La dolce Sottomissione di Houellebcq

Mi è apparso sul kindle come una sorta di fuoco di Sant’Elmo durante una tempesta, un dono sconosciuto, anzi un dono da uno sconosciuto, che ringrazio.. Così in due giorni ho letto il nuovo romanzo di Michel HouellebecqSottomissione, edito da Bompiani. Il libro è stato oggetto di una forte polemica alla sua uscita, perché quasi contemporaneo alla strage parigina alla redazione di Charlie Hebdo. Avevo precedentemente letto altri suoi romanzi, che mi erano piaciuti, anche se lui mi è antipatico, però ha una grande dote: scrive bene. Anche qui lo dimostra riuscendo a far scorrere un libro che ha vari livelli di lettura, ma non proprio l’annunciato odio verso l’Islam. Un libro scandalo senza scandalo, però complimenti al marketing degli eventi.

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Una miniserie su Charlie Hebdo quando? Il racconto necessario

Stasera guardando l’archivio mi sono reso conto che dovevo finire di vedere una serie tv. M’era piaciuta e ne avevo anche scritto. Si chiama Manhattan, però New York non c’entra nulla. Anzi siamo a Los Alamos nel New Mexico. Si tratta del progetto Manhattan, quello per la costruzione della bomba atomica. Le ultime due puntate sono molto belle, ben costruite, ben recitate e ben scritte, con dei buoni colpi di scena. Son partito da qui con un altro ragionamento che riguardava gli eventi di Parigi.

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Neo Retorica Derby – il post partita sui social

garcia

Oggi parlo del derby. Come quale? Non esiste altro derby al di là di Roma-Lazio. Almeno per chi nasce, vive o ha sfiorato la capitale italiana o è legato ad essa. Non incominciate con l’elenco, perché non regge. Non fate come De Laurentiis che s’inventa che Napoli – Juventus è il nuovo derby d’Italia. Era Juventus – Inter, perché erano le due uniche squadre della serie A a non essere mai retrocesse nella serie cadetta. Ora non c’è più.
Io non so come finirà la partita di oggi, non ne ho idee, ma ho qualche pensiero su quello che sarà il post-partita sui social.

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Parigi, Nigeria, El Salvador. Tutto viene da lontano

Io parlo in prima persona perché questa settimana mi è arrivato un avviso che sto nella lista di coloro che stanno per essere eliminati la prossima settimana. Ma rimanga il punto fermo che la voce della giustizia nessuno mai potrà ammazzarla.
Monsignor Oscar Romero

Le notizie si susseguono da tutto il mondo. Parigi, ma soprattutto Nigeria, dove si racconta che Boko Haram, la milizia fondamentalista, avranno raso al suolo villaggi mietendo 2000 vittime. Nessun hashtag #siamotuttinigeriani. Normale, sono lontani e soprattutto, scusate la brutalità, sono negri. Tutto è terrificante, ma non così improbabile.
C’era una notizia sul giornale di oggi che ha attirato parecchio la mia attenzione in prima pagina, non proprio in evidenza, ma c’era: Riconosciuto il martirio di Monsignor Romero 35 anni dopo la sua morte.
Io sono laico e non credente, ma Romero so bene chi fosse e crede che troppo spesso si parli di martiri ai giorni nostri. Questa è una storia che ancora oggi può significare qualcosa.

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