Rodari

#14Aprile Caro maestro Rodari e Cara sorella Sarajevo

LA FANTASIA AL POTERE

Rodari

Oggi sono esattamente 40 anni che è morto Gianni Rodari, uno di quegli uomini che servono sempre e purtroppo sempre vengono dimenticati. Si leggerà “specializzato in letteratura per l’infanzia”. Vero, però per me è specializzato in letteratura per il risveglio. Grammatica della Fantasia è uno di quei libri che uno dovrebbe tenere sul suo comodino, come un sacerdote tiene una bibbia, o Bukowski teneva il giornale delle corse dei cavalli.

Certo i bambini sono importanti, fondamentali, ma ancora più importante è il bambino che abbiamo in noi, quello stupore infantile a cui Elemire Zolla dedicò un bellissimo libro.Coltivare il bambino che è in noi significa avere la forza di sognare ed avere fiducia nella speranza, di cadere e piangere come se non si avesse più vita, ma si fosse precipitati nelle gole dell’inferno, ed immediatamente un attimo dopo rialzarsi senza neanche preoccuparsi delle sbucciature o della stoffa rovinata dei vestiti.E le lacrime pesano. Quanto?

La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quello di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.

Insieme a Vladimir Propp, lo straordinario antropologo e linguista russo autore di Morfologia della Fiaba , ci ha consegnato le chiavi della fiaba senza per nulla scalfirne il loro potere. Anzi!

La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.

E’ il motivo per cui ancora oggi noi abbiamo un bisogno fondamentale di NARRAZIONE, che non significa ascoltare menzogne, ma significa avere strumenti per comprendere gli eventi della vita che abbiamo di fronte. Pandemia inclusa. Perché ogni cosa può essere compresa se narrata.

Le favole dove stanno?
Ce n’è una in ogni cosa:
nel legno del tavolino,
nel bicchiere e nella rosa.

A volte proprio raccontando favole ai bambini o leggendogliele risvegliamo in noi questa potenza. Favole sono tante cose, i film, i videogiochi ed ogni altra cosa permette il contatto!

rodari

Inoltre Rodari è l’autore di una delle frasi che ogni tanto mi passano in testa come un mantra, come un haiku del sol levante e che mi fa stare bene in alcuni momenti diffcili:

In cuore abbiamo tutti un cavaliere pieno di coraggio,
pronto a rimettersi sempre in viaggio.

Dobbiamo avere rispetto per quel cavaliere e trattarlo bene.

IL DOLORE NEL CUORE E NEGLI OCCHI

L’ho sentito ricordato poco. Nonostante la pandemia gli anniversari dolorosi vengono sempre ricordati questo no.

sarajevo

Il 5 Aprile del 1992 iniziava l’assedio di Sarajevo durante la guerra in Bosnia. Finirà il 29 Febbraio 1996. Quasi quattro anni di assedio, fra i più lunghi di tutto il ventesimo secolo. Alcune stime parlano che le vittime furono circa 12.000, 50.000 i feriti, quasi il 90% fra i civili. A fine assedio la popolazione si era ridotta di due terzi.

Molte delle vittime non avranno mai un nome, non avranno mai neanche la possibilità di essere piante.

sarajevo

Quando sento dire che noi siamo la prima generazione a vivere nell’incertezza mi viene in mente l’immagine di questa donna che corre per sfuggire ai colpi di uno dei tanti cecchini delle varie fazioni che si allenavano a colpire i civili. Sarajevo venne chiamato la “città martire”. In km è più breve la distanza fra Roma e Sarajevo, che quella fra Milano e Palermo.
Non siamo la prima generazione a vivere nell’incertezza. Ci siamo solo svegliati in maniera brusca da un sonno che è stato alimentato dal sangue, dal sudore di molti altre persone nel mondo. Molto vicine a noi.
Eppure a Sarajevo sono sicuro che ci sia ancora qualcuno che legge e racconta favole ai loro bambini.
Ci sono ancora cavalieri pieni di coraggio pronti a rimettersi in viaggio.

 

Buongiorno e Scusate il disturbo

 

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