Golden Globe 2018: e se poi vincesse Oprah?

elisabeth mossAnno nuovo, premio nuovo. Così potrei intotalare questo pezzo che racconta alcune parti dell’edizione 2018 dei Golden Globe, il primo premio di ogni anno dello spettacolo. Si tratta di un riconoscimento assegnato dalla stampa estera negli Stati Uniti e insieme agli Oscar e agli Emmy costituisce la triade dei premi più importanti del mondo dello spettacolo americano. Quest’anno c’è stata parecchia carne al fuoco. A cominciare dal look in total black delle donne sul palco, come protesta per la vicenda che delle molestie sessuali (molta ironia su Harvey Weinstein e Kevin Spacey), fino ad arrivare al lungo discorso di Oprah Winfrey, insignita del golden globe alla carriera, che alcuni rumours vedrebbero buona candidata contro l’attuale presidente Trump alle prossime presidenziali. Veniamo ai premi e ai premiati, che sono le cose che più mi interessano.

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The Crown 2: il ritorno della regina

The Crown 2
Netflix, a un anno di distanza, ha distribuito col suo sistema di streaming per abbonati, la seconda stagione di The Crown (La Corona), serie in dieci puntate sulla vita di Elisabetta II, attuale regina del Regno Unito. Naturalmente l’inizio parte dalla fine della prima stagione, quando la signora Windsor era già sposato con Filippo di Edimburgo. Se la prima stagione andava dal 1947, anno del loro matrimonio, fino al 1956, cioè le avvisaglie della crisi di Suez, la seconda copre un arco temporale che va dal 1956, con tutta la drammaticità della crisi legata al canale che apre il Mar Rosso sul Mediterraneo, il ruolo di Israele e lo scontro fra i due blocchi, fino al 1964, coprendo anche la tragica morte del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.

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The Punisher: la coscienza sporca degli USA

The Punisher

Un eroe senza superpoteri

Ancora una volta poi Netflix si è resa protagonista di un bell’exploit con la nuova serie tratta dai fumetti de Il Punitore, una serie Marvel senza un supereroe, ma con un eroe. Un termine che noi abbiamo abusato e abbiamo trasferito su un lato tecnico del racconto, intendo un personaggio privo di superpoteri come i comuni eroi Marvel e Dc Comics, o di altre produzioni. Questa è la storia di Frank Castle, reduce di guerra, membro delle forze speciali in Iraq e Afghanistan. Il Punitore, così viene tradotto in italiano, è un personaggio già visto nella seconda stagione di Daredevil e di quella serie e stagione ritroviamo stavolta Karen Paige, che era l’assistente legale di Matt Murdoch, l’avvocato cieco, il giustiziere di Hell’s Kitchen a New York.

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L’Altra Grace: Netflix vince ancora con la Atwood

La notte del 17 settembre di quest’anno è stata importante per il mondo delle serie tv, infatti è stata quella in cui sono stati consegnati gli Emmy Awards, i premi più importanti per il mondo della televisione, specialmente per la serialità. C’è un motivo per cui ricordo questo evento: il premio fu meritatamente vinto da The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella) a mio avviso davvero notevole, prodotto da Amazon, interpretata dalla bravissima Elizabeth Moss, che è stata una delle protagoniste di un’altra serie molto bella e pluripremiata come Mad Men – se le avete perse recuperatele. Però il motivo di questo preambolo è che il romanzo da cui è tratta la miniserie è stato scritto della canadese Margareth Atwood. Fra una decina di giorni questa signora della letteratura compirà 78 anni e finalmente comincia ad avere il meritato riconoscimento in tutto il mondo. Netflix ha da poco rilasciato una nuova serie tv, precisamente una miniserie, tratta da un suo romanzo di ambientazione storica: Alias Grace (L’altra Grace).

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