Utopia 2: Bruno Vespa e la sovrappopolazione mondiale

utopia2 La volevamo e l’aspettavamo. Finalmente è arrivata la seconda stagione di Utopia, serie britannica di Channel 4, importante tassello del tv british reinassance, che oramai annovera una serie di titoli fra i migliori degli ultimi anni nel panorama mondiale. Ne avevamo parlato in un post a settembre dello scorso anno, quando eravamo rimasti quasi folgorati dai vari aspetti di questo racconto televisivo, sia narrativi che estetici. Già da allora si premeva per vedere la seconda stagione, per sapere quale sarebbe stato il destino di questa strana pattugli di personaggi che ruotano intorno a Jessyca Hide e a Giano. Finalmente sono tornati.

La prima puntata è come un prequel che ci introduce alle origine di Giano, la proteina necessaria a bloccare lo sviluppo della riproduzione umana, creata da Philip Carvel, geniale scienziato e padre di Jessyca Hyde e Pietre. Tom Burke (già visto come Athos in The Musketeers) è seduto su una panchina di Piazza di Santa Maria in Trastevere a Roma con accanto Jessyca ed in piedi un uomo. I due guardano dei disegni e ridono, poi il padre si allontana ed entra in una macchina. Si siede e accanto a lui c’è Milner da giovane, interpretata da Rose Leslie (la bruta Ygritte de Il Trono di Spade). Al volante c’è Mino Pecorelli, o meglio un attore che lo interpreta. Viene rivelato che è stata la Cia a complottare per uccidere Aldo Moro sempre per la faccenda di Giano.
Utopia 2 inizia proprio con un video di repertorio di Bruno Vespa che annuncia il ritrovamento del cadavere di Moro. Finalmente veniamo a sapere tante cose che completano il puzzle della prima stagione.

Nella seconda puntata torniamo al presente per sapere che fine hanno fatto i nostri protagonisti. Vanessa è tenuta prigioniera in Kazakistan, Wilson Wilson ora lavora per la Milner, Grant vive con Ian ed insieme ritroveranno anche Becky. Giano è pronto ad essere distribuito nel vaccino contro l’influenza russa, un grande fake che servirà per fermare la grande minaccia dell’umanità, la sovrappopolazione. Le speranze non sono perdute, alla fine della puntata Vanessa fugge e la nostra squadra si ricompone in maniera rocambolesca, insomma alla Utopia.

Ritroviamo lo stile di regia e fotografia, i colori fluo, i campi lunghi, le musiche chill out che sottolineano l’azione. Non sappiamo quali saranno le evoluzioni previste da Dennis Kelly per questa stagione, però conosciamo il suo valore sia commediografo, sia per essere stato nel team di Spooks, serie spy che per molto tempo ha appassionato gli inglesi. Spooks è ora interesse degli americani, che vogliono farne una remake, ma non contenti vogliono anche fare un remake di Utopia, pare proprio che l’HBO sia fortemente interessata, David Fyncher compreso. Io non sono contrario ai remake, ci sono stati casi in cui sono venuti meglio dell’originale, ma con i prodotti inglesi cambia tutto. C’è una difficoltà a tradurre certe caratterizzazioni tipicamente britanniche, che piacciono molto ovunque, e di cui viene fatta tabula rasa per mettere elementi più convenzionali. In un remake di una serie come Utopia potrebbe valere il successo stesso dell’operazione, siamo in un’atmosfere da thriller allucinato, in cui il bilanciamento fra scrittura e messa in scena e molto delicato. Noi per ora ci teniamo quello inglese, per il futuro staremo a vedere.

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