Zombie sul lettino. Oppure siamo noi?

L’immaginario è ormai occupato – ma c’è ancora tanto spazio – da figure che possiamo assimilare alla categoria del post-umano. So bene che il post-human riguarda un dibattito estetico – filosofico complesso, però noto che negli ultimi anni si sono moltiplicati i prodotti narrativi centrati sulla psicologia di supereroi, zombie e altri personaggi, che derivano dall’umano, o che hanno una lontana “parentela”. Prima o poi dovremmo farci i conti. Prendiamo la differenza fra due serie tv sugli zombie come The Walking Dead e In the flesh.

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TV e TW: come la tv è sopravvissuta alla rete

TV e TW: come la tv è sopravvissuta alla rete

Eppure doveva essere morta. L'avevano detto in parecchi, l'avevano annunciato proclamato, come profeti invasati, predicando un futuro, quasi vulcaniano, di pace e prosperità, c'è chi ancora ci crede. La TV è ancora viva, anzi sembra che siano stati proprio i social network. Che si chiami second screen o altri, oggi Twitter, maggiormente, è occupato per la metà da commenti sugli show televisivi. Potremmo sostenerlo dando un'occhiata alle nostre TL, ma in soccorso chiamo un post del NYT, uscito dopo il season finale di Breaking Bad. Potrei citare anche le liste dei vincitori di quest'anno dei Tweet Award e della Blogfest, per sottolineare quanti di loro sono personaggi non solo con molti passaggi televisivi, ma soprattutto di quanto siano connessi allo schermo.
Non è la televisione di prima, come non è la rete di prima. Credo sia dalla fine degli anni 90 che io insisto sull'ibridità e sulla liminalità di certe zone di visione e intrattenimento, quando per un periodo l'intrattenimento è stato definito un crimine, ma si scontano i ritardi sulla comprensione del pop, tanto i soloni e le cassandre ci sono sempre, lanciano anatemi e poi camminano sui red carpet. Aggiungo anche quelli che invocano il razionalismo scientifico ma si comportano in maniera fideistica con la tecnologia, dimenticando la lezione di Pirsig in Lo Zen e l'arte di manutenzione della motocicletta. Si ricomincia anche a parlare di Auditel, mai scomparso, incrociato col traffico dei tweet e degli hashtag, cercando di fornire una panorama sempre più preciso, cosa molto difficile, in un panorama dove la molteplicità e la competitività delle fonti è al suo apice, almeno per ora.

Siamo immersi in una media-sfera totale, anche se fisicamente non siamo in prossimità di uno schermo, siamo nei social, anche se non ci siamo iscritti, perché tutto rimanda a questo universo, anche la carta stampata, che è stata la più snob in questo senso, oggi è totalmente agganciata a questo scenario. Il cambiamento è quello, come ricorda Pierluca Santoro in un suo post, quello dall'economia dell'attenzione a quella dell'intenzione.

TV e TW: come la tv è sopravvissuta alla rete

I player devono andare a prendersi i propri fruitori, sempre nella logica del "pull" e non del "push", come si diceva nel marketing anni 90. Un fruitore decide a chi dedicare il proprio tempo, e le risorse, e la difficoltà sta nell'intercettarlo. Di qui c'è la questione di quale strategie usare. Alcuni credono ancora che sia la "quota di voce" ancora la parte più importante, eppure abbiamo visto fenomeni prendere campo senza essere così presenti, come ne abbiamo visti altri riuscire ad imporsi senza risorse economiche stanziate potenti, o fallire in presenza di grandi investimenti. Alla base di tutto questo credo ci sia il grado di pervasività che aumenta ma in un'accezione differente da prima. Così la televisione si è riguadagnata un posto di nuovo principale, perché grazie alla tecnologia dei personal media, è di nuovo ovunque.

La Calabra Fenice

La Calabra Fenice

Due post per parlare di quello che è successo a margine dell'orribile delitto di Corigliano Calabro, ma non del delitto in sé. Parliamo di luoghi comuni, rabbia, social, femmine e altro.
Il primo è mio, pubblicato poco fa su Intervistato, il secondo è di una femmina calabra, La Cornacchia, che torna a scrivere dopo un po' di assenza.
Comunque ci saranno sempre "luoghi comuni e più feroci" come diceva De Andrè.

