The Mandalorian – Il primo vero spinoff di Star Wars

Io sono convinto che neanche George Lucas nel 1977 quando lavorava al primo Guerre Stellari immaginasse cosa stava costruendo, cioè la saga cinematografica che più ha influenzato il nostro immaginario e non solo, basta ricordare addirittura quando il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan usò consapevolmente l’espressione “Star Wars” negli anni ’80 parlando della corsa agli armamenti contro l’allora Unione Sovietica. Da allora è passato tanto tempo, tanti film – siamo in attesa del prossimo e forse conclusivo – e anche alcune serie tv, ma sempre di animazione. Fino ad ora. The Mandalorian è il primo spin-off con attori in carne ad ossa, live action come si dice nel gergo professionale. Lo abbiamo visto ora in concomitanza con l’uscita negli Usa, mentre in Italia si vedrà nella primavera del prossimo anno, cioè con l’arrivo di Disney Plus, nuova piattaforma streaming del colosso dell’intrattenimento americano che raduna anche i titoli e le produzioni di Pixar, National Geographic, Marvel, Star Wars e ovviamente quelli del topo più famoso del mondo. Un altro concorrente forte e agguerrito per Netflix, Amazon e gli altri operatori che stanno animando il mercato delle produzioni e della distribuzione dei contenuti audiovisivi. Continua a leggere

Netflix e Cannes, cinema e tv. Ha ancora senso?

Tilda Swinton - Giancarlo Esposito

Cambiano le regole d’ingaggio a Cannes. Dal 2018. Il concorso del festival della croisette sarà accessibile solamente alle opere pensate per le sala.
La polemica era scoppiata riguardo i titoli di Noah Baumbach e Bong Joon Ho, The Meyerowitz Stories con Dustin Hoffman e Adam Sandler e Okja con Tilda Swinton, due film prodotti da Netflix. Che succede? Continua a leggere

I premi della critica americana

La La Land porta a casa il premio per miglior film e miglior regia. Mentre ottengono riconoscimenti importanti anche Natalie Portman, Casey Affleck e Viola Davis. Si sono svolti ieri notte i premi dell’edizione 2016 dei Critic’s choice awards, ovvero i riconoscimenti che vengono assegnati ogni anno dalla Broadcast Television Journalist Association. Premi che si dividono nella categoria film e serie tv e che quest’anno sono stati anticipati al mese di dicembre e hanno aperto la corsa che si chiuderà con gli Oscar di febbraio. Nella categoria cinema La La Land ha conquistato sette premi che lanciano la corsa del film, molto acclamato dalla critica, verso statuette importanti nella notte delle stelle. Va segnalata, inoltre, la parità nella categoria Sceneggiatura originale tra La La Land e Manchester by The Sea, questo a conferma anche della qualità dei film in gara.

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Gli oscar non riguardano il cinema

Non so quanti di voi se lo ricordino, oppure l’abbiano mai visto, ma Lorenzo Lamas è un membro dell’Academy of Motion Picture Arts, proprio quella che decide gli Oscar, gli Academy Award appunto. Ogni anno lo spettacolo, troppo lungo e noioso, va in onda, io non faccio pace con un red carpet infinito, di cui una persona normale bene o male arriva a riconoscere il 20% delle presenze. Io quest’anno non voglio giudicare i premi, tanto non riesco mai ad andarci d’accordo, allora mi sono chiesto chi sono questi degli Academy Award? Hanno un potere grosso, un’oscar vale parecchi soldi, incassi, investimenti in marketing, pubblicità e lavori futuri. Lorenzo Lamas, che in Italia viene ricordato per una serie tv come Renegade è un membro.
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Birdman: bello, ma non ci vivrei

C’è un grande assente nel nuovo film di Inarritu, Birdman, un’assenza che fa tanto rumore. Però c’è anche tanta musica. La prima nota, che suona come una sinfonia è l’interpretazione di Micheal Keaton, il migliore di tutto il cast, che lavora davvero bene in ogni interprete, da Edward Norton ad Emma Stone. La regia, con un lunghissimo piano sequenza, fatto di macchina a mano, steadycam, con cambi di inquadratura che sono un piacere per gli occhi di ogni amante del cinema che non sia solamente storia. I dialoghi e soprattutto i monologhi, ben curati, soprattutto nei dettagli. Però, questo film non è un capolavoro, anche se ve lo diranno, anche se lo leggerete, non lo è. Almeno per me. Perché il rumore lo fa l’assenza di Guillermo Arriaga. Continua a leggere