Gomorra e la tv battè il cinema

Gomorra – La serie è finita, ma non è finita. Diciamolo subito, abbiamo visto la serie tv dell’anno e la cosa che davvero particolare, per non scomodare aggettivi come “assurda”, ed è italiana. Non significa che il nostro sistema produttivo stia bene o faccia tutti prodotti eccellenti, però ricordiamo che nessuno avrebbe scommesso sulla Danimarca qualche anno fa, eppure gli americani continuano a comprare i diritti delle loro serie per realizzare le versioni da mandare per il pubblico del loro paese e del resto del mondo. Gomorra ha avuto anche una versione cinematografica, dove il film di Matteo Garrone cercava, meglio tentava, di ripercorrere le vicende di un libro, molto più reportage che romanzo, in maniera a mio avviso disordinata e senza ottenere un risultato non omogeneo e che viveva di qualche sequenza riuscita, come il folgorante inizio. Vista la materia narrativa era legittimo aspettarsi qualcosa di diverso. Continua a leggere

Se c’è una crisi è colpa della TV. Vero Franceschini?

Sembra sempre questa nella foto l’espressione classica di Dario Franceschini, ex segretario del Partito Democratico, e ora capo del MIBAC, Ministero per i beni e le attività culturali. Ricordo che quando vidi la lista dei ministri del governo Renzi ho sentito, come punto da un’ape assassina, un pensiero in testa: Franceschini è l’uomo sbagliato al posto sbagliato. Da quando ha assunto l’incarico il massimo delle sue dichiarazioni sono state sull’importanza del ruolo, sul recupero del paesaggio e del patrimonio e poco altro. Ha rimediato ieri, mentre era in visita al Salone del Libro di Torino. Era meglio continuare nel silenzio o con le formule di rito. Continua a leggere

Camorra, fiction e mercato

gomorra

Mi fa davvero piacere scrivere questo post dopo aver visto i primi due episodi di Gomorra – La serie in onda su Sky. Voto massimo, davvero, finalmente una rara dimostrazione di come in questo paese se si vuole si può fare tv di altissima qualità. Non stupisce che sia stata già venduta in 40 paesi esteri.Un pilota che è migliore di molti epigoni venuti da oltreoceano nell’ultimo anno. Complimenti a Sollima per la regia, che unisce un buon ritmo narrativo a dei tempi di tipo documentaristico per dare respiro alla vicenda, al racconto, che vuole illustrare le storie di un clan della camorra. Certo non sono mancate le polemiche, purtroppo, ma le lasciamo per dopo. Continua a leggere