“La mia droga si chiama Fake News”

Welcome to ParanoidLand

Il titolo del foglietto di oggi in questa nuova domenica di lockdown da CoVid 19 è la parafrasi di Truffaut del 1969 con Jean-Paul Belmondo. Purtroppo però le fake news diventano un problema sempre più serio e sempre più diffuso.
Ieri siamo passati prima per la Palombelli che ipotizzava che la forte diffusione del coronavirus e la seguente mortalità fosse dovuto al carattere operoso e ligio al lavoro dei lombardi, praticamente sottintendendo che i “terroni” e “cafoni” del meridione sono salvi! Razzismo da pandemia. Poi ieri sera il prof. Cottarelli ed altri illustri economisti hanno dovuto smentire un’altra bufala davvero pericolosa: quella che se l’Italia avesse ottenuto dilazioni e prestiti dal MES (Meccanismo Economico di Stabilità) allora Francia e Germania potevano fare un prelievo forzoso direttamente dai conti bancari degli italiani. FALSO FALSO FALSO! Eppure è circolata. Continua a leggere

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The Post: attori di serie tv al cinema

Questo articolo è stato scritto prima della consegna degli Academy Award a Los Angeles. Per chi ha riconosciuto questo titolo dirò che non si è sbagliato, né che io ho deciso di cambiare la mission di questo blog, The Post è il film che racconta un pezzo di storia importante del giornalismo americano, e non solo. Diretto da Steven Spielberg, e interpretato da Meryl Streep e Tom Hanks, The Post è uno di quei titoli che ti tirano dentro quando li guardi. Si, c’è profumo di Oscar e non manca molto, neanche mentre scrivo queste righe.

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Addio Newsroom, mancherai

thenewsroom

Ieri ho visto l’ultima puntata di The Newsroom, l’ultima della sua terza stagione, l’ultima in assoluto, perché la serie chiude ed è un peccato, ma chiude bene. Mi piace l’idea di tornare a scrivere dopo circa una mese di assenza prima col post di ieri sul genio e l’amore e oggi su una serie tv che mi è piaciuta molto. Perché Aaron Sorkin è uno di quegli sceneggiatori che lavora bene e la cui impronta si sente. soprattutto nel tempo. Un ebreo newyorchese che ha studiato e che anche nel cinema sta facendo bene. Dopo l’esordio con Codice d’onore però bisogna aspettare qualche anno prima che infili una striscia come Nemico Pubblico, il miglior film di Tony Scott, La guerra di Charlie Wilson, sottovalutato in Italia, The Social Network e Moneyball (L’arte di vincere). Una b bella parabola che segue anche l’andamento di Newsroom. Continua a leggere

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La Calabra Fenice

La Calabra Fenice

Due post per parlare di quello che è successo a margine dell'orribile delitto di Corigliano Calabro, ma non del delitto in sé. Parliamo di luoghi comuni, rabbia, social, femmine e altro.
Il primo è mio, pubblicato poco fa su Intervistato, il secondo è di una femmina calabra, La Cornacchia, che torna a scrivere dopo un po' di assenza.
Comunque ci saranno sempre "luoghi comuni e più feroci" come diceva De Andrè.

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