#11Aprile Una Ola per Conte. E adesso che faranno Salvini e Meloni?

CHI SONO QUESTI MORTI?

New York

Questa è l’immagine davvero scioccante di ieri. Viene da New York, la città più importante degli Usa, degli Usa di Trump, che ancora qualcuno guarda come esempio nella gestione della pandemia da Covid-19 postando articoli e veline senza costrutto. Questo cimitero però non è stato realizzato per le vittime del coronavirus, come qualcuno credo sia, come le i corpi bruciati a Guayaquil in Ecuador poche settimane fa. Questa è prassi comune negli USA per chi non può permettersi una sepoltura. Homeless o meno, mentre da noi le istituzioni pubbliche si occupano di garantire una sepoltura degna, nel paese più ricco del mondo, per alcuni il faro, vengono sbattuti in una fosse comune, NON E’ UNA QUESTIONE SANITARIA, E’ LA PRASSI. Ci tornerò fra qualche giorno perché voglio affrontare la questione sulla pandemia e la povertà. Torniamo invece a casa nostra. Continua a leggere

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Dalle firme alle facce: il giornalista-brand

Dalle firme alle facce: il giornalista-brand

Quanti di voi sanno cos'è Visverbi? Visverbi è un'agenzia di comunicazione e informazione. Non proprio. E', a ben vedere, un'agenzia di brand management di giornalisti. Non è proprio la stessa cosa, visto che in pochi del pubblico ragionino del giornalista come brand. Invece le cose nel post-presente cambiano in fretta e i personaggi pubblici hanno bisogno di gestire la loro presenza e le ospitate. C'è un articolo oggi su Europa che ne parla. Se vediamo la lista di alcuni nomi notiamo che sono tutti molto conosciuti: Giuseppe Cruciani e David Parenzo, conduttori de La Zanzara su Radio24, Filippo Facci, che oramai è più un ospite televisivo anche se scrive per Libero, Selvaggia Lucarelli, l'unico vero personaggio dello spettacolo di razza, Antonello Piroso, ora a Blogo, ma anche Paolo Mieli e Andrea Vianello, direttore di Raitre. C'è anche Andrea Scanzi, che iniziò come gaberista ed ora è il miglior conoscitore del m5s, secondo alcuni, oltre che conduttore di Reputescion sulla tv de LA3. Oltre loro, anche altri.

Nulla di male. Anzi, visto che oggi i professionisti sono al di là della loro classificazione vecchio stampo, è giusto che si gestiscono come un marchio, come un'azienda. Tutto legittimo e senza problema. Se lo fa un attore, un cantante, perchè loro no? D'altronde è la grande lezione di Marco Travaglio, oggi uno e trino dei media e dell'industria dell'infotainment. Filippo Facci disse di lui: Marco Travaglio non fa più il giornalista tradizionale, è una figura in via di definizione che fa un po’ satira, un po’ teatro, un po’ editoriali. Lo disse mentre era ospite di Scanzi a Reputescion, che aveva appena terminato un tour nei teatri. Certo vedere che nel programma di Scanzi vanno spesso personaggi che sono clienti della Visverbi fa un po' pensare, come il famoso flirt di un paio di estati fa, da alcuni giudicato trovata pubblicitaria, fra Cruciani e la Lucarelli. Sono state molte anche le ospitate di questi personaggi dentro ad Agorà quando era condotto da Vianello. Non c'è nulla di male. In fondo siamo nell'epoca dei servizi, non più dei prodotti.

Non penso male, neanche ci penso, d'altronde son tutte teste pensanti, professionisti acclamati nel loro campo, non c'è possibilità che magari si accordino sulle dichiarazioni da fare, per cercare spettacolo tramite una lite o un forte disaccordo, o una bravata tipo quella di Facci e Cruciani mentre andavano al Festival di Perugia. Certo le dimensioni politiche di questi personaggi, di queste facce dello spettacolo sono diverse e varie, un po' come l'azienda che vende minestre in scatola e quella che vende detersivi. Certo l'informazione dovrebbe essere cosa diversa da un prodotto come questi. Oppure no?

