DIARIO: L’errore. Sintomo o altro?

L’errore ci dona semplicemente l’opportunità di iniziare a diventare più intelligenti.
(Henry Ford)

Frase perfetta quella del magnate dell’industria americana, però bisogno anche riconoscere l’errore e avere la forza di farsene carico. Si può evitare un errore? Questo è davvero difficile da dire.
Jung diceva che: Chi evita l’errore elude la vita.
Però è pur vero che come dice il proverbio: Sbagliando s’impara.
E allora che si fa?

Una buona soluzione è quella che suggerisce uno scrittore che amo molto, quel Kurt Vonnegut che scrisse Mattatoio n.5: Un passo indietro, dopo aver fatto una strada sbagliata, è un passo nella giusta direzione.
(Kurt Vonnegut)

Riconoscere i propri errori non è giusto, ma necessario. E soprattutto bisogna avere forza e coraggio di rendersene conto. Soprattutto rendersi conto che si può sbagliare, che non si è infallibile, anzi tutt’altro!
Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di ammettere che ha sbagliato, che non è altro che dire … che oggi è più saggio di quanto non fosse ieri.
Questa frase di Alexander Pope è il vero punto di partenza. Ammettere i propri errori.
Sono pericolosi gli errori?
Dipende.
Spesso gli errori sono sintomi di qualcosa d’altro. Sono i sintomi di qualcosa di molto peggio. Delle ossessoni.

Dice Welsh, l’autore di Trainspotting: Le ossessioni del nostro tempo: il cibo, il sesso, la celebrità, ma anche il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo.

C’è molta verità specie nell’ultima parte, spesso davvero non riusciamo a capire chi siamo ed a volte non ci rendiamo conto di quanto è bella una cosa finché non l’abbiamo persa.
La bellezza è fragile e va difesa. Sempre.

Cioran, che cito spesso, dice: Taluni hanno sventure; altri ossessioni. Quali sono maggiormente da compiangere?

Chi ha ossessioni a volte ha la sventura di non accorgersene! Si sbaglia e si sbaglia anche tanto, ma l’ossessione è molto peggio. Parliamo di una vera malattia che distrugge chiunque ne è affetto. Può diventare poesia come disse Alda Merini, ma spesso quello che fa è distruggere chi ne è affetto e chi gli sta intorno.

Distanza e respiro. Questo servono.
Da lontano si vede meglio, da lontano si può prendere aria. Da lontano si può capire. E fare quel passo indietro necessario per guardare la strada che si vuole percorrere. In ogni cosa è sempre questione di scelte. Soprattutto le strade da scegliere.
Il grande poeta rock Jim Morrison disse:

Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare.

Pensa sia un ottimo punto di partenza.