The English Game: quando il calcio era un gioco per gentiluomini e padroni

Il calcio: una passione nata per i ricchi

The English Game

In un momento difficile come questo non possiamo uscire per la pandemia, vengono meno dei rituali che scandivano le nostre vite. Alcuni erano legati al calcio. Una volta era il guardare la rassegna dei goal la domenica sera, prima che il campionato diventasse lo spezzatino che è oggi, oppure la colazione del lunedì mattina con tutti che commentavano i risultati con la colonna sonora fatta dal frusciare del quotidiano sportivo appoggiato sul frigo dei gelati, dalla macchina del caffè che faceva espressi e cappuccini e dal tintinnio dei cucchiaini. Poi come in un’orchestra c’erano assoli fatti di “era fuorigioco” oppure “l’ha sdraiato, rigore netto”, con il sottofondo di “ma che dici” che contrastavano con i vari “ladri”. Il calcio accende le passioni di uomini e donne. Osvaldo Soriano, scrittore argentino, nel suo meraviglioso “Pensare con i piedi” – che vi consiglio – scrive: “Il calcio ha le sue ragioni misteriose che la ragione non conosce”. Chi lo sapeva benissimo era un grande narratore del calcio, e del ciclismo, come Gianni Mura, purtroppo scomparso la scorsa settimana dopo una lunga malattia. A lui dedico questa puntata di Percorsi Seriali, a lui che davvero sapevo far amare qualcosa del genere anche se era lontanissimo da te. Eppure il calcio ha infiammato e infiamma popoli interi in ogni angolo del mondo. Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano ricordava che “Ci sono alcuni paesi e villaggi del Brasile che non hanno una chiesa, ma non ne esiste neanche uno senza un campo di calcio”. Vero che in Sudamerica il calcio è amatissimo, ma non di meno in Europa, o in Asia e nel resto del mondo. Il calcio oramai ha colonizzato il mondo riuscendo in qualcosa in cui nessun’altra ideologia, condottiero o paese ha sempre fallito. Continua a leggere

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The Witcher: Geralt e Ranuncolo sono la strana coppia che funziona

Il fantasy sta diventando sempre più uno dei generi principali e più forti per la serialità, sia nell’universo letterario che in quello audiovisivo. Dalla saga che racconta il viaggio della brigata tolkeniana portatrice dell’anello di avventure ne abbiamo lette e viste tante, compreso l’acclamatissimo Trono di Spade di Martin che davvero ha catturato la fantasia ed il cuore di decine di milioni di lettori e spettatori nel mondo. Adesso Netflix ha finito messo onda proprio nell’ultima settimana del 2019 una nuova produzione che si annuncia come il titolo forte per questa e per le prossime stagioni televisive. Si tratta di The Witcher.

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Anno Nuovo, #SerieTV Nuove. 2020 in serie e di serie

Anno nuovo serie nuove ed oramai il mercato diventa sempre più ricco ed in fibrillazione, fra piattaforme classiche, satellitari ed in streaming. L’anno che si sta per concludersi ha visto chiudersi titoli molto importanti come L’uomo nell’alto castello e il proseguire con nuovi capitoli avventure incredibili soprattutto con un livello di qualità sempre eccellente, come il cambio di cast avvenuto in The Crown. Tra le serie tv in arrivo nel 2020 ci sono tanti ritorni, attesi come la stagione numero 5 di Gomorra e Better Call Saul, la 4 di Stranger Things e La Casa di carta o, ancora, la seconda di The Boys. E The New Pope! Ma c’è spazio anche per tante novità.È previsto l’arrivo di un bastimento di serie tv imperdibili e anche un paio di nuovi giocatori nel sempre più affollato Monopoly dello streaming tv in Italia: Disney e HBO Max.

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Altered Carbon: che futuro avrà l’uomo? e le serie tv?

Altereb carbon

La fantascienza è un genere forte?

Dopo aver parlato di una buona prova italiana torniamo a gustarci una produzione estera. Torniamo su Netflix, che oramai nel paese ha fatto parecchi proseliti, si ragiona su un numero che ha superato il milione di sottoscrizioni prima dell’inizio di quest’anno. Un ottimo risultato, contando che il valore aggiunto principale e la non necessità di una tecnologia come l’antenna parabolica, che invece serve per un abbonamento a Sky. Ora Netflix ha mandato in onda la sua prima produzione in stile Sci Fi, praticamente fantascienza, anche se per essere precisi, si tratta di una fantascienza poco tradizionale, non proprio cyberpunk, ma molto vicina a questo genere. Continua a leggere

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Golden Globe 2018: e se poi vincesse Oprah?

elisabeth moss

Anno nuovo, premio nuovo. Così potrei intotalare questo pezzo che racconta alcune parti dell’edizione 2018 dei Golden Globe, il primo premio di ogni anno dello spettacolo. Si tratta di un riconoscimento assegnato dalla stampa estera negli Stati Uniti e insieme agli Oscar e agli Emmy costituisce la triade dei premi più importanti del mondo dello spettacolo americano. Quest’anno c’è stata parecchia carne al fuoco. A cominciare dal look in total black delle donne sul palco, come protesta per la vicenda che delle molestie sessuali (molta ironia su Harvey Weinstein e Kevin Spacey), fino ad arrivare al lungo discorso di Oprah Winfrey, insignita del golden globe alla carriera, che alcuni rumours vedrebbero buona candidata contro l’attuale presidente Trump alle prossime presidenziali. Veniamo ai premi e ai premiati, che sono le cose che più mi interessano. Continua a leggere

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