La dittatura della nostalgia

Io ho paura dei nostalgici. Io ho paura di chi fa del sentimento della nostalgia un’ideologia e un programma politico.
Si tratta di una tipica evoluzione del pensiero che avviene andando avanti con gli anni, ma ora vediamo truppe di giovani pronte e armate a favore dell’ideale della nostalgia. Il grande poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa scrisse: Non c’è nostalgia più dolorosa di quella delle cose che non sono mai state!

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Perché #Salvini ha vinto

Premessa

Questo post non intende analizzare l’operato del politico Matteo Salvini, piuttosto si concentra sulla comunicazione, sul linguaggio e sul marketing che sono fattori incisivi ed importanti, forse anche di più sull’attività di Matteo Salvini. Proprio per questo viene lasciato il simbolo dell’hashtag. Continua a leggere

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Lo scadenzario esistenziale

Ma insomma, siamo fuori dal mondiale, non si riesce ad avere un presidente e un allenatore per la nazionale, c’è il semestre europeo, delitti che sembravano risolti adesso si frantumano che neanche CSI e adesso c’è chi tira fuori per l’ennesima volta Berlusconi! Anche Bersani, che ora fa il pensionato di minoranza, non ne vuole più sentire parlare. Allora perché ci dovrebbe interessare il video di Repubblica – L’Espresso su Silvio nella casa di riposo di Cesano Boscone?
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Arriva il Wild Fi

Arriva il Wild Fi

Il WiFi pubblico torna ad essere libero!
Che cosa sia poi il wifi pubblico in Italia non è molto chiaro, comunque dopo le fosche previsioni sui possibili scenari, ieri sera la Commissione Bilancio della Camera ha modificato il testo, ancora una volta, concludendo che gli obblighi su ip e server non sono da considerare nel caso l'offerente non abbia in quell'offerta un'attività principale. Tradotto vuol dire che il bar o il locale dove prendiamo l'aperitivo ci daranno ancora connettività per twittare e mettere le nostre foto su Instagram.

Quindii w la libertà? Costosa, visto che l'operazione si è tramutata in un taglia di risorse del fondo per l'eliminazione del digital divide, 20 mln in meno dai 150 stanziati. Comunque l'articolo sotto accusa è stato riformulato in questo modo:

L’offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite rete WIFI non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori. Quando l’offerta di accesso non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l’articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1° gennaio 2003, n.259 e successive modificazioni, e l’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni

E' stata cancellata tutta la parte relativa all'obbligo di tracciare il Mac Address associandolo all'indirizzo IP in uno speciale registro, Il gestore adesso non è tenuto più ad alcun obbligo né a conservare dati dell'utente, e quindi questa scelta risponde alle richieste anche del Garante della Privacy. L'obbligo di identificazione era già decaduto nel 2011 insieme con il decreto Pisanu, ma tutto è rimasto sospeso perché era necessaria una norma che facesse chiarezza sugli obblighi per gli esercenti dei locali pubblici, come ad esempio il dover segnalare il proprio hot spot Wifi alla Questura.

Comunque a questo punto siamo sempre nelle medesime condizioni, con un assalto alla diligenza, dove vedrete gente con gli smartphone messa nelle pose più plastiche per avere una briciola di connettività in più (come se davvero servisse a qualcosa).

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