La linea verticale: ridere del tumore si può e forse si deve

la linea verticale

Si può ridere di un tumore? Si può ridere di una malattia? Si deve!
Me lo ricordo. Seduto sul palco del Maurizio Costanzo Show su uno degli sgabelli o delle sedie che c’erano, me lo ricordo quel ragazzo della Garbatella, era simpatico, spontaneo, anche se aveva uno sguardo malinconico. Uno sguardo che lo ha reso uno degli attori più rappresentativi del panorama italiano, capace di passare dal comico al tragico. Parliamo di Valerio Mastandrea, romano doc, cresciuto nel quartier di fronte al mio, la Garbatella, separati da una grande arteria di traffico della capitale d’Italia. Anche l’età è simile, ci separano un paio d’anni, fra l’altro è nato il giorno di San Valentino, lo stesso di mia madre – ci manca di scoprire che siamo fratelli separati dalla nascita. Abbiamo anche lo stesso amore per i colori, giallorossi, quelli della nostra squadra che ci fanno soffrire e poche volte gioire, ma siamo uomini che fanno scelte difficili (siamo quelli del #maiunagioia). Continua a leggere

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“Il gioco finito male”

Ho letto poco fa del ragazzo di 14 anni che a Napoli è stato ricoverato d’urgenza in ospedale con l’intestino lacerato, per danni multipli al colon. Pare che un gruppo di ragazzi, un branco come si dice in questi casi lo abbia prima preso in giro e poi lo abbia aggredito colpendolo ripetutamente con una pistola ad aria compressa. E’ stato bloccato, gli hanno abbassato i pantaloni e poi hanno preso la pistola dell’autolavaggio e, praticamente, l’hanno inserita nell’intestino e hanno sparato aria compressa. Perché una pistola spara. E fa male. Un ragazzo di 24 anni è stato fermato per tentato omicidio e due suoi coetanei sono stati denunciati. “Hanno fatto una stupidaggine” – hanno detto i parenti – “giusto che paghino, ma che paghino il giusto“.
Ho avuto una reazione di forte livore alla notizia, per non dire un’incazzatura profonda – non so se incazzatura sia da blog – perché io ho vissuto da grasso. Tipo quello della foto, in gergo medico si dice obeso forte. Continua a leggere

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E Servillo canta Napoli

Ieri sera sono capitato ad uno spettacolo di Toni Servillo al Teatro dell’Unical (Università della Calabria) di Cosenza. E’ stato un caso, un destino, meglio ancora un’occasione. Proprio l’occasione di rivedere Servillo dopo tutta la vicenda dell’oscar a Sorrentino per La Grande Bellezza. Non proprio spettacolo, perché era un recital, dove in scena c’era lui, un leggio, una sedia e due bottiglie d’acqua. Scenografia fatta di vuoto e da uno spot di luce che andava dal blu al bianco. Questo è stato Servillo Legge Napoli. Per me sarebbe stato più giusto Servillo Canta Napoli. Comunque è stato straordinario. Continua a leggere

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Calcio, camorra e morra cinese. Questione Umana

Eccolo qua Genny a’ Carogna, alias del capotifoso del Napoli Gennaro De Tommaso, capo dei “Mastiffs”, figlio di Ciro, camorrista affiliato al clan Misso. Almeno così riportano e dicono tutti i media riguardo la finale della Coppa Italia fra Napoli e Fiorentina. Sapete tutti quello che è successo e se non lo sapete allora forse siete convalescenti su Marte o avrete fatto il ponte del primo maggio sul lato oscuro della Luna. Devo dirmi stupito per quello che è successo? Non è la prima volta, magari qualcuno ricorda Italia-Serbia a Genova giocata nell’ottobre del 2010, oppure un derby Roma-Lazio del 21 marzo del 2004, quello diventato famoso come il derby del Bambino Morto – tranquilli non è morto nessuno.
Mi lascia perplesso il comportamento della gente
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