Leggere il nemico o leggere è un nemico?

Un paio di giorni fa Silvia Vianello su LinkedIn faceva la proposta a chi non legge di prova a leggere 10 pagine al giorno di libri di crescita personale. Sono pubblicazioni che aiutano a crescere al livello sia umano che professionale. Alla fine in un anno sono 3650 pagine per circa 18 titoli, considerando il numero medio di lunghezza di questo tipo di pubblicazioni. Non sono affatto pochi! Eppure questo potrebbe un modo per affrontare la questione lettura in generale. Dell’Italia si dice che è un paese che legge poco. Questa è un dato abbastanza costante negli ultimi decenni. Eppure esiste una minoranza di lettori “forti” e anche “fortissimi”. L’aggettiva non qualifica quanti libri sono in grado di sollevare, o le loro qualità umane, ma il numero dei libri letti, questo al di là di che titoli si tratti, dalle Lettere di Cioran ai testi di Sferaebbasta, dall’Ulisse di Joyce a Viaggio a Medjugorie di Paolo Brosio.

Alcuni denigrano la lettura, pensano che i libri siano una perdita di tempo e credono che casomai basti vedere un film o altro per divertirsi. Sono quelli che sono allergici alla parola cultura. Perché legano sempre la parole lettura alla cultura e sono abituati a vederla come qualcosa di noioso. se va bene. In realtà nella maggior parte dei casi queste persone hanno paura della lettura. Per loro leggere è un monstrum, tipo il monolito dell’Odissea di Kubrick. E’ un atteggiamento che hanno verso tutto quello che è classificato come cultura. Si sentono Ulisse in mezzo ai mitologici Scilla e Cariddi dell’Odissea, oppure come contro Godzilla usando un riferimento più di massa. Il libro spaventa. Attrae e spaventa. Piuttosto che ammettere il fascino e la fatica necessaria si preferisce insultare. Da leggere il nemico a leggere è il nemico. La lettura è il modo per aumentare le proprie competenze, quindi per affrontare le sfide in qualunque settore, ma è fatica, quindi piuttosto è meglio dire che è un nemico, un meccanismo che ricorda La Volpe e l’Uva di Edipo. Uso l’espressione leggere il nemico nel senso di affrontare le difficoltà ed i problemi che la vita ci pone di fronte. Subito ci saranno quelli che diranno che non sono i libri che ti risolvono i problemi, lo so che lo diranno. Eppure quando siamo malati andiamo dal medico ed il medico la sua formazione la fa sui libri. Sfido chiunque ad andare da un medico che non ha mai aperto un libro in vita sua!

Ora quello che manca è l’enorme piacere della lettura e della cultura in generale. Facile da dire per uno come me che ama leggere. Io ho sempre amato leggere sin da bambino e non ho rinunciato a fare sport, o ad altre attività della vita dei miei coetanei, a nessuna. Leggere per me è il piacere delle storie, piacere atavico che l’uomo ha da quando ha formato le prime società umane e raccontava le proprie giornate intorno al fuoco. L’unico momento in cui mi fece fatica leggere fu alcuni mesi prima di sentirmi male e poi del successivo ricovero in ospedale. Successivamente mi fu diagnostico il tumore al cervello e fui operato, un lungo percorso ospedaliero e di riabilitazione, non sapevo neanche più parlare, in cui la lettura mi mancava. Mi mancavano le storie. Per questo ho incominciato con gli audiolibri. Sono stati uno scoperta che uso ancora oggi magari prima di addormentarmi o in altre situazioni.
La questione è che un media, come il libro, non è nemico di un altro, come il cinema, e che si dovrebbe prendere l’abitudine a leggere perché è bello ed utile. Non è affatto una montagna enorme e, soprattutto, non è un nemico. Inoltre non significa che non si possa fare più niente altro o rinunciare ad altro. La lettura aiuta a leggere il mondo, la nostra vita e noi stessi, al di là dello studio o del lavoro. Credo che se provassimo ad improntare l’amore per la lettura in questo modo piuttosto che sull’importanza delle “patrie lettere” o della “Cultura” forse riusciremmo ad avere più “attivisti” nel nostro partito. Il problema è un altro casomai. Si rischia di prendere il vizio! Buona lettura.

Tra l’altro proprio oggi per la narrativa è una ricorrenza importante. Nel 1847 proprio oggi nasceva in Irlanda Bram Stoker, il creatore di Dracula, una delle figure letterarie che ha riempito le fantasie di moltissime generazioni. Ancora oggi. Dracula è uno dei libri più letti. Per non parlare di tutto l’immaginario che ne è derivato, anche nel mondo della televisione, del cinema, del fumetto e di tutto lo spettacolo in genere. Davvero possiamo pensare ad un mondo senza libri?
Gianni Rodari, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario disse due cose molto importanti:

„La mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni.“

„Sbagliando s’impara, è un vecchio proverbio. Il nuovo potrebbe essere che sbagliando s’inventa.“


 

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