Expo-Noexpo: La Grande AbBuffata

Ho scelto questa come immagine, tratta dal film La Grande Abbuffata di Marco Ferreri del 1973. Non so quanti di voi l’abbiano visto, non credo molti, visto che in tv passa pochissimo, magari in qualche cineclub – ma chi li frequenta più. Eppure è di un grande regista e pieno di attori straordinari, nonostante la critica allora lo bocciò e fu tagliato dalla censura per le scene di sesso. La storia di 4 uomini che si chiudono in casa e decidono di mangiare fino a morire. Ho scelto questa immagine stimolato dal bel post del compare Giovanni Scrofani – a cui concedo anche il bold – per parlare di alcune cose viste dopo l’inizio dell’Expo milanese. Ah l’Expo!

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La povera piccola ghostwriter di Renzi

Sembra una cosa scritta da Andersen. Una di quelle fiabe tristi, strappalacrime e spaccacuore. Oddio poverina! Cara Andrea Marcolongo, io non ho niente contro di te, anzi, ti offro la mia solidarietà, visto che anche io, come molti altri ho vissuto una situazione di questo tipo: il lavoro non pagato. Devo ancora finire di ricevere dei soldi per un film che è passato su Raidue. Non è l’unico caso che mi riguarda, su altri c’ho fatto una croce sopra. Però questa storia e soprattutto l’attenzione che ti stanno dando finirà presto. Non è rivolta a te.

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Clonate Renzi

clones-opener

Non ci si poteva fermare alle Europee? No, c’erano le amministrative e tutti i conseguenti ballottaggi da fare. Stamattina, quando l’Unità mi è apparsa con il titolo “Il Pd tiene, ferita a Livorno” mi sono chiesto cosa fosse successo. Per fortuna che sui social sono tutti livornesi anche se residenti o in Canada o in Turkmenistan, o nati in altri comuni d’Italia, ma questo non conta, perché oggi ICH BIN LIVORNER!

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Vincitori, vinti e la retorica del voto

castamereLe elezioni europee sono finite, scrutinio terminato e trenini da carnevale di Rio in quel villaggio vacanza che è diventato il Nazareno, sede centrale del PD a Roma. Perchè stavolta c’è un vincitore, Matteo Renzi, plenipotenziario premier e segretario e ci sono anche degli sconfitti, l’M5S e Beppe Grillo. Per la verità c’è un grande vincitore, con altri che hanno vinto, e c’è un grande sconfitto, con altri che hanno perso. Stavolta non si può dire “hanno vinto tutti”.

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#onoioloro Chi? Un post orgogliosamente zombie

Finisce finalmente un’orribile campagna elettorale per merito di tutti, nessun escluso, segno più che evidente che oramai siamo su pezzi di un relitto che una volta si chiamava democrazia occidentale e che oramai non naviga più. Ci siamo ritrovati in un brodo di citazioni del passato, senza risposte, con claim gettati come fossero simulacri senza riferimento, siamo nel ritornello, senza ricordare la canzone. Mi soffermo su un hashtag che è andato molto forte in questo periodo: #onoioloro. E’ dei cinquestelle. Non mi sono simpatici, mai nascosto, del resto neanche per gli altri ho simpatie, solo che qui non ci si accorge che siamo su un piano pericolo: la creazione del nemico.

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