bellezza non fu più bellezza.

Ma tu continuavi a essere bambina,
sciocca come l’antichità, crudele come il futuro,
e fra te e la tua bellezza posseduta dal Potere
si mise tutta la stupidità e la crudeltà del presente.
La portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime,
impudica per passività, indecente per obbedienza.
Sparì come una bianca colomba d’oro.

La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,
richiesta dal mondo futuro,
posseduta dal mondo presente,
divenne un male mortale.

Ora i fratelli maggiori, finalmente, si voltano,
smettono per un momento i loro maledetti giochi,
escono dalla loro inesorabile distrazione,
e si chiedono: “È possibile che Marilyn,
la piccola Marilyn, ci abbia indicato la strada?”

Ora sei tu, quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,
sei tu la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte.