Sherlock: l’investigatore se ne va. Sicuri?

Mai come stavolta c’è stata una stagione corale per Sherlock, in foto ci sono i tre protagonisti: Cumberbatch come Sherlock, Freeman come Watson e Mark Gatiss, che è anche uno degli ideatori e sceneggiator insieme a Steven Moffat, come Mycroft. Per non parlare dei personaggi ricorrenti, come Amanda Abbington nei panni della signora Watson, o di Andrew Scott, l’eterno cattivo Jim Moriarty. C’erano tutti. C’era anche una scrittura protagonista che ha reso la stagione diversa dalle altre, concependola come un unico episodio con tante sorprese, prima fra tutte l’apparizione di Eurus, la sorella degli Holmes. Alla fine però si ha la sensazione di essere alla fine con un bellissimo sapore di conclusione. Insomma Sherlock si congeda. Ma sul serio? Continua a leggere

Sherlock: che amaro ritorno!

La foto che vedete restituisce il cast al completo della quarta stagione di Sherlock, la serie tv che la BBC produce tratta dal personaggio creato dalla penna di sir Arthur Conan Doyle e che ha le sembianze di Benedict Cumberbatch, mentre il dr. Watson è interpretato da Martin Freeman, già visto come protagonista della prima stagione di Fargo. Confessiamo l’assoluta partigianeria di due membri del nostro team, divisi fra l’amore per gli attori e per gli autori, cioè Steven Moffat, che è il padre del moderno Doctor Who, e di Mark Gatiss, che nella serie veste anche i panni di Mycroft Holmes, fratello dell’investigatore più famoso d’Inghilterra e alto membro dei servizi britannici.
Ho letto molte recensioni, l’unico a parlarne male è un italiano che scrive per un quotidiano online con la K, non lo citerò, perché per me questo episodio segue la tradizione della serie: è bello. Continua a leggere

Sherlock speciale e oltre lo speciale

Se nel 2010, ma anche fino al 2011, voi aveste digitato la parola Sherlock nella search di Google vi sarebbero venute fuori immagini di Robert Downey Jr. e Jude Law insieme. Oggi non è più così. Oggi trovate Benedict Cumberbach e Martin Freeman, cioè l’Holmes e Watson della serie tv prodotta dalla BBC – perché gli inglesi le serie le sanno fare. Finalemente questo Sherlock è un fenomeno planetario, tanto che anche in Italia lo speciale fra qualche giorno sarà proiettato nei cinema. Noi lo abbiamo già visto, naturalmente in tv e vi diremo perché, intanto non vi facciamo vedere un trailer di Sherlock: The Abominable Bride, perché ne sono passati davvero tanti, bensì un piccolo speciale di poco più di tre minuti. Continua a leggere

The Sherlock Invasion

The Sherlock Invasion

In questo momento Robert Downey jr. e Benedict Cumberbatch sono i volti più famosi di Sherlock Holmes su questo pianeta, ma le cose stanno per cambiare. La notizia è che le opere di Arthur Conan Doyle sull’investigatore inglese del 221b di Baker Street sono liberi dal diritto d’autore, almeno per le opere pubblicate prima del 1923.

Lo dice la Corte distrettuale del Nord Illinois, secondo la quale chiunque ne può usufruire senza pagare licenze alla fondazione che gestisce l’eredità del romanziere. A far ricorso ai giudici è stato Leslie S. Klinger, specialista di Sherlock Holmes che ha promosso la causa contro gli eredi di Doyle: pretendevano i diritti d’autore per la raccolta In the Company of Sherlock Holmes,curata da Klinger con Laurie R. King.

Conseguenze? Sicuramente verranno pubblicati una serie di raccolte dei romanzi e racconti a poco prezzo. Però la più ghiotta è che ci sarà una vera e propria Sherlock Invasion sul piccolo e grande schermo.
Non solo BBC e Warner a produrre, ma anche Paramount e altre case di produzione hollywoodiane ed europee si preparano a misurarsi col detective dell’Elementare Watson. La sherlockmania contagia il mondo, tanto che sia i cinesi che gli indiani preparano adattamenti e produzioni di cui non si sanno i particolari, forse Moriarty avrà le sembianze di Shiva e l’ispettore Lestrade sarà un funzionario comunista di Pechino. Potrebbe essere un fenomeno molto interessante poter mettere a confronto le varie letture di un personaggio così complesso come Holmes, che oggi sta diventando globale.
Ci prepariamo ad una nuova avventura per l’antropologia culturale. Se esiste ancora.