Serietv e letteratura: Hap&Leonard

 

Joe Lansdale. Non so quanti di voi conoscano questo incredibile e talentuoso scrittore americano, precisamente texano, forse ultimo di quella strana dinastia di letterati che affondano la loro voce nello stato della stella solitaria. Hap & Leonard sono i due protagonisti di una serie di romanzi giallo-noir di ottima fattura, come quasi tutte le produzioni di Lansdale, ma Hap & Leonard hanno qualcosa in più: ora sono una serie tv. I due sono James Purefoy, il cattivo di  The Following, e Micheal K. Williams, il Mr. White di Boardwalk Empire con Steve Buscemi. Prima stagione di sei episodi tratta dal primo libro, Una stagione selvaggia, prodotta dall’AMC, quelli di The Walking Dead, Breaking Bad, Better Call Saul e molti altri. Con Christina Hendricks, la rossa fatale di Mad Men. Non basta? Allora dovremo entrare in un mondo di loser, killer, squilibrati, criminali, femme fetale e molto altro.

Già l’immagine in alto e il trailer dovrebbero avervi dato l’idea di qualcosa di diverso dal solito. Hap e Leonard sono due loser, gli intellettuali li chiamerebbero antieroi, texani che vediamo occuparsi di rose, ma vengono licenziati e gli si prospetta un occasione quando va a trovarli Trudy, Christina Hendricks, ex moglie di Hap, col suo fisico curvylicious, e gli dice che c’è un milione di dollari da recuperare in una macchina affondata in un fiume dopo una rapina. Se seguite il link troverete un rapido modo per vedere tutti gli episodi su Youtube.

Hap è un uomo della working class, è stato in galera perché si è rifiutato di andare nell’esercito ai tempi del Vietnam, potevo fuggire in Canada, ma non l’ha fatto, perché la sua protesta doveva fare rumore. Andando avanti nelle puntate scopriremo chi.
Leonard invece è uno che il Vietnam l’ha fatto, è gay ed è stato cresciuto dallo zio. I due sono amici da quando sono bambini e il racconto di come si sono conosciuti, presente in questa stagione, è davvero molto bello. Anche commovente nonostante il tono della serie. Che poi non è facile capire quale sia quello principale, perché come in tutti suoi libri, c’è una grande capacità di passare da una situazione all’altra, sempre senza mai sbagliare l’ambientazione, anche quando si vuole esagerare. Lansdale è stato il supervisore alla sceneggiatura, mentre hanno scritto Jim Mickle e Mick Damici, gli stessi che aveva realizzato Cold in July, film tratto dall’omonimo libro dello scrittore texano.

Non bisogna confondersi, quello che vedrete non è il pulp alla Tarantino, ma qualcosa di diverso, anche se si che il regista di Kill Bill è un grande fan dello scrittore texano. Qui siamo di fronte a qualcosa di “selvaggio”, spesso senza regole o certezze. Dove i legami contano ancora, pensare che siamo negli anni ’80 con un look da ’60 o anche prima. La serie riesce ad essere avvincente, divertente e commovente, con un bel ritmo e soprattutto bei dialoghi, cosa che va sempre sottolineata. Trasmessa da Sundance Tv , canale nato come costola dell’omonimo festival e legato al mondo del cinema indipendente, la serie ha avuto buoni ascolti, non enormi pensando anche al bacino di utenza che non è molto grande. Circola l’ipotesi di una seconda stagione. Io me lo auguro, vista la qualita di Hap&Leonard, esperimento riuscito di connubio fra letteratura e televisione, qualcosa che sta a metà fra Fargo e True Detective. L’ho fatta vedere a degli amici, alcuni non avevano letto nulla di Lansdale, e gli è piaciuta moltissima. Riguardo all’Italia trovo difficile che possiamo vederla sui nostri canali. Un gran peccato.

 

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