True Detective 2 o L’ultima era dell’uomo

Si, è vero. Lo aspettavamo. Alcuni hanno giornali e blog italiani hanno scritto che rimpiazzerà il vuoto lasciato da Il Trono di Spade. Per fortuna Nic Pizzolatto, il creatore della serie, non credo legga l’italiano, altrimenti farebbe una strage. La prima puntata ha messo in luce varie cose, fra cui un grande cast, un’eccellente costruzione narrativa e molto altro. Niente a che vedere con prodotti deboli e scontato. C’era timore e preoccupazione per il debutto di Colin Farrell e Vince Vaugn, non è affatto facile sostituire l’affiatamento visto da Matthew McConaughey, forse l’attore migliore nel biennio 2013-2014, e Woody Harrelson. Allora che si fa?
Si cambia tutto.
Già dalla sigla si ha tutta un’altra prospettiva. Dalla Louisiana andiamo a Vinci, California del Sud, un salto di circa 3.000 km. Sigla d’apertura, stavolta è un Leonard Cohen con la voce roca.


Molti non l’hanno apprezzata, io sono andato in visibilio, perché già in quella voce c’è l’essenza. Non a caso la seconda figura che si vede nella sigla, dopo Colin Farrell, è quella di David Morse. La canzone, Nevermind, inizia col verso The war was lost. Quale? Non è facile cercare un riferimento storico visto l’attività bellica degli Stati Uniti e sono più propenso a pensare che si tratti di una metafora. David Morse per ora fa solo un cameo, importante, ma è una sorta di guru in una comunità in un posto come Big Sur, scogliera cara alla Beat Generation ed è lui che dice “siamo all’ultima età dell’uomo. Inoltre, molto importante, è il padre di Antigone “Ani” Bezzerides, ovvero Rachel Mac Adams, molto brava qui, nel ruolo della poliziotta fuori di testa che non riesce ad avere una relazione stabile ed esagera con l’alcol. Altro cambiamento, perché non abbiamo due poliziotti maschi, ma misti. Colin Farrell è padre di un figlio non suo, un uomo dalla personalità violenta che comunque ha un forte legame col figlio e che non vuole perdere. Qui non siamo neanche in una grande metropoli, ma nell’area metropolitana di Los Angeles, una grande conurbazione che ha perso le caratteristiche della città. Tanto che l’altro personaggio interpretato da Vince Vaughn, che ha un passato da attore brillante, ma che è splendido finora in questo ruolo drammatico, rappresenta una società che vuole costruire una ferrovia lungo la California. Una storia di corruzione è organizzazioni criminali. Qui non c’è più il bene e il male, c’è solo il male. Perché The War was lost/ ho firmato il trattato/ attraversato il confine. Niente è un caso in questo tema musicale, a oltre vent’anni da The Future, che annunciava gli incubi di fine millennio, ed era la colonna sonora di Natural Born Killers di Oliver Stone. Coincidenze? Io non credo proprio.
Al di là della battuta c’è il fatto che ogni narrazione di questo tipo è complessa ed ogni elemento rimando a qualcosa di altro, da svelare, forse come fosse un gioco si specchi o un puzzle che diventa sempre diverso.

Al di là del male, della corruzione e del criminale, c’è la famiglia, non quella tradizionale, quella da “family day”, anzi quella è il bersaglio, perché è un inganno da svelare, non da distruggere, perché oramai non c’è più nulla da abbattere. L’uomo è venuto a patti col male, ma l’ha fatto in segreto e al livello personale, per cui deve mantenere la sua facciata pubblica. Per cui un importante funzionario pubblico viene fatto girare per le strade su una limousine con gli occhiali da sole. Peccato sia solo un cadavere e casa sua sia una sorta di installazione devota al feticismo sessuale. Cadavere che poi viene scoperto per caso da un agente motociclista sospeso, che sta spingendo di notte la sua moto al massimo, proprio perché la sua facciata pubblica si è incrinata. Gli occhi del cadavere sono stati bruciati, altra metafora. Perché? Tutto da scoprire. La metafora di questa stagione di questo crime anthology, formato che sta diventando sempre più frequente in USA ora, è l’autostrada e le colline. E’ una corsa con posti dove nascondersi e praticare il male in privato? Troppo presto per dirlo. Quello che si può dire è che Pizzolatto maneggia la storia egregiamente. Non so se sarà meglio della prima stagione, non m’interessa, perché qui sarà tutto diverso.
L’episodio si chiude con Nick Cave, accompagnato dall’amico e collaboratore Warren Ellis,  che resta uno dei musicisti preferiti. Anche qui parole è musica non sono a caso.

All the gold in California is in a bank in the middle of Beverly Hills
In somebody else’s name, so if you’re dreaming about California
It don’t matter at all where you’ve played before
California’s a brand new game

Tryin’ to be a hero, winding up a zero
Can scar a man forever right down to your soul
Living on the spotlight can kill a man outright
‘Cause everything that glitters is not gold

And all the gold in California is in a bank in the middle of Beverly Hills
In somebody else’s name, so if you’re dreaming about California
It don’t matter at all where you’ve played before
California’s a brand new game

All the gold in California is in a bank in the middle of Beverly Hills
In somebody else’s name, so if you’re dreaming about California
It don’t matter at all where you’ve played before
California’s a brand new game
Brand new game
A brand new game

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