#Jesuischarlie? Dipende (Versione Ampliata)

 

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Ho ampliato questo post con un video molto interessante trovato poco dopo la pubblicazione.

Io questo “Dipende” lo difendo fortemente visto che il diritto di scelta è uno dei cardini del pensiero occidentale, mentre uno dei grandi nemici è la generalizzazione e su questa vicenda ne ho sentite tantissime. Sono scosso dalla vicenda che ha portato alla morte di 12 persone dopo che due assassini assaltavano, armati di kalashnikov la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo a Parigi. Lo stesso settimanale che aveva pubblicato le famose vignette su Maometto, ma è anche quello che è uscito con questa copertina nel 2012, e che pubblico una vignetta con un soldato francese che aveva un rapporto anale con una capra del Mali, mentre Hollande sbandierava il successo militare. Questo è Charlie Hebdo, questa è la satira. E non solo in Francia.

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Le Sentinelle Colpevoli

“Il 5 Ottobre Le Sentinelle di tutta Italia scenderanno in piazza a vegliare in 100 piazze diverse, per la libertà di espressione, per poter essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli. Scopri a che ora e dove.”

Questo lo potete leggere sul sito sentinelleinpiedi.it, del movimento, anzi del “metodo”, come affermano, che fa tanto discutere in questo momento una parte degli italiani. Le chiamano veglie queste loro forme di proteste. Sono oggettivamente omofobe e vogliono frenare non l’affermazione di un diritto, come quello dell’amore omosessuale, ma di una garanzia, quella espressa nel ddl 245 fermo alla Camera dei Deputati. La loro forma non è nuova, anzi è mutuata da Leftovers, serie tv di cui qui ho parlato varie volte, basta cercare. Perchè ne parlo? Sono convinto che una certa serialità non solo racconti le vicende umane, ma le stia anticipando.

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Franca Rame: Dimissioni

Franca Rame: Dimissioni

Franca Rame è morta. Attrice incredibile, ma molto di più. Oggi la ricordano per quello, o solamente perché era la moglie di Dario Fo. E' stata anche di più.

Ho trovato il discorso che tenne il 27 Marzo del 2007 quando era parlamentare contro il rifinanziamento delle missioni militari dove disse:

aspetto il giorno in cui tutte le donne del parlamento italiano, in quanto donne e madri si ribellino alla guerra che i governanti hanno nel loro dna .

Successivamente, 2008, si dimetterà dalla sua carica di senatrice.

Gentile Presidente Marini,
con questa lettera Le presento le mie dimissioni irrevocabili dal Senato della Repubblica, che Lei autorevolmente
rappresenta e presiede.
Una scelta sofferta, ma convinta, che mi ha provocato molta ansia e anche malessere fisico, rispetto la quale mi pare
doveroso da parte mia riepilogare qui le ragioni.
In verità basterebbero poche parole, prendendole a prestito da Leonardo Sciascia: «Non ho, lo riconosco, il dono dell'opportunità e della prudenza, ma si è come si è».
Il grande scrittore siciliano è, in effetti, persona che sento molto vicina, (eravamo cari amici) sia per il suo impegno
culturale e sociale di tutta la vita, sia perché a sua volta, nel 1983, a fine legislatura decise di lasciare la Camera dei
Deputati per tornare al suo lavoro di scrittore.

Le mie motivazioni, forse, non sono dissimili dalle sue. Del resto, io mi sono sentita "prestata" temporaneamente alla politica istituzionale, mentre l'intera mia vita ho inteso spenderla nella battaglia culturale e in quella sociale, nella politica fatta dai movimenti, da cittadina e da donna impegnata. E questo era ed è il mandato di cui mi sono sentita investita dagli elettori: portare un contributo, una voce, un'esperienza, che provenendo dalla società venisse ascoltata e magari a tratti recepita dalle istituzioni parlamentari.
Dopo 19 mesi debbo constatare, con rispetto, ma anche con qualche amarezza, che quelle istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato (…)

Lettera di dimissioni della senatrice Franca Rame

#SiriaIcare Non abbassare lo sguardo

#SiriaIcare Non abbassare lo sguardo
#SiriaIcare Non abbassare lo sguardo
#SiriaIcare Non abbassare lo sguardo

Secondo alcune stime siamo a 35.000 vittime dal 15 Marzo del 2011, data d'inizio della rivolta siriana, presto trasformatasi in guerra civile. Un esercito regolare fedele, con molte differenze al suo interno, fedele al presidente Assad, e una coalizione di opposizioni che solo recentemente ha trovato una piattaforma unitaria. Con altre questioni: la possibile escalation con la vicina Turchia, anche se Assad ne ha gran paura, e una probabile vendetta verso la minoranza curda all'interno de paese.
Sembra un copione viste già nella Libia di Gheddafi e sappiamo cosa è successo, cosa sta succedendo, ma non cosa succederà. In Siria non sappiamo nulla, notizie frammentate, dove sia i militari, sia i rivoltosi sono già accusati di crimini di guerra. Serve una linea neutrale dello sguardo, come si legge in Taccuino Siriano di Jonathan Littel, giornalista che ha raccontato la sua esperienza di un viaggio clandestino in Siria nella prima parte del 2012. Però lo sguard va tenuto altro e dritto su questa situazione, tragedia incredibile, come andrebbe tenuto sul Caucaso, dove la Cecenia è ancora una polveriera. A inchiodarci sono sempre gli occhi degli altri e specialmente dei bambini. Li sentiamo addosso e cambiamo canale. Poi ascoltiamo notizie frammentate, possibili cause, fra cui il petrolio, improbabile dato le riserve siriane sono scarse, c'è la questione strategica con l'Iran che coinvolge tutta quell'area. Il focus però non è questo, il punto centrale è che la Siria sta fumando nel suo territorio e sfumando sullo sfondo delle nostre vite. Non abbassiamo lo sguardo.