The Leftovers: i rapiti e i residui

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Damon Lindelof insieme a Tom Perrotta, autore del romanzo “Svaniti nel nulla“, sono gli ideatori di questa nuova serie targata HBO. Siamo in presenza di un prodotto atteso, nonostante la programmazione estiva, ma oramai il mondo della tv non si ferma per le vacanze, anzi a volte accelera. Siamo in presenza di una schema alla Lost:

evento traumatico
mistero da scoprire
disseminazione degli indizi
esplosione delle storie.

Questo processo non solo spesso non è in sequenza, ma lavora in parallelo, ma molto spesso si ripete e salta. Io vedo lo dico sin da subito, per in The Leftovers non sapremo mai la verità.
In certe narrazioni e cominciano ad essere numerose l’obiettivo non è più la risoluzione del conflitto, ma la permanenza del meccanismo stesso. Questa serie lancia subito la sua promessa, la sua intenzione, basta vedere questa immagine:

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We are living reminders – Noi siamo dei ricordi viventi, anche se sarebbe più giusto dire dei “ricordatori” o dei meccanismi che ricordano. C’è uno scarto fra Lost e Leftovers e sono gli “eventi”. Questa serie parte dalla scomparsa improvvisa del 2% della popolazione mondiale, così all’improvviso, senza segnali, senza spiegazioni. Cosa sia successo nessuno lo sa. Quello che si sa è che ci ritroviamo tre anni dopo, nella classica cittadina americana alle prese con i “rimasti”, quelli che nel caso sono stati scartati. Si, avete letto bene, perché si cerca una escatologia del fenomeno e perché non usare il “Rapimento della Chiesa”? Non si tratta di un’azione del Vaticano, ma di una dottrina legata alle chiese cristiano evangeliche, che vede la seconda venuta di un figlio divino legata all’Apocalisse, ma prima i giusti ascenderanno direttamente in paradiso. Il complotto qui non c’è, o meglio viene chiamato miracolo.

Molto interessanti le sequenze di sfondo di una commissione del congresso americano che ha chiesto ad uno staff di esperti di scoprire come la “scomparsa” possa essere definita un miracolo. Gli scienziati parlano di miracolo come di evento fuori dall’ordinario, ma non definiscono l’evento come opera di un dio. Allora salta tutto! Jean Baudrillard, uno dei filosofi massimi del postmoderno, scrisse a proposito degli eventi:

Sono d’accordo, ma c’è la necessità, profonda e imprescindibile, di una spiegazione, meglio se collegata al nostro sistema culturale e antropologico, quindi la religione è perfetta. Anche gli Ufo andrebbero bene, tutto ciò che è conosciuto rassicura. Il caso spaventa e la mancanza di una causa, scientifica o parascientifica, ci lascia sgomenti, noi abbiamo bisogna di qualcosa, come recitava il manifesto con l’Ufo nell’ufficio di Fox su X-Files: I want to believe! Per questo motivo siamo più invasi da teorici del complotto.

Ancora due pensieri di Baudrillard:

L’evento prodotto dall’informazione non possiede più di per sé un valore storico.

Le cose ci scoprono nello stesso tempo in cui noi scopriamo loro.

Proprio per questo il meccanismo diventa sempre più importante della storia e della sua risoluzione. Quante stagioni avrà Leftovers? Chi può dirlo! Se le audience saranno alta sicuramente 5 o 6, altrimenti massimo 2 o 3. Sicuramente abbiamo appena grattato la superficie nell’analizzarlo.

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