Sparare. Di colpi, pregiudizi e cazzate

Sparare. Di colpi, pregiudizi e cazzate

Ieri di fronte a Palazzo Chigi un uomo, armato di pistola, ha esploso 6 colpi d'arma da fuoco ferendo due carabinieri, uno rischia la paralisi per un danno midollare, che erano lì per servizio d'ordine. Chi era l'uomo? Qui si è aperto il balletto dell'informazione. All'inizio si è detto un maghrebino. La rete esplode al sapere che in realtà si tratta di un italiano, scatta l'indignazione verso il pregiudizio: sempre le solite storie, riponete le svastiche, Basta!. Poi arriva la descrizione finale, definitiva, senza se e senza ma: Un calabrese in giacca e cravatta.Questa è il nuovo uomo nero, baubau, mostro, uomo ombra, drago dalle sette teste, cerbero, demone e molto altro.

 

Calabrese in giacca e cravatta
Cosa vuol dire un calabrese in giacca e cravatta? All'inizio si era anche detto un italiano d'origine calabrese, come se la Calabria fosse una colonia, una terra occupata, una parte irredenta. Qualcuno si arrabbia, ma pochissimi, e i calabresi, con giacca o senza, con gonna e reggiseno, sfoderano un'ironia senza pari, mentre il resto tace, come se fosse normale, come se non bastasse l'equazione calabrese='ndranghetista, ma adesso avesse anche un dress code adatto. Poi si viene a sapere che è di Rosarno, paese che è stato spesso al centro delle cronache, quindi va tutto bene. A quel punto mi aspetto un hashtag su twitter del tipo #iohounamicocalabrese! Io sono convinto che pochi altri luoghi avrebbero avuto lo stesso trattamento, però sicuramente ci sarebbe stato: un siciliano, un napoletano, un romano e…no, basta così. 

 

L'Identikit

Luigi Preiti, di anni indefiniti, perchè l'età ha oscillato dai 40 ai 60, è di Rosarno, ma ha vissuto vent'anni nei dintorni ad Alessandria. E' una vittima della crisi. Si, così viene descritto. Operaio che ha perso il lavoro e che poi è stata lasciato dalla moglie. Prima di dice anche che sia affetto da turbe psichiche! Poi no, allora diventa un disperato, al pari di quelli che si suicidano perchè non vedono la possibilità di un futuro anche a breve termine, una tragedia vera in questo paese. Partono le interpretazioni (o strumentalizzazioni) di sorte. Però Preiti è uno che era titolare di una piccola impresa che ha chiuso, che si è giocato parecchi soldi, che dopo tutto questo è stato lasciato dalla moglie. E' stato intervistato il fratello ieri, poi anche il figlio 12enne da Studio Aperto (e chi altrimenti!), si è saputo che era tornato a Rosarno e aveva comprato una pistola con matricola abrasa. Qui addirittura qualcuno ha ipotizzato che quest'uomo fosse stato armato dalla 'ndrangheta, io me li sono immaginati i boss, offesi, che pensavano a qualche  azione spettacolare per ribadire chi sono veramente, gente che controlla la maggior parte del mercato degli stupefacenti nel mondo. Neanche qui l'informazione ha capito molto, sia perchè era un po' troppo presa a specchiarsi, più bella di quello che al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, sia perchè la diretta, web e tv, porta ad un aumento del tasso di entropia, cioè più casino. Comunque dopo aver ferito i due carabinieri e una donna incinta, per fortuna un proiettile di rimbalzo l'ha solamente colpita di striscio, Preiti viene bloccato e arrestato.

 

Mentana e Brindisi

Prima di prodeguire va detto che il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, in serata si è scusato perchè lui e la redazione hanno troppo insistito sull'equivalenza calabrese='ndranghetista. Va bene, tutti possono sbagliare, specie in momenti così concitati. Passata la mezzanotte arriva così:

Amici calabresi, oggi avete sentito la vostra terra (dove nacque anche mio padre) citata mille volte, una non volutamente offensiva.Scusate

