#28Marzo Papa Francesco:”Su questa barca ci siamo tutti”

Noi e Papa Francesco
Una moltitudine di solitudini

papa francesco

Il momento di ieri è già storia, è già un mattone che fa parte del nostro immaginario e del nostro vissuto. Bergoglio, uomo per cui nutro una grandissima stima, al di là di quella che può essere la fede, ieri è davvero stato il simboli di ogni uomo nel mondo che sta affrontando questa pandemia.

Da romano non ho mai visto Piazza San Pietro così vuota, neanche passandoci accanto con la macchina di notte. E’ stato un momento che forse non è neanche possibile raccontare a parole per l’intensità emozionale che ha trasmesso. Il suo percorrere in solitudine quella piazza è stato come prendere in carico su di sé tutte le nostre solitudini, le nostre ansie e la nostra necessità di speranza. Continua a leggere

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#24 Marzo 1944 – Ricordare è sempre un dovere

NON POSSIAMO DIMENTICARE NON POSSIAMO SOTTRARCI DAL RICORDO

 

La guerra è ciò che accade quando il linguaggio fallisce.
(Margaret Atwood)

 

Sono passati 76 anni, ma non si può dimenticare, mai.
Questo post è dedicato soprattutto a chi ha detto che “meglio la guerra di questa pandemia”.
Non scuotete la testa perché ci sono. Continua a leggere

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#Jesuischarlie? Dipende (Versione Ampliata)

 

trois

Ho ampliato questo post con un video molto interessante trovato poco dopo la pubblicazione.

Io questo “Dipende” lo difendo fortemente visto che il diritto di scelta è uno dei cardini del pensiero occidentale, mentre uno dei grandi nemici è la generalizzazione e su questa vicenda ne ho sentite tantissime. Sono scosso dalla vicenda che ha portato alla morte di 12 persone dopo che due assassini assaltavano, armati di kalashnikov la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo a Parigi. Lo stesso settimanale che aveva pubblicato le famose vignette su Maometto, ma è anche quello che è uscito con questa copertina nel 2012, e che pubblico una vignetta con un soldato francese che aveva un rapporto anale con una capra del Mali, mentre Hollande sbandierava il successo militare. Questo è Charlie Hebdo, questa è la satira. E non solo in Francia. Continua a leggere

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Le Sentinelle Colpevoli

“Il 5 Ottobre Le Sentinelle di tutta Italia scenderanno in piazza a vegliare in 100 piazze diverse, per la libertà di espressione, per poter essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli. Scopri a che ora e dove.”

Questo lo potete leggere sul sito sentinelleinpiedi.it, del movimento, anzi del “metodo”, come affermano, che fa tanto discutere in questo momento una parte degli italiani. Le chiamano veglie queste loro forme di proteste. Sono oggettivamente omofobe e vogliono frenare non l’affermazione di un diritto, come quello dell’amore omosessuale, ma di una garanzia, quella espressa nel ddl 245 fermo alla Camera dei Deputati. La loro forma non è nuova, anzi è mutuata da Leftovers, serie tv di cui qui ho parlato varie volte, basta cercare. Perchè ne parlo? Sono convinto che una certa serialità non solo racconti le vicende umane, ma le stia anticipando. Continua a leggere

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Franca Rame: Dimissioni

Franca Rame: Dimissioni

Franca Rame è morta. Attrice incredibile, ma molto di più. Oggi la ricordano per quello, o solamente perché era la moglie di Dario Fo. E' stata anche di più.

Ho trovato il discorso che tenne il 27 Marzo del 2007 quando era parlamentare contro il rifinanziamento delle missioni militari dove disse:

aspetto il giorno in cui tutte le donne del parlamento italiano, in quanto donne e madri si ribellino alla guerra che i governanti hanno nel loro dna .

Successivamente, 2008, si dimetterà dalla sua carica di senatrice.

Gentile Presidente Marini,
con questa lettera Le presento le mie dimissioni irrevocabili dal Senato della Repubblica, che Lei autorevolmente
rappresenta e presiede.
Una scelta sofferta, ma convinta, che mi ha provocato molta ansia e anche malessere fisico, rispetto la quale mi pare
doveroso da parte mia riepilogare qui le ragioni.
In verità basterebbero poche parole, prendendole a prestito da Leonardo Sciascia: «Non ho, lo riconosco, il dono dell'opportunità e della prudenza, ma si è come si è».
Il grande scrittore siciliano è, in effetti, persona che sento molto vicina, (eravamo cari amici) sia per il suo impegno
culturale e sociale di tutta la vita, sia perché a sua volta, nel 1983, a fine legislatura decise di lasciare la Camera dei
Deputati per tornare al suo lavoro di scrittore.

Le mie motivazioni, forse, non sono dissimili dalle sue. Del resto, io mi sono sentita "prestata" temporaneamente alla politica istituzionale, mentre l'intera mia vita ho inteso spenderla nella battaglia culturale e in quella sociale, nella politica fatta dai movimenti, da cittadina e da donna impegnata. E questo era ed è il mandato di cui mi sono sentita investita dagli elettori: portare un contributo, una voce, un'esperienza, che provenendo dalla società venisse ascoltata e magari a tratti recepita dalle istituzioni parlamentari.
Dopo 19 mesi debbo constatare, con rispetto, ma anche con qualche amarezza, che quelle istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato (…)

Lettera di dimissioni della senatrice Franca Rame

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