#27Aprile Le persone colpiscono più duro dei virus

“LA GRANDE ILLUSIONE”

Nel 1937 il grande regista francese Jean Renoir realizzò quel capolavoro di film che si chiama proprio La Grande Illusione con un attore mitico come Jean Gabin, circa la storia di alcuni prigionieri di guerra e la loro fuga da un campo di prigionia durante la prima guerra mondiale. Prendo in prestito il titolo sperando che gli dei del cinema non si arrabbino troppo per descrivere quello che mi sembra sia stato l’atteggiamento di molte persone durante la conferenza-stampa del premier Conte.
Appena finito di parlare mi sono messo ad osservare i miei account social tenendo d’occhio il fattore tempo. Molti degli status, anche elaborati, erano scritti durante le parole del primo ministro. Improvvisamente mi sono sentito a casa leggendo le parole di molti e ho scritto:

È tornato tutto come prima: siamo tornati a commentare e criticare prima di ascoltare.

UNA POLVERIERA

Che queste misure non siano risolutive è vero, mi chiedo come potrebbero esserlo visto che il virus non è stato sconfitto e solo stiamo vedendo dei risultato nell’opera di contenimento del virus, ma certe critiche mi sembrano davvero puerili. Un virus non si batte per decreto e mi sembra che i primi a non capirlo siano quelli che criticano tanti i decreti!
Peccato per loro che non c’è un paese estero da prendere a modello, come fanno di solito, visto che gli USA di Trump e altri paesi non stanno ottenendo risultati migliori nella lotta al virus. Non c’è neanche un nord da osannare come fanno spesso gli elettori della Lega e della Destra italiana convinti che la Lombardia sia la realizzazione del paradiso sul Pianeta. Purtroppo, e lo dico con dolore, la Lombardia sta combattendo una battaglia durissima anche per colpa di chi l’ha governata in questi anni e dovrà essere chiamato a rispondere di alcune scelte di governo e gestione davvero scellerate.

LA PAURA DENTRO DI NOI

Quello di Conte ieri è stata una comunicazione che poteva essere sicuramente migliore nei contenuti e nei modi, ma non sarebbe servito. Registro ancora una forte incomprensione di quello che stiamo vivendo e che non c’è nessun complotto o potenza straniera da bombardare, quindi le cose non si risolvono in fretta. La parola “CONVIVENZA” è la più sensata, ma si preferisce ciarlare invece che ascoltare. Il motivo forse è sempre lo stesso: la paura.
La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.
Questa frase è di H.P. Lovecraft il più grande scrittore di horror della storia occidentale, a mio avviso più di Poe che amo molto ma che ha un approccio più sul versante del mistero e dell’ignoro, mentre il famoso Ciclo di Chtulhu di Lovecraft entra davvero nell’orrore puro. La routine è uno dei modi, quasi dei talismani, che gli esseri umani usano contro la paura, è ieri sono tornati alle chiacchiere dei bar senza neanche ascoltare quello che diceva Conte, ma solamente per poter recuperare per un attimo l’illusione della normalità. Illusione infranta perché il pericolo non è ancora sconfitto, perché serve tempo e non chiacchiere, serve la scienza e non le inutili ed ennesime dichiarazioni di una certa parte politica che siamo in guerra, se lo fossimo avremmo già perso come ho già detto e altri molto meglio di me. 
I bar sono ancora chiusi e non riapriranno criticando la conferenza stampa di Conte, che non è stata affatto perfetta, ma di certo non è stata neanche l’origine di ogni problema di questo paese! Leggere certi commenti soprattutto da gente che conosco, che ha una preparazione, che ha ruoli e preparazioni importanti, mi fa chiedere loro:
Ma lo sapete che siamo seduti su una polveriera? Ve ne siete resi conto oppure anche voi nel vostro intimo sperate che questo sia un complotto e che arrivino i supereroi della Marvel, della DC Comics, o anche solo l’italico Coccobil a spegnere la giostra e a far si che tutto torni come prima!?!

LE FERITE DEGLI UOMINI E DEI VIRUS

Ieri è successo qualcosa che non mi aspettavo e che mi ha lasciato davvero ferito. Sono stato criticato in maniera per me gratuita e puerile per essermi entusiasmato troppo per il 25 Aprile ed aver postato sui miei profili social canti e frasi della tradizione italiana partigiana. Non era la prima volta, ma le frasi, a mio avviso senza senso che riferivano poi di assembramenti gente per strada che “approfittava” dell’anniversario per violare le regole solo per farlo e senza capirne il motivo mi hanno ferito perché entravano sul personale e perché conosco la persona che me le ha rivolte da quando facevamo le scuole elementari insieme. Non solo. Sono stati rivolti degli apprezzamenti anche verso mio padre, un signore di 80 anni, che non ha la possibilità di vedere ed abbracciare da mesi. Se non bastasse mi si è sembrato che si contestasse il mio essere troppo “partigiano” e soprattutto che si criticasse l’uso che faccio della mia dialettica.

Mi è venuta in mente una frase che amo molto di Michel Foucault, uno dei più grandi pensatori dell’ultimo secolo, che in Microfisica del Potere del 1977 ha scritto:
Il sapere non è fatto per comprendere, è fatto per prendere posizione”.
Sono stato ferito dalle parole di quella persona perché conosce la mia storia, perché sa che due anni ero a Parma e mi stavo riprendendo da un lungo e difficile intervento per l’asportazione di un male al cervello che molto probabilmente mi avrebbe ucciso. Sono stato ferito perché sono coinvolta la mia famiglia, che amo, e che in quei giorni era il vero scudo protettivo fra me ed il male. Sono stato ferito dagli uomini e non dal virus. Sono stato ferito dalle parole e dalle chiacchierare mentre sto continuando a guarire dalla malattia e lo dico incrociando le dita visto che dopo l’estate dovrò recarmi di nuovo in ospedale, fuori regione, per i controlli oncologici. Sono stato ferito, ma non rinuncio a prendere posizione. Credo che ci sia una parte politica in questo paese che sia composta da pericolosi cialtroni. A me sembra evidente e lo dico. Io mi espongo. Espongo tutto il corpo dei miei pensieri e delle mie parole! Potete non essere d’accordo e contestarmi ma lasciate stare chi amo. Nessuno mi paga per questo. Lo faccio perché “prendo posizione” anche se preferirei anche io di gran lunga fare una passeggiata in riva al mare mano nella mano con mia moglie. E’ uno dei miei desideri più grandi. In fondo sono un uomo semplice, anche se con una “grande dialettica” come mi è stato detto,Buongiorno e Scusate il disturbo.

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