Serie teen: The 100 e The Magicians

Scrivere serie teen non è facile. Recentemente abbiamo parlato di due nuove produzioni, Shannara e Shadowhunters, molto insoddisfacenti, però non sono tutte brutte. Ce ne sono un paio che qui a Io e Orson ci sentiamo di segnalare. La prima è The 100, arrivata alla terza stagione sulla rete CW, e l’altra è The Magicians, di marca SyFy e Show case. Credevo di aver già scritto di The 100, visto che la seguo sin dall’inizio, invece avevo lasciato vuoto questo spazio. Poco male, visto che la serie dalla seconda stagione è migliorata davvero molto. Come sempre andiamo con ordine.

Tutto si basa sulla trilogia di romanzi di Kass Morgan e sul lavoro dell’autore/produttore Jason Rothenberg. Vediamo di riassumere gli eventi: 97 anni dopo che una guerra nucleare globale ha sconvolto il pianeta Terra, del genere umano rimane solo una stazione spaziale, l’Arca, un complesso di 13 stazioni spaziali minori che si trovavano in orbita al momento del disastro. Tre generazioni sono sopravvissute nello spazio. L’Arca ha leggi molto severe per mantenere l’ordine: chi trasgredisce viene punito con la morte per espulsione nel vuoto. L’Arca però sta morendo con l’aumento della popolazione e con il rapido deteriorarsi degli impianti di riciclo. I membri del Consiglio decidono di inviare sulla Terra cento delinquenti minorenni, detenuti per la maggior parte,  per verificare se il pianeta è nuovamente abitabile. Tra loro ci sono Clarke Griffin, figlia della Consigliera e medico dell’Arca, Abigail Griffin, e del capo ingegnere, Jake Griffin; Wells Jaha, figlio del Cancelliere Thelonius Jaha; il temerario Finn Collins; Bellamy Blake, che si è intrufolato nella navicella poco prima della partenza, e la sua segreta sorella Octavia; i due amici Jasper Jordan e Monty Green. Questi giovani ragazzi intraprenderanno un viaggio molto pericoloso su un pianeta per loro affascinante ma sconosciuto e dovranno trovare un modo per superare le differenze, unire le forze e creare un nuovo inizio sulla Terra che ormai è completamente cambiata: è selvaggia, primitiva e piena di insidie. Apparentemente. Nella seconda stagione si scopre che c’è una base dentro Mount Weather, dove alcuni dei 100 vengono rapiti e portati. Lì si erano radunati i sopravvissuti alla catastrofe atomica. Per la prima volta ci sarà un’alleanza fra gli Skycru, quelli dell’Arca, e i Grounders, i terrestri attuali, contro Mount Weather. Un massacro che apre la via a storie molto più complesse. Qui parte la terza stagione.

Fra tribù che parlano lingue nuove e che ricordano scenari da Conan il barbaro, intelligenze artificiali, guerre civili fra gli skycru, storie interrazziali e omosessuali si muovono i personaggi, quelli rimasti e quelli nuovi. La prima stagione è andata discretamente, ma dalla seconda e l’attuale terza hanno aumentato il loro successo, grazie ai colpi di scena, anche grossi, e alla crescita dei ragazzi. Attualmente c’è una sorta di guerra civile che nessuno sa come finirà, anche perché se non riusciranno a venirne fuori, saranno distrutti dalle altre 12 tribù dei grounders.
Questa capacità di deviare da una trama lineare, a volte anche in maniera grossolana, e il grande numero di personaggi hanno fatto della serie un buon prodotto per la fascia teen.

The Magicians è un’altra cosa. La trilogia di Lev Grossman da cui è tratta la serie è una versione per giovani adulti degli amanti di Harry Potter. C’è una scuola di magia, ma a New York e non siamo in una landa inglese, ma dentro un college americano, quindi con tutti gli annessi e connessi. La magia è reale e soprattutto pericolosa e bella. Come una droga.

All’inizio la serie era carina, ha un buon pilota, ma anche qui ci sono molti personaggi, addirittura una scuola di magia non ufficiale e quindi l’avevo lasciato perdere. Uno degli altri membri di Io e Orson mi ha quasi obbligato a vederla. Mi ha coinvolto il fatto che il mago più potente abiti al Polo Nord e si chiama Majakovskij, come il grande poeta russo – sono sensibile a queste cose – e devo dire che le ultime puntate hanno avuto un miglioramento. Siamo sempre nell’ambiente dei college americani, che hanno una filmografia sterminata, insieme alla lotta fra fazioni del bene e del male, inoltre, come The 100, il gran numero di personaggi permette che ci siamo morti e scomparse che normalmente non ci sarebbero.

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