The Good Fight: un grande spinoff

 

The good fight

Da Alicia a Maia: un grande spinoff

“The good fight” chiude la sua prima stagione e ci ridà appuntamento al prossimo anno quando la serie spinoff della amatissima “The good wife” ritornerà sulla Cbs per raccontare le vicende di Diane Lockart e dei nuovi personaggi che abbiamo conosciuto, approfondito e imparato ad apprezzare nelle dieci puntate mandate in onda. Dieci puntate in cui abbiamo continuato ad ammirare Diane Lockhart (Christine Baranski) e soprattutto abbiamo iniziato a volere bene alla giovane Maia Rindelle (Rose Leslie) – la donna di Jon Snow in #GOT.

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Broadchurch: è finita sul serio. Che peccato!

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Siamo arrivati alla fine di Broadchurch

Dopo tre stagioni è arrivato lo stop anche per Broadchurch, una delle serie inglese più riuscite degli ultimi anni. Prodotta e mandata in onda da ITV, la stessa di Downton Abbey, in tre stagioni è diventata un vero e proprio cult. Nella foto potete vedere il cast della terza stagione, con molti presenti anche nelle precedenti, più la scogliera di questo posto nel Wessex. Tutto viene fuori dalla testa di Chris Chibnall, che è stato anche responsabile di Law&Order UK e che dall’anno prossimo prenderà il posto di Moffat come showrunner di Doctor Who. Straordinari i due protagonisti, come sempre, Olivia Colman e David Tennant.

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Serie tv: donne badass 2

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Bruno Apicella per Io e Orson continua il suo viaggio nelle figure femminili delle serie americane. Il percorso non finisce qui! Infatti andremo avanti con le produzioni europee e italiane. Poi un’escursione nel fantasy e nella fantascienza. State con noi

Il nostro viaggio nei personaggi femminili “badass” che hanno cambiato e stanno cambiando il ruolo della donna nella televisione americana prosegue. E dopo aver analizzato le prime quattro personalità forti nel post precedente (http://www.simonecorami.com/badass/), ora, passiamo a presentare altre donne e altre storie che hanno un ruolo determinante nella televisione.

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La dolce Sottomissione di Houellebcq

Mi è apparso sul kindle come una sorta di fuoco di Sant’Elmo durante una tempesta, un dono sconosciuto, anzi un dono da uno sconosciuto, che ringrazio.. Così in due giorni ho letto il nuovo romanzo di Michel HouellebecqSottomissione, edito da Bompiani. Il libro è stato oggetto di una forte polemica alla sua uscita, perché quasi contemporaneo alla strage parigina alla redazione di Charlie Hebdo. Avevo precedentemente letto altri suoi romanzi, che mi erano piaciuti, anche se lui mi è antipatico, però ha una grande dote: scrive bene. Anche qui lo dimostra riuscendo a far scorrere un libro che ha vari livelli di lettura, ma non proprio l’annunciato odio verso l’Islam. Un libro scandalo senza scandalo, però complimenti al marketing degli eventi.

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Le donne e Istanbul

Le donne e Istanbul

L'Italia oggi ha ratificato la Convenzione di Istanbul, il testo che definisce le linee-guida sulle azione contro la violenza alle donne e la violenza di genere. Credevo che anche qui fossimo in un ritardo mostruoso, invece leggo e scopro che siamo il quinto paese in Europa, ma non ci sono Francia, Germania e i soliti noti, ma bensì Turchia, Albania, Portogallo e Montenegro. Non proprio i paladini della democrazia, eppure sono i primi che s'impegnano a realizzare legislazioni che si occupano di violenza di genere e di piena attuazione dei diritti delle donne. Perchè la Convenzione non si occupa solo del femminicidio, ma di molti aspetti: dallo stalking alla molestia e violenza sessuale, dalla violenza psicologica alla mutilazione genitale. Argomenti forti e soprattutto che finalmente cercano di dare una visione globale della violenza di genere.

In particolare l'articolo 5 sancisce l'obbligo degli Stati di astenersi da qualsiasi atto che costituisca una forma di violenza nei confronti delle donne e di garantire che le autorità, i funzionari, i rappresentanti statali e tutti i soggetti pubblici si comportino in conformità di quello che è un obbligo. Appare quindi opportuno che i funzionari e gli addetti delle forze dell'ordine e del settore giudiziario e medico siano specificamente formati per affrontare tutte le forme di violenza contro le donne. Sempre l'articolo 5 prevede che le nazioni che sottoscrivono la convenzione dovranno adottare le misure legislative e di altro tipo necessarie per esercitare concretamente tutti quegli atti utili a prevenire, indagare, punire i responsabili e risarcire le vittime di atti di violenza contro le donne. 

Per rendere operativa la Convenzione è necessario che sia ratificati da 10 paesi europei, di cui 8 del Consiglio d'Europa, organismo che c'entra nulla con l'Unione Europea, ma che conta 47 membri. Ne mancano solo 5, magari con un piccolo sforzo ci si può arrivare preso, magari al più presto.

In basso il link al testo italiano della Convenzione.