Il sapore della mutazione

Piccola pagina di diario personale

Jenny Saville

L’immagine è un quadro di Jenny Saville

La vita di una persona consiste in un insieme di avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme.”

“Se il tempo deve finire, lo si può descrivere, istante per istante, – pensa Palomar, – e ogni istante, a descriverlo, si dilata tanto che non se ne vede più la fine.”
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Montalbano e l’omaggio della serie tv a Camilleri

Il ritorno di Montalbano su Raiuno

Montalbano

Lunedì scorso è andato in onda su Raiuno il primo dei due nuovi film della serie televisiva dedicata al Commissario Montalbano. Chi segue Percorsi Seriali sa che non parlo spesso di serie tv italiane, non è per snobismo o per esterofilia, piuttosto per un percorso che cerco di fare attraverso le colonne del giornale. Certo però sono anche io uno spettatore delle avventure del commissariato di Vigata, ambientato nella bellissima Ragusa, e soprattutto sono stato prima di tutto un lettore del suo deus ex machina, quel grandissimo scrittore che è stato Andrea Camilleri. Una volta Georges Simenon, che non è stato semplicemente il creatore di Maigret, ma uno dei più grandi scrittori del novecento, ha detto: “E’ conoscendo meglio la vittima che si scopre l’assassino.” Continua a leggere

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#26Marzo : #iorestoacasa e #micichallenge, perché abbiamo creato Pandemica Narrazione

Foglietto 26 Marzo

Il racconto è un’operazione sulla durata, un incantesimo che agisce sullo scorrere del tempo, contraendolo o dilatandolo.

Oggi partiamo proprio da questa citazione del maestro Italo Calvino. Il racconto è un incantesimo, il racconto è un arma. Incredibilmente potente e soprattutto necessaria. Oggi più che mai.

Troppo spesso c’è confusione su quello che è davvero il racconto, come qualcosa che è solo una forma di svago. Lo è, ma questo è una sua funziona secondaria.
Il racconto è comunicazione e senza comunicazione non esistono gli uomini.
Patrick Modiano, romanziere Francese ha detto:
Il romanziere è un sonnambulo, un chiaroveggente, un visionario, un sismografo.

Vero. Troppo spesso solo a posteriori ci si è accorti di quanto gli artisti hanno sentito i cambiamenti, gli hanno percepiti, registrati e comunicati.
Li hanno raccontati. Continua a leggere

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Zero Zero Zero: la droga corre come i virus

Zero, Zero, Zero: La droga è un virus, oppure il virus è una droga?

Ogni tempo, ogni luogo, ha un suo tempo ed una sua velocità. Lo stiamo imparando molto bene in questo periodo in cui il Covid-19, il coronavirus del momento che sta colpendo il mondo, e ci sta dando una nuova dimensione del tempo e dello spazio. Perchè il virus non conosce muri, né frontiere. C’è un’altra cosa che non conosce frontiere e muri: la droga. Nonostante i dati più recenti dimostrino che in Italia non esiste un’emergenza criminale – l’Istat registra oltre 500.000 crimini in meno negli ultimi cinque anni rispetto al quinquennio precedente – c’è invece un’emergenza che riguarda il consumo delle droghe sempre più alto. L’età del consumo, inoltre, si abbassa sempre di più. Recentemente mi è capitato di leggere un dossier che parla di bambini di otto anni che iniziano a sniffare colla per poi passare a cocaina e pasticche. Si, parliamo di bambini. Se vi chiedete dove trovano i soldi allora siete rimasti ad un’immagine molto vecchia della cocaina come droga dei ricchi, mentre oggi è un prodotto di basso livello sempre più economico, riempito di additivi chimici che la rendono ancora più pericolosa per i consumatori. Un’espansione che avviene in un regime di totale proibizionismo delle droghe. Questa introduzione è necessaria per parlare di Zero, Zero, Zero la serie tv in onda su Sky, una grande coproduzione internazionale, fra cui l’Italia ha un posto di primo piano, tratta dal libro-inchiesta di Roberto Saviano. Un prodotto narrativo fortemente ambizioso, che racconta una consistente parte dell’economia criminale del mondo, molto diverso da Gomorra, che nasceva anch’essa da un libro di Saviano, e da Suburra, che avevano  dimensioni più metropolitane e legata alla criminalità di un contesto geografico chiaramente più definito. Qui il campo da gioco è il mondo intero e gli steccati ed i confini sono saltati. Sono i soldi a parlare in ogni settore sociale, in ogni lingua, in ogni paese. Continua a leggere

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Scrittura collettiva: passato o futuro?

Recentemente ho realizzato una lunga recensione sul nuovo libro di Lou Palanca, Ti Ho vista che ridevi, per il Quotidiano del Sud e mi sono ritrovato di fronte al fenomeno della scrittura collettiva. Se parliamo di gruppi come Wu Ming e i calabresi Lou Palanca siamo di fronte a romanzi di ottima fattura, al di là dell’argomento stesso, però bisognerà riflettere sul futuro dell'”editoria digitale”, come spesso viene indicata la scrittura collettiva. C’è chi addirittura ne ha fatto un metodo. Ma è davvero il futuro? O il passato? Banalmente direi che è il presente. Continua a leggere

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