 

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Le donne e Istanbul

Le donne e Istanbul

L'Italia oggi ha ratificato la Convenzione di Istanbul, il testo che definisce le linee-guida sulle azione contro la violenza alle donne e la violenza di genere. Credevo che anche qui fossimo in un ritardo mostruoso, invece leggo e scopro che siamo il quinto paese in Europa, ma non ci sono Francia, Germania e i soliti noti, ma bensì Turchia, Albania, Portogallo e Montenegro. Non proprio i paladini della democrazia, eppure sono i primi che s'impegnano a realizzare legislazioni che si occupano di violenza di genere e di piena attuazione dei diritti delle donne. Perchè la Convenzione non si occupa solo del femminicidio, ma di molti aspetti: dallo stalking alla molestia e violenza sessuale, dalla violenza psicologica alla mutilazione genitale. Argomenti forti e soprattutto che finalmente cercano di dare una visione globale della violenza di genere.

In particolare l'articolo 5 sancisce l'obbligo degli Stati di astenersi da qualsiasi atto che costituisca una forma di violenza nei confronti delle donne e di garantire che le autorità, i funzionari, i rappresentanti statali e tutti i soggetti pubblici si comportino in conformità di quello che è un obbligo. Appare quindi opportuno che i funzionari e gli addetti delle forze dell'ordine e del settore giudiziario e medico siano specificamente formati per affrontare tutte le forme di violenza contro le donne. Sempre l'articolo 5 prevede che le nazioni che sottoscrivono la convenzione dovranno adottare le misure legislative e di altro tipo necessarie per esercitare concretamente tutti quegli atti utili a prevenire, indagare, punire i responsabili e risarcire le vittime di atti di violenza contro le donne. 

Per rendere operativa la Convenzione è necessario che sia ratificati da 10 paesi europei, di cui 8 del Consiglio d'Europa, organismo che c'entra nulla con l'Unione Europea, ma che conta 47 membri. Ne mancano solo 5, magari con un piccolo sforzo ci si può arrivare preso, magari al più presto.

In basso il link al testo italiano della Convenzione.

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Lo streaming è pornografia

Lo streaming è pornografia

Finalmente è arrivata la rivoluzione! Così abbiamo sbadigliato tutti.

C'è stata la diretta streaming dell'incaricato Bersani, col fido Letta, che incontrava Vito Crimi, Simona Lombardi e altri che non ho identificato – mea culpa. Comunque Pd e M5S. Oppure dovrei dire Pd VS. M5S? La cosa non è ancora chiara, neanche dopo lo streaming, che in fondo ha mostrato delle chiacchiere che già conoscevamo. Perchè? Perchè in queste occasioni, che diventano "pubbliche" nessuno si sbilancia, tutti rimangono nei loro ruoli, ufficiali. Perché? Perché così è, perché c'è un ruolo da rispettare, come insegna Goffman. Lo sapeva Crocetta e ora lo so anche Battiato, rimosso dal suo incarico alla Regione Sicilia dopo la sua uscita di ieri sul Parlamento pieno di troie (Zichichi e raggi cosmici compresi). Scelta dolorosa perché potrebbe significare la fine del famoso Modello Sicilia. Staremo a vedere.

C'è una profonda confusione in tutto questo, quella fra trasparenza e streaming, se facciamo vedere tutto non sarà più possibile ingannare le persone, gli elettori, la gggente. Oggi lo streaming, quindi la tecnologia ha mostrato il suo lato debole. Sono stati 17 minuti di niente. Per me fra trasparenza e streaming passa la differenza che Roland Barthes descrisse fra erotismo e pornografia.

Dice bene Dino Ameduni che nel suo breve post:

3. Se il vostro capo vi osservasse mentre siete in una riunione interna, o con un cliente, o in pausa pranzo, direste le stesse cose che direste senza essere osservati?

4. Perché alcune riunioni politiche sono in diretta streaming e altre no? (qual è il discrimine? È stato deciso democraticamente e via streaming?)

Contropiede

Vi consiglio di leggerlo. Come consigliato è il pezzo di Giovanni Cocconi su Europa, Contro il mito dello streaming, bello perché richiama il Lincoln di Spielberg.

La diretta streaming viene oggi sbandierata come misura della democrazia interna, metodo anti-Casta, prova regina delle proprie buone intenzioni. Una china pericolosa. L’onere della prova si è come rovesciato: quello che non viene trasmesso in streaming puzza di opaco, sporco, oscuro. Le stesse parole regine della politica (trattativa, compromesso, mediazione) diventano qualcosa di cui vergognarsi.

Europa

Ostentare tutto è pornografia. Cosa resta? Il visibile. Niente sottotesto, niente senso, niente negoziazione, cioè tutto quello che rende umano il nostro vivere. Certo che è necessario rendere la politica trasparente, ma vedere tutto a cosa serve? Perché allora non fa vedere tutte le sue sedute in streaming, compresa la lite prima dell'elezione di Grasso? Anche loro fanno delle scelte allora. Per loro è giusto e perché per gli altri no? L'erotismo della trasparenza, non nel senso della lingerie, è diverso, è la capacità di raccontare un processo in maniera chiara e di sapere come funzionano i meccanismi che lo regolano.

Bersani in questo momento è un uomo solo ostaggio di se stesso. Lo sottolinea bene Francesco Costa nel suo post.

Malgrado la retorica sulla tragica urgenza di fare subito immediatamente adesso un governo dei miracoli, infatti, con le sue mosse Bersani sta chiarendo che la priorità del Partito Democratico non è dare al paese un governo bensì dare al paese un governo guidato da Bersani. L’ipotesi di dare al paese un governo guidato dal Partito Democratico ma non da Bersani, proponendo una figura nuova che sparigli i giochi, ripetendo quanto fatto alle camere con Grasso e Boldrini, non è stata presa in considerazione. L’ipotesi di dare al paese un governo sostenuto da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle e guidato dal Movimento 5 Stelle, come loro chiedono di fare, non è stata presa in considerazione. Io ne ho scritto molto ormai settimane fa e la considero l’unica strada per evitare di andare a votare, a meno di voler cercare un accordo con il PdL o la Lega.

Francesco Costa

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The Daily Fake

The Daily Fake

Avevo pensato di aprire un altro blog The Daily Fake, ma per mia fortuna, e di chi mi vive accanto, esiste già. Però ci risiamo. Ieri durante lo sciopero europeo è uscita l'ennesima bufala-social: a Francoforte la polizia solidarizza con i manifestanti. Lo riporta bene L'Inkiesta in un suo post. M'era sembrato molto strana come notizia e avevo cercato conferme sul web senza trovare nulla di rilevante. Intanto girava e circolava, trovando eco anche nel post di Beppe Grillo, Soldato Blu, dove invitava un poliziotto ad "abbracciare" un manifestante, post che contiene elementi condivisibili. Se ieri avevamo criticato l'errore sulla fotografia del ragazzo manganellato, qui siamo veramente all'apoteosi del fake. Si prende una foto da una manifestazione del 19 maggio, organizzata contro le banche, dove non ci sono state scontri e dove la polizia scortava i manifestanti in maniera tranquilla, ma senza solidarizzare, magari nel loro intimo condividevano molte delle rivendicazioni, poi la si decontestualizza ed il gioco fatto. Basta aggiungere una sana dose di complettismo dell'informazione, di basso livello poi, ed ecco il fake del giorno.

Un paio di cose sulla manifestazioni ieri. La violenza è sempre condannabile, con i dovuti distinguo. Anche ieri c'erano dei provocatori, oppure delle frange che cercano lo scontro a tutti i costi, ma basterebbe ricordare la manifestazione del 15 ottobre 2011 a Roma per capire come funzionano certe cose. Basterebbe ricordare Genova e prima anche Napoli, dove furono fatte le prove generali per la repressione che purtroppo sconfisse il movimento no global in Italia. Io ogni volta che leggo che il discorso sugli italiani come pecore mi chiedo sempre dove abbiamo vissuto certe persone negli ultimi 15 anni, ma questo è un mio problema e del mio socio Orson. Non si può mettere in dubbio il diritto all'espressione e alla manifestazione, mai, non perchè sia costituzionale, ma perchè è umano. Poi finiamola anche con certe esagerazioni! Ieri da certi servizi dei tg sembrava che la sinagoga di Roma fosse stata assaltata, mentre invece sono stati solamente scanditi slogan fastidiosi e pesanti. Certamente sbagliato, ma ad ogni cosa deve essere il giusto peso. Magari qualcuno mi accuserà di antisemitismo, faccia pure, ma io non ho mai scambiato le critiche verso certi punti della politica dello stato d'Israele, con l'odio o solo l'antipatia verso un'etnia, come non sono d'accordo con le azioni terroristiche di Hamas.

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