Enrico Mentana

Almeno quello, però non è la prima volta. Non so se vi ricordate che la primavera scorsa, a Brindisi, precisamente il 19 maggio, Giovanni Vantaggiato mise una bomba rudimentale all'entrata di una scuola di Brindisi, causando la morte della sedicenne Melissa Bassi. Oltre la tragedia fu il giorno che l'informazione andò nel caos: da Sandro Ruotolo che diede il nome e l'indirizzo di un sospettato, che non c'entrava nulla, un'azione che poteva finire in un linciaggio, fino a Mentana stesso che alla fine si scusò: "Evidentemente dobbiamo delle scuse a questa persona per averlo precipitosamente tirato in ballo”. Non fece il nome ma parlo de “la persona trasformata in mostro per 24 ore. “Tutti avevamo detto il cerchio si stringe, è quasi fatta. Ma la realtà è che non c’entrava nulla”.
Ieri c'è stato un clima che ricordava molto la giornata di Brindisi, tutti a inseguire la notizia più notizia, a voler dare tutti gli elementi senza neanche fermarsi a ragionare e, soprattutto e purtroppo, a inseguire l'ultimo tweet. Anche ieri si è respirato quel clima tragico e da parodia, da farsa.

 

Motivi e Motivazioni, Strumenti e Strumentalizzazioni

Preiti ha dichiarato che era sua intenzione colpire i politici e poi suicidarsi, ma poi non c'erano più pallottole nella pistola. Sa molto di richiesta di attenuante. Una pistola che lo stesso "sparatore" dice di aver acquistato 4 anni prima al mercato nero di Genova con 50 colpi, ma gli inquirenti credono che venga direttamente dalla Calabria, certi pregiudizi sono ovunque, ma staremo a vedere. 

Si indaga sul movente. Messo da parte l'infermità psichica, accantonato, ma per quanto, il legame con la 'ndragheta, adesso si è scatenata la pista politica, vedi strategia della tensione e terrorismo. Alemanno, sindaco uscente di Roma, spero non riconfermato, dice che chi ha sempre soffiato sul vento dell'odio verso la politica ora ne vede i risultati. Certo qualcuno a Preiti avrebbe potuto dire a Preiti che il governo giurava al Quirinale e non a Palazzo Chigi! Berlusconi è della stessa linea e ammonisce l'estrema sinistra, che lui identifica nel M5S, il perchè lo sa solo lui, a non giocare sul fuoco. D'altra parte M5S si dichiara non violenta e condanna il gesto, però sul blog di Beppe Grillo, Paolo Becchi pubblica un post in cui dice come questo evento porti al sostegno del neonato Governo Letta.Della stessa linea Vendola di Sel. Gli altri stanno in mezzo e aspettano. 
E qui ritorna ancora una volta il fantasma di Brindisi! Subito dopo la bomba la maggior parte dei soloni dell'informazioni, quello che se non fanno un commento, anche avendo solo un'agenzia, si sentono mancare, dissero che era una bomba della Sacra Corona Unita. Bastò qualche ora per capire che si trattava di molto altro. Sarebbe ricordare che le mafie quando hanno voluto colpire hanno usato altri mezzi, anche quando i poteri forti, hanno voluto colpire hanno usato altri mezzi ed entrambi i risultati, ma la memoria in Italia è labile e non coltivata, nonostante le banche dati. Si sono scordati anchi della mancata bomba, anzi inesplosa, allo stadio Olimpico, che avrebbe potuto fare strage di ben oltre un centinaia di carabinieri presenti per il servizio d'ordine.

Per non dire di chi sui social, e ce ne sono stati, ha manifestato approvazioni, per il ferimento dei due carabinieri, diventati anche loro altra specie, diversa dall'umano, come il calabrese in giacca e cravatta. Rimango all'informazione e vi mostro la tag-cloud delle news online di ieri, presa da @MarcoStancati su Twitter. Direi che dice moltissimo.

Tag Cloud News online 28 Aprile - Sparatoria Palazzo Chigi

Tag Cloud News online 28 Aprile – Sparatoria Palazzo Chigi

Altro non aggiungo, ma tanto quello che ottengono questi gesti è il reset del ragionamento, del pensiero critico, sono tutti impegnati a dire la proprio opinione come fosse l'unica sola. Ieri mi sono concesso qualche ora di pausa, perchè la nausea ti stringe la gola e la testa a sentire cose senza senso e logica, però viviamo nel post-presente e ce ne stiamo accorgendo. Che cos'è il post-presente? Prima o poi lo spiegherò bene, ma comunque è il momento dove il katzing ha trionfato, ma non è solo questo. DIciamo che è una luminescente cortina opaca che avvolge tutto. Sinapsi comprese.

Ultimissima cosa: se siete interessati all'informazione vi consiglio di leggere la Carta di Treviso, il decalogo del giornalista e il codice deontologico. Ci sono cose interessanti. Infrante.

SWG4: L’arma finale!

SWG4: L'arma finale!

Pare che il sor Grillo abbia ripensato all'espulsione che dovevano abbattersi sui senatori ribelli, rei di aver votato alle presidenze delle camere Boldrini e Grasso, definiti da Grillo la foglia di fico del PD. Definizione particolare visto che entrambi sono comunque stati eletti nelle file della coalizione di centro-sinistra. Piuttosto non ha ripensato alla scelta di fare Claudio Messora, autore dell'intervista al caro leader Pizzarotti, in stile bucolico nord-coreano, come consulente della comunicazione per la Camera. Fra l'altro Pizzarotti se le deve anche con gli extra-comunitari di Parma, che gli hanno restituito le "chiavi" della consulta perchè il dialogo non esiste.
Un momento però. Non doveva essere fatto tutto in streaming? E la trasparenza? E la comunicazione dal basso, diretta, senza filtri? A che serve uno come Messora? Sembra uno dei tanti interrogativi che avvolge la truppa 5stelle, che intanto si comporta un po' come i bulletti a scuola. Si veda il caso della Rostellato che sul suo profilo Fb si è vantata di non aver stretto la mano a Rosi Bindi, incrociata all'uscita del parlamento e presentatasi per fare conoscenza.La reazione della rete è stata abbastanza dura e le parole più leggere sottolineavano la maleducazione. Poi pare che la cittadina neoeletta ci abbia ripensato e si sia scusata tornado indietro. Non si è pero capito se l'abbia finito primo o dopo le reprimende social.

Ma tutto questo è nulla dopo la scoperta dell'SWG4, l'arma finale di Beppe Grillo, che l'ottimo Francesco Lanza, uno dei miei sodali all'interno Intervistato.com,che sul suo blog ha riportato alla luce un interessante video di Beppe Grillo.

Questo documento risale ad Aprile 2012, quasi un anno fa, e annuncia l'avvento della madre di ogni arma mediatica, con tanto di cacciata con ignominia, gogna e vergogna. Prima di tutto bisognerebbe sapere come funziona davvero, poi come fanno a svilupparlo gli stessi che, a detto dei propri sostenitori, sono in un ritardo perenne sul far nascere la loro piattaforma finale della democrazia diretta. Ancora, come si stabilisce chi ha preso e quanto, si fanno processi, inchieste, oppure cosa? Però tutto si fa nel nome della retorica anti-casta, anche se vorremo sapere con quali soldi saranno pagati i consulenti della comunicazione di camera e senato. Si respira Katzing supremo, un'aria fortissima, come sembra respirarla Marco Travaglio, una delle teste dell'eminenza grigia della multicefala eminenza grigia cinquestelle, che ha scoperto che c'è anche merda sul web.Ohibò! Sul serio! Davvero non se n'era mai accorto? Siamo basiti di fronte a cotanta scoperta. Soprattutto restiamo sorpresi che Marco Travaglio, che resta una che il mestiere di giornalista lo sa fare, abbia spostato la sua perenne attenzione narcisista da se stesso verso il mondo degli altri. Si vede che ogni tanto succede anche a lui. Come a noi, che volenti o nolenti, con la rete ci facciamo sempre i conti.

Torniamo all'arma finale. Dopo la restituzione del maltolto cosa succederà? Ci abbandoneremo a festeggiamenti e libagioni? Poi di questo paese cosa resterà? Credo che la spinta anti-casta, che ha compattato il movimento cinquestelle finora, comincia ad esaurirsi. Addirittura qualcuno comincia a voler pensare da solo, magari poteva accorgersene prima, quando presenziava sul palco come una figura da tableaux vivant mentre il loro campione si agitava in preda a tarantolanti vaffanculo. "C'è la rete, ce la rete!" era il mantra ripetuto, come se poi non fossero gli stessi uomini ad esserci dentro la rete, ad animarla e abitarla. Sono piccole sottigliezze di cui alcuni si erano già accorti, ma si sa che c'è sempre qualcuno che deve stare in quinta fila ad una festa. Tanto per avere uno sguardo più lontano.