Suits 6: dopo le ombre arrivano poche luci

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La sesta stagione di Suits, uno dei legal più amati negli USA. è arrivato alla sesta stagione. Non è ancora finito, a metà settembre dopo la trasmissione dei primi dieci episodi la serie è andata in pausa e ne mancano ancora sei per completare questa stagione. Ci sono state molte critiche per l’evoluzione della storia, dopo che uno dei protagonisti principali, Mike Ross, ovvero Patrick J. Adams, è stato condannato per essersi finto avvocato dall’inizio della serie. Chi la segue sa questo è un evento imprescindibile, visto che la coppia Mike e Harvey è il vero nucleo della serie. Eppure stavolta non funziona a dovere.

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The Knick: la dipendenza medica

Questo è il periodo migliore e peggiore dell’anno per chi ama e segue le serie tv. Tanti arrivi e ritorni. Alcuni fanno davvero piacere, come quello di The Knick, il period medical drama – scusate l’iperbolica definizione – con la regia di Steven Soderbergh e il volto di Clive Owen. Un anno fa, circa, era stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, con Owen mattatore in sala. Eravamo rimasti conquistati dalla storia, ma soprattutto dalla regia e dalle atmosfere di questa serie. Ora è alla prova della seconda stagione e il pilota ha ribadito quanto visto prima.

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Birdman: bello, ma non ci vivrei

C’è un grande assente nel nuovo film di Inarritu, Birdman, un’assenza che fa tanto rumore. Però c’è anche tanta musica. La prima nota, che suona come una sinfonia è l’interpretazione di Micheal Keaton, il migliore di tutto il cast, che lavora davvero bene in ogni interprete, da Edward Norton ad Emma Stone. La regia, con un lunghissimo piano sequenza, fatto di macchina a mano, steadycam, con cambi di inquadratura che sono un piacere per gli occhi di ogni amante del cinema che non sia solamente storia. I dialoghi e soprattutto i monologhi, ben curati, soprattutto nei dettagli. Però, questo film non è un capolavoro, anche se ve lo diranno, anche se lo leggerete, non lo è. Almeno per me. Perché il rumore lo fa l’assenza di Guillermo Arriaga.

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Cosa da soap-opera. Di Letteratura

 

 

 

Questa è una storia vera, anche se sembra un romanzo, anche se al centro ci sono degli artisti, anzi dei veri e propri geni, riconosciuti da tutti. Nel tempo. La donna, anzi la ragazza, che vedete nella foto è Oona O’Neill, figlia del drammaturgo americano Eugene O’Neill, quello che scrisse Il lutto si addice ad Elettra nel 1936 e prima, nel 1920 Strano Interludio. Ha scritto tanto, ha vinto alcuni pulitzer ed è ancora l’unico drammaturgo americano ad aver vinto il Nobel nel 1936. E’ stato un pessimo padre. Ci interessa questo? Forse

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No George, non è colpa tua per Batman

George Clooney molla la moglie e se ne va al Comicon di New York per presentare Tomorrowland, nuovo film disney. C’è anche Hugh Laurie, ex House MD, che gli era seduto accanto. La sinossi ufficiale del film recita:
Legati da un destino condiviso, un’adolescente brillante e ottimista colma di curiosità scientifica e un ex inventore prodigio consumato dalla disillusione, si imbracano in una missione piena di pericoli per svelare i segreti di un luogo enigmatico da qualche parte nel tempo e nello spazio, che esiste nella loro memoria collettiva col nome di Tomorrowland.
Vi faccio vedere il trailer e poi torniamo a parlare delle scuse che ha fatto Clooney riguardo Batman&Robin.

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