La Serialità Espansa

Digressione

Proust era un neuroscienziato

Nel 2007 John Lehrer diede alle stampe un saggio dal titolo intrigante e provocatorio: Proust era un neuroscienziato. L’autore è un giovane saggista statunitense, nato nel 1981, laureato alla Columbia University di New York, e scrive di psicologia e neuroscienze, occupandosi specialmente dei rapporti tra la scienza e le discipline umanistiche, una branca del sapere che ha sempre interessato anche il sottoscritto. L’autore nel libro mette in relazione le neuroscienze con l’arte e la letteratura e, in una sintesi tra cultura umanistica e cultura scientifica, analizza l’opera e le intuizioni di alcuni artisti, argomentando l’idea che la scienza non è l’unica via possibile per la conoscenza. Nel capitolo su Proust, Lehrer fa riferimento a uno studio del 2002 pubblicato da Rachel Herz, una neuropsicologa della Brown University, secondo cui il gusto e l’olfatto sono in collegamento diretto con l’ippocampo, che svolge un ruolo importante nella memorizzazione, e i due sensi hanno un ruolo importante sia nella formazione dei ricordi che nella loro evocazione. Continua a leggere

Perché #Salvini ha vinto

Premessa

Questo post non intende analizzare l’operato del politico Matteo Salvini, piuttosto si concentra sulla comunicazione, sul linguaggio e sul marketing che sono fattori incisivi ed importanti, forse anche di più sull’attività di Matteo Salvini. Proprio per questo viene lasciato il simbolo dell’hashtag. Continua a leggere

1992: il furto di “Forza Italia” alla Dc

Questa foto è l’ultimo fotogramma di 1992, la serie evento di quest’anno di Sky Italia realizzata da Wildside. Non è vera, come non è vero che lo slogan FORZA ITALIA l’abbia inventato Berlusconi o qualcuno degli uomini di Publitalia, o ancora Dell’Utri. C’era un uomo della pubblicità in quegli anni, si chiamava Marco Mignani, credo che il suo nome non dica nulla se non agli esperti del settore, ma fu lui a inventare lo slogan all’interno di uno spot elettorale per la campagna del 1987. Il partito era la Democrazia Cristiana. Continua a leggere

Gli anelli della catena di un business audiovisivo

Questi sono degli appunti concepiti per un intervento all’interno dell’unconference Moviecamp: Nuove frontiere del Business. Purtroppo per questioni di lavoro e di incastri non posso essere presente, ma questi sono degli appunti su quello che avrei detto.
Negli ultimi anni, anzi per meglio dire stagioni, abbiamo ripetutamente sentito alcuni giudizi riguardanti la produzione di serie tv nel mondo, soprattutto per i paesi di area anglosassone. Non solo riguardanti la quantita prodotta, ma specificatamente la qualità raggiunta. “La tv è il nuovo cinema” è stata l’espressione ricorrente, tanto che è fortemente aumentato l’interesse degli spettatori per la serialità e nelle sue forme più diffuse. Continua a leggere

Come si racconta la morte del marketing?

Stamattina ho letto un’intervista a David Shing, Digital Prophet di America Online realizzata da Alessio Jacona per L’Espresso. Una bella intervista dove si ribadisce che il marketing è morto, almeno per come lo conosciamo noi e si discute anche del futuro dell’advertising. Ora io non so se è davvero morto, ma certamente il marketing non se la passa bene, c’è qualcosa però da dire prima: il marketing è comunicazione, ma qualcuno non se ne è accorto. Continua a leggere