The Night Manager: una gran bella storia di spie

Da stasera su Sky Atlantic HD si potrà vedere The Night Manager, ultima miniserie tv tratta da un bestseller di John Le Carrè. Siamo riusciti a vedere l’anteprima dell’episodio numero uno solo con poche ore di anticipo rispetto alla messa in onda e siamo stati favorevolmente colpiti. La produzione è BBC, realizzata dalla Ink Factory, società dei figli di Le Carrè che sono stati molto attenti all’adattamento contemporaneo visto che il libro omonimo è del 1993. Grandissimo trio di attori: Tom Hiddleston, il Loki fratello malvagio di Thor nei film della Marvel, Hugh Laurie, il Dr. House che qui interpreta un gran villain e Olivia Colman, il sergente Ellie Miller di Broadchurch. Se non bastasse alla regia c’è Susanne Bier, danese e vincitrice dell’Oscar nel 2011 per In un mondo migliore.

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Contro Trump votate Underwood!

Frank Underwood è sicuramente un candidato alle presidenziali americane 2016 più credibile rispetto a Donald Trump, come lo sarebbe la first lady Claire Underwood rispetto a Hillary Clinton. Attenzione non sto parlando di due grandi attori come Kevin Spacey e Robin Wright, ma proprio dei due personaggi usciti fuori dalla serie tv House of cards imperniata sulle vite della coppia presidenziale, gli Underwood, in crisi dalla fine della terza stagione, e ora separata in casa. Diciamo così. La quarta stagione è cominciata. Promette bene, ma ho imparato a diffidare delle promesse, come di certi articoli che tentano di mettere in cattiva luce la serialità televisiva. Continua a leggere

Penny Dreadful – La seconda è anche meglio

 

Quando arriva il caldo ti frega, soprattutto se come me non vuoi l’aria condizionata in casa, motivi sensati, mica stranezze stile scie chimiche. Rallentato dalle vette di questa canicola capitolina, oltre alle altre e grandi difficoltà di vivere in questa città, mi sono difeso godendomi alcune fra le serie migliori dell’anno. La fine della seconda stagione di Penny Dreadful non ha solo confermato quello già scritto per la prima stagione, ma ha fatto di più. Non c’è solo la bellezza di Eva Green, che riesce a essere brava, sexy e inquietante, ma ha messo mostra le capacità narrative di John Logan, oltre a quelle dell’intero cast. Insomma perdere Penny Dreadful nel 2015 è perdere un modo di vedere i generi, soprattutto del passato, visto che parliamo anche della letterartura d’appendice vittoriana, traslati e modernizzati. Continua a leggere