9 programmi tv popolari che non ci saranno nel 2015

No, Gordon è inutile che ci pensi su troppo, ti hanno cancellato e con ragione. Il tuo Cucine da incubo non funzionava, anzi i ristoranti su cui intervenivi chiudevano prima della messa in onda della puntata. Tonino Cannavacciuolo ha funzionato molto di più ed in fatto è stato confermato per una terza stagione. Ma quali sono i programmi che d’oltreoceano che non vedremo più nel 2015, perché cancellati o giunti al capolinea? Vediamo di scoprirlo in questa carrellata. 

How I met your mother
9 stagioni e 208 episodi, niente male per una delle sitcom più amate, soprattutto per il personaggio di Barney, che ha raccolto venti candidature agli Emmy e ne ha vinti nove. Non sono mai stato un fan di questa serie, ma bisogna portare rispetto a un progetto che è arrivato a 13 mln di spettatori nella sua puntata finale.

True Blood
Strano il destino di questa serie sui vampiri, dove gli adepti del conte dracula si sono rivelati e vivono fianco a fianco con gli umani, alcuni nutrendosi di sangue sintetico chiamato proprio Tru Blood. Iniziato nel 2008, appena due mesi prima dell’uscita del primo capitolo di Twilight nei cinema, True Blood è tratto da The Southern Vampire Mysteries di Charlaine Harris era già stato cancellato, ma poi rimesso in produzione per le proteste dei fan. L’HBO però stavolta ha detto basta e ha programmato, pare, una stagione finale.

Mixology
Potremmo chiamarlo l’errore. La cancellazione di questa sitcom non è piaciuta al pubblico, ma sembra che non ci saranno passi indietro ed è un peccato. Siamo a Manhattan, un bar chiamato The Mix. Cinque uomini e cinque donne si incontrano all’inizio di ogni puntata, poi le vicende si concentravano sui risultati di una delle coppie per due o tre episodi. La critica non l’ha accolta bene, eppure aveva realizzato dei rating robusti. Per l’Abc non era abbastanza. Dispiace soprattutto perché poteva essere un buon esperimento per uscire dal formato classico del genere.

Cucine da incubo
Di Ramsay abbiamo detto. E’ stata un debacle che nessuno prevedeva, perché il format andava bene in altri paesi, ma forse è proprio il cuoco più famoso dei reality che oramai ha un livello di esposizione troppo alto, o forse la sua leggendaria rabbia. Magari si consolerà con il nuovo Master Chef, dove appare sempre più pacato, si fa per dire.

Aiutami Hope
Programmato anche in Italia da Fox, questa è una sitcom che non mi ha mai convinto. Fa parte di quella nuova ondata di comedy come New Girl, con Zoey Deschanel, Brooklyn nine-nine e The Mindy Project. Certo il “pretesto” era interessante: Jimmy, il più classico dei loser, passava la notte con una serial killer mettendola incinta. Dopo l’esecuzione della donna lui aveva la custodia della bambina, Hope, che viveva con un padre assolutamente impreparato ed una famiglia improbabile. Non si andava al di là di qualche gag azzeccata.

Dracula
Vista solo su Mediaset Premium, la serie è stata cancellata dopo la prima stagione, visti anche i costi molti alti e gli obiettivi molto ambiziosi. Le premesse erano buone, creato da Cole Haddon e Daniel Knauf, creatore di Carnivale, che hanno lavorato proprio sul romanzo di Bram Stoker, la serie non ha mai convinto la critica né raggiunto una massa di pubblico necessaria per essere confermata. Anche a Mediaset erano convinti di aver puntato su un cavallo vincente.

Californication
La seconda vita di Dave Duchovny dopo X-Files. Non tagliata, anzi di gran successo, è arrivato al suo termine, diciamo, naturale, almeno secondo i suoi produttori della Showtime. Non mancavano i fan, neanche dopo 7 stagioni e 84 episodi, i risultati c’erano, ma è la Showtime che è cambiata. Californication appartiene al passato, adesso, dopo Dexter, Homeland, Nurse Jackie e Penny Dreadul, la sua mission è diversa e quindi questa serie dice addio.

Once upon a Time in Wonderland
Lo spin-off di C’era una volta non è riuscito nell’impresa, in crisi di spettatori sin dalla terza puntata. Non se l’aspettavano vista che lo show di partenza era molto forte, ma francamente qui eravamo ben lontani dai risultati dell’originale. La storia partiva nello stesso universo delle storie di C’era una volta, dove La Regina di Cuori e il Bianconiglio cercavano di riportare Alice, tornata nel mondo reale, nel Paese delle meraviglie, per nuove avventure.

Revolution
Francamente io ero sorpreso anche della conferma per la seconda stagione. L’idea di un mondo senza elettricità dopo una “bomba sporca” che aveva creato un black out mondiale era buona, anche se poi erroneamente definita steampunk. Ho visto, con molta fatica, la metà degli episodi della prima stagione e quello che colpiva era la lentezza, la mancanza di colpi scena e una ripetitività esasperante. Finalmente hanno detto Stop